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Covid 19
3 Novembre 2020
13:45

Dpcm novembre, quali spostamenti nelle e fra le Regioni più a rischio vuole autorizzare il governo

Il nodo degli spostamenti fra Regioni non è ancora stato sciolto. Il nuovo dpcm potrebbe arrivare già questa sera, ma non c’è ancora un accordo tra governo e Regioni sul blocco alla mobilità: nelle prossime ore si deciderà se vietare gli spostamenti tra tutte le Regioni o solo tra quelle “a rischio”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il nuovo dpcm è allo studio del governo, e potrebbe arrivare nelle prossime ore. (Non è ancora chiaro se verrà approvato già stasera o domani mattina). Ma i nodi da sciogliere sono ancora tanti. Primo fra tutti quello degli spostamenti tra Regioni. Come vi abbiamo spiegato qui, non appena arriveranno dati più aggiornati sul monitoraggio della curva epidemiologica, il governo, tramite ordinanze ministeriali, deciderà come suddividere le regioni, che saranno raggruppate in tre diverse fasce, che corrispondono a tre diversi livelli di rischio.

Ad ogni fascia, sulla base di alcuni parametri come l'Rt, il numero di tamponi, i posti letto in ospedale e il grado di stress delle terapie intensive, corrispondono determinate misure restrittive, che scatterebbero in automatico. Se così non sarà, dinanzi all'inerzia delle Regioni, sarà il governo a intervenire. Secondo quanto si apprende si avviano verso misure più dure Lombardia e Piemonte, seguite da Calabria e Puglia. In queste Regioni, che si avvicinano allo ‘scenario 4', classificazione stabilita nel documento redatto dall'Iss, potrebbero quindi arrivare lockdown locali a livello provinciale per almeno 3 settimane, accompagnati da una limitazione della mobilità individuale, fino ad arrivare alla chiusura dell'intera Regione ad eccezione delle attività essenziali.

Ma il governo e le Regioni dovranno discutere nelle prossime ore, per definire quanto queste chiusure impatteranno sulla libertà di movimento dei cittadini. Non è ancora stato stabilito per esempio se ci sarà un blocco negli spostamenti tra tutte le Regioni o se il blocco sarà valido solo per quelle più a rischio. Non è ancora chiaro insomma se il divieto di spostarsi se non per motivi di lavoro, salute o urgenza, con annesso obbligo di esibire l'autocertificazione, sarà esteso a tutto il territorio nazionale, o se anche su questo punto ci saranno regole differenziate, a seconda dei territori. Al momento l'unica certezza è che nelle Regioni in cui verranno adottate norme più severe sarà impossibile entrare o uscire, a meno che non sia strettamente necessario.

Come hanno confermato fonti ministeriali a Fanpage.it, l'altra questione sul tavolo è quella dello spostamento tra province all'interno delle Regioni che appartengono alla fascia di rischio più alta, che si trovano quindi nella situazione descritta dal citato ‘scenario 4': oggi pomeriggio è previsto una nuova riunione con le Regioni, e sarà solo dopo un ulteriore confronto con i governatori, che il governo deciderà se vietare totalmente gli spostamenti all'interno dei propri territori.

A livello nazionale invece scatterà sicuramente un ‘coprifuoco', cioè una limitazione della circolazione nelle ore serali, probabilmente a partire dalle 21. Anche in questo caso ci saranno controlli, e sarà necessario avere l'autodichiarazione scaricabile sul sito del Viminale per giustificare le uscite.

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