È caos nel governo per la lettera che il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, invierà alla Commissione europea, rispondendo alle preoccupazioni espresse dall'esecutivo comunitario sulla situazione del debito italiano. Le anticipazioni della risposta di Tria, riportate da molti organi di stampa, sono state categoricamente smentite dallo stesso ministero dell'Economia. Ma nel frattempo il presunto contenuto della missiva ha suscitato la dura reazione del capo politico del Movimento 5 Stelle e vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, che ha affermato che reddito di cittadinanza e quota 100 – contrariamente a quanto faceva intuire la lettera – non si toccano. Di Maio è tornato subito dopo sul tema con un post su Facebook, garantendo che non accetterà alcun tipo di taglio o un ritorno all'austerity.

Su Facebook Di Maio scrive: "Non ho avuto ancora il piacere di leggere la lettera preparata dal ministro Tria all’Unione Europea, ma apprendo che prevede tagli alla spesa sociale, alla Sanità, a Quota 100, al Reddito di Cittadinanza. Ma stiamo scherzando?". Il riferimento è ai presunti tagli sulle nuove politiche del welfare di cui si parla nella lettera, stando a quanto trapelato dai media. Il vicepresidente del Consiglio invia un messaggio chiaro e univoco: "Lo dico chiaramente: al governo Monti non si torna. Basta austerità, basta tagli, di altre politiche lacrime e sangue non se ne parla. Non esiste! Magari è utile fare un vertice di maggioranza con la Lega insieme al presidente Conte e allo stesso Tria, così sistemiamo insieme questa lettera, prima che qualcuno la mandi a Bruxelles!".