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Decreto sicurezza
15 Gennaio 2020
18:01

Dl Sicurezza, Lamorgese apre a regolarizzazione per gli stranieri che possono lavorare in Italia

Un’interrogazione del deputato Riccardo Magi ha sollecitato un intervento del governo sulla questione degli stranieri irregolari sul nostro territorio, uno degli effetti del decreto Sicurezza: “Nessuno Stato democratico può consentirsi di avere nel proprio Paese 700mila cittadini che sono dei fantasmi e degli irregolari, e che, magari, hanno un datore di lavoro pronto ad assumerli domani”, ha detto Magi.
A cura di Annalisa Cangemi
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Un'interrogazione parlamentare Riccardo Magi, rivolta alla ministra degli Interni Lamorgese, ha sollevato ancora una volta la questione delle conseguenze del decreto Sicurezza, che ha generato un aumento delle situazioni di irregolarità. Si parla di 700mila persone, che potrebbero magari avere un datore di lavoro pronto ad assumerli subito, togliendoli dalla strada. Magi, deputato di Radicali +Europa, ha chiesto che possa essere attuata una regolarizzazione dei cittadini stranieri attualmente presenti in Italia, in conseguenza appunto della stipula di contratti di lavoro.

"Ministra, per effetto del cosiddetto ‘decreto Sicurezza', noi abbiamo assistito ad un aumento dei dinieghi alle domande di protezione internazionale – ha affermato Magi – e a un conseguente aumento nel nostro Paese dei cittadini irregolari. In attesa che ci sia una riforma della normativa sull'immigrazione, un provvedimento straordinario di emersione di questi cittadini, che consenta la regolarizzazione, a fronte di una immediata disponibilità all'assunzione, e che quindi consenta loro di avere – nel momento in cui c'è matura questa disponibilità e c'è l'assunzione – un permesso di soggiorno, consentirebbe al nostro Paese di effettuare una grande operazione di legalità e anche di effettiva e reale sicurezza. Quindi, chiediamo se il Governo intenda assumere un provvedimento di questo tipo e quando".

Da parte della titolare del Viminale c'è stata un'apertura importante, dal momento che fino ad ora le modifiche promesse sui due decreti Salvini non sono state ancora realizzate: "È di tutta evidenza come la materia delle cosiddette regolarizzazioni sia di particolare complessità. Sono, infatti, molteplici i profili da valutare, sia dal punto di vista tecnico che politico, peraltro riconducibili a competenze attribuite a diverse amministrazioni pubbliche, tra i quali, di non secondaria rilevanza, riveste la determinazione degli oneri connessi e il reperimento delle relative risorse. L'intenzione del Governo e del ministero dell'Interno è quella di valutare le questioni poste all'ordine del giorno che richiamavo in premessa, nel quadro più generale di una complessiva rivisitazione delle diverse disposizioni che incidono sulle politiche migratorie e sulla condizione dello straniero in Italia".

"Mi auguro che questa volontà politica si concretizzi in tempi rapidi – ha sottolineato Magi – in attesa di una riforma strutturale che consenta la regolarizzazione su base individuale degli stranieri già radicati nel territorio, come prevede la proposta di legge d'iniziativa popolare ‘Ero straniero' attualmente in discussione in Commissione affari costituzionali alla Camera".

"L'emersione di questi lavoratori – ha aggiunto – risponderebbe alle esigenze del sistema produttivo italiano e porterebbe notevoli risorse in termini di gettito fiscale e contributivo. Nessuno Stato democratico può consentirsi di avere nel proprio Paese 700mila cittadini (queste le ultime stime) che sono dei fantasmi e degli irregolari, e che, magari, hanno un datore di lavoro pronto ad assumerli domani. I benefici per la collettività quindi sarebbero molteplici, anche in termini di maggiore sicurezza per tutti".

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