Prosegue il confronto tra il governo e le Regioni in vista del nuovo Dpcm di dicembre. Mentre i governatori continuano a chiedere di semplificare i parametri in base ai quali i territori vengono assegnati alla zona gialla, arancione o rossa, l'esecutivo è concentrato sulle regole anti-coronavirus. E chiede che prevalga la linea del rigore. Il principale nodo riguarda specialmente gli spostamenti tra Regioni: dal momento che, come affermato oggi dal ministro della Salute, Roberto Speranza, è molto probabile che per il prossimo 3 dicembre tutta Italia sia in zona gialla, si teme che un via libera alla mobilità finisca per far impennare nuovamente la curva dei contagi.

Per questa ragione sono previste una serie di restrizioni particolari da implementare nel periodo delle festività, tra cui dovrebbe essere compreso anche il blocco degli spostamenti. Queste limitazioni potrebbero restare in vigore fino al 15 gennaio, ma tutto dipenderà dall'andamento dell'epidemia.Dipenderà, in altre parole, dalla capacità di tenere sotto controllo i contagi durante le vacanze di Natale. Ma è probabile che in ogni caso le regole anti-contagio più severe individuate per le festività rimangano in vigore oltre il 6 gennaio, in modo da valutarne a pieno gli effetti prima di procedere con eventuali allentamenti delle norme.

Sempre per quanto riguarda le vacanze di Natale, un altro dei nodi sul tavolo è quello che riguarda la settimana bianca. Il governo resta fermo sulla chiusura, ma sottolinea la necessità di un coordinamento europeo. Già ieri sera, in seguito al vertice della Conferenza delle Regioni, i governatori hanno detto di considerare la chiusura dei confini per evitare la fuga verso Paesi, come l'Austria o la Svizzera, che intendono invece tenere aperte le piste da sci. Si teme infatti che gli italiani, non potendo muoversi per le vacanze verso le Regioni di montagna e tenendo conto della chiusura degli impianti sciistici, decidano di andare all'estero, rischiando però di contrarre l'infezione e riportare poi il virus a casa.