Alessandro Di Battista lancia la sua proposta per combattere la disoccupazione giovanile e, allo stesso tempo, tutelare il territorio e proteggere l'ambiente. Un programma rivolto a 200 mila giovani (under 32) e coordinato dal ministero dell'Ambiente che non solo creerà impieghi in un momento in cui l'emergenza coronavirus sta mettendo a dura prova il mercato del lavoro, ma si proporrà anche importanti obiettivi in materia di salvaguardia del territorio. L'esponente del Movimento Cinque Stelle ha presentato il suo piano, chiamato Servizio Ambientale, anche al ministro Sergio Costa, raccontando che questi ne è rimasto entusiasta.

L'ex deputato grillino inizia a illustrare la sua proposta partendo dai dati sulla disoccupazione giovanile in Italia: numeri allarmanti anche prima della pandemia, "con punte superiori al 40% per i giovani fra i 18 e i 29 anni in Campania, Calabria e Sicilia". Di Battista sottolinea però che per i giovani non c'è solamente la preoccupazione legata alla paura di rimanere esclusi dal mondo del lavoro, ma anche "l'ansia per un'incombente crisi ecologica che potrebbe rendere il futuro più incerto". In una situazione di questo tipo, continua l'esponente pentastellato, c'è bisogno di uno "Stato datore di lavoro" che contrasti la disoccupazione giovanile e si faccia allo stesso tempo carico di prevenire crisi ecologiche future.

Cos'è il Servizio Ambientale annunciato da Di Battista

Di Battista annuncia quindi di aver lavorato negli ultimi mesi al programma insieme a un esperto delle Nazioni Unite che si occupa dell'integrazione della protezione ambientale e degli effetti del cambiamento climatico nei progetti del Fondo Internazionale per lo Sviluppo Agricolo. "Abbiamo chiamato il programma “Servizio Ambientale” (come fu servizio militare e il servizio civile, ma ambientale e pagato bene). Un programma coordinato dal Ministero dell'ambiente con l'obiettivo di impiegare fino a 200.000 giovani (under 32) all'anno. Pensateci bene. Il servizio militare (e poi quello civile) sono stati programma pensati e realizzati per difendere la Patria. Oggi la prevenzione ambientale è il modo migliore per difendere la Nazione", scrive il pentastellato.

Come saranno impiegati i 200 mila giovani

Che spiega poi come saranno impiegati questi giovani: "Verranno  create vere e proprie di lavoro che, su tutto il territorio nazionale (con priorità data ai terreni demaniali ma senza escludere interventi su proprietà private a determinate condizioni), si occuperanno della salvaguardia del territorio attraverso attività che stiamo strutturando grazie al Piano Nazionale per l’Adattamento al Cambiamento Climatico, uno studio commissionato dal Ministero dell’Ambiente che stila le azioni necessarie per mettere in sicurezza il nostro territorio". Quindi "rimboscamento dei crinali, arginare l'erosione del suolo, prevenire frane e inondazioni, combattere la desertificazione, ripristinare eco-sistemi degradati, connettività ecologica, riqualificazione delle sponde dei fiumi, ripopolamento faunistico ed ittico".

I costi del progetto

L'esponente Cinque Stelle afferma di essere consapevole che i costi in gioco non siano bassi, ma "sono infinitamente minori di quelli relativi a grandi opere inutili (vedrete, ci sarà presto chi dirà che per uscire dalla crisi economica dovremo costruire il Ponte sullo Stretto) e soprattutto saranno ammortizzati da mancate spese". Dal 1945 ad oggi, prosegue, il dissesto idrologico è costato circa 3 miliardi e mezzo all'anno: gli investimenti in prevenzione faranno risparmiare notevolmente, aggiunge Di Battista. Per poi concludere: "Arriveranno parecchi miliardi nei prossimi mesi, vanno strutturati programmi seri, duraturi e con obiettivi che si possano integrare. E va fatto alla svelta prima che gli “esperti” in opere inutili, sprechi e arricchimenti personali provino a metterci le mani".