Decreto Milleproroghe, via libera alla Camera con 154 sì: le novità e cosa cambia

La Camera ha ufficialmente approvato il decreto Milleproroghe 2026, che conferma diverse misure in scadenza. I voti favorevoli sono stati 154, quelli contrari 64. È il primo passaggio importante per trasformare il decreto in legge: ora il testo passerà al Senato, che avrà tempi strettissimi. L'approvazione definitiva, infatti, deve arrivare entro il 1° marzo. Tra le misure c'è la possibilità (su base volontaria) per i medici ospedalieri di continuare a lavorare fino a 72 anni. Sempre per i medici, si rinnova lo scudo penale. Vengono prolungati i bonus per le assunzioni di giovani e donne, anche se in forma leggermente diversa. Niente da fare per altre proposte, come la riapertura della rottamazione quater.
Medici in corsia fino a 72 anni. Rinnovato lo scudo penale
Per i medici viene rinnovato fino a fine 2026 il cosiddetto "scudo penale". Significa che, fino al 31 dicembre di quest'anno, il personale medico sarà punibile legalmente per i reati di omicidio colposo e lesioni personali colpose sono nei casi di colpa grave, se il fatto è avvenuto nell'esercizio di una professione sanitaria e in situazioni in un cui c'era una grave carenza di personale. Si tratta, sostanzialmente, di una misura per venire incontro ai medici che si trovano a dover prendere decisioni complesse in situazioni di particolare difficoltà – a meno che, naturalmente, non si tratti di colpa grave come detto.
Si conferma anche la possibilità per i medici ospedalieri di rimanere in servizio fino a 72 anni. È una possibilità aperta su base volontaria, che consente anche alle Asl di assumere medici già andati in pensione, entro questo limite di età. In ogni caso, sono esclusi gli incarichi dirigenziali: si parla di lavoro in corsia. Sempre in ambito medico, il decreto rendere permanente la ricetta medica elettronica, o dematerializzata.
Niente aumenti per le multe nel 2026
Gli importi delle multe non saranno alzati per tenerli al passo con l'inflazione, quest'anno. Lo prevede il decreto Milleproroghe. Per legge, il valore delle multe dovrebbe alzarsi ogni due anni. Già nelle scorse leggi di bilancio, però, l'esecutivo era intervenuto per fermare questo incremento. Le somme da pagare in caso di infrazioni, quindi, per quest'anno restano le stesse.
Confermati bonus assunzioni per giovani e donne
Il decreto conferma il bonus giovani per le assunzioni. La sua durata, però, è limitata solamente fino al 30 aprile 2026. In più, l'esenzione dei contributi in molti casi vale solo il 70% (invece del 100%) per le assunzioni o le trasformazioni avvenute nel 2026. Il tetto massimo di importo resta comunque a 500 euro al mese per ogni dipendente. In compenso, la quota sale a 650 euro per le Regioni del Sud e, con il decreto Milleproroghe, anche per Marche e Umbria. Per le donne residenti nel Mezzogiorno resta il bonus assunzioni, identico rispetto allo scorso anno. Lo stesso vale per le
Le altre misure del decreto Milleproroghe 2026
Tra le altre misure, il decreto rinnova la protezione sanitaria per i rifugiati ucraini che si trovano in Italia: con 54 milioni di euro per due anni si copriranno i costi delle misure assistenziali necessarie. Per quanto riguarda la gestione dell'immigrazione, fino a fine 2026 sarà possibile realizzare nuovi hotspot e centri di prima accoglienza derogando a molte norme di legge (ma non quelle penali, antimafia ed europee).
L'obbligo di assicurazione contro le catastrofi naturali per le piccole e micro imprese nel settore della ristorazione e dell'ospitalità slitta: scatterà solo dal 31 marzo 2026. Per quanto riguarda il turismo, il divieto di bagnini minorenni non scatterà fino alla fine della stagione balneare di quest'anno. C'è anche una polemica su Radio Radicale: il contributo riconosciuto ogni anno per tenere aperta l'emittente che segue i lavori parlamentari è stato dimezzato, con il rischio che la radio non riesca a rimanere aperta.
Le proposte bocciate, dai piccoli pacchi alla rottamazione
Diverse misure che erano state proposte non sono poi state inserite nel decreto Milleproroghe. Niente da fare, ad esempio, per la richiesta di rinnovare Opzione donna per le pensioni, che il governo ha lasciato scadere nell'ultima legge di bilancio.
Anche alcune richieste della maggioranza non sono passate. Ad esempio, Forza Italia aveva presentato un emendamento per rinviare la tassa sui piccoli pacchi in partenza il 1° marzo, che sta portando più problemi che benefici. Ma alla fine quell'emendamento si è trasformato in un semplice ordine del giorno per chiedere al governo di intervenire prossimamente.
Anche la rottamazione quater, cara alla Lega, non è stata riaperta. La proposta del Carroccio è stata respinta già in commissione. Avrebbe permesso a chi non aveva pagato le rate della rottamazione di tornare ad aderirvi, godendo di nuovo di tutti i benefici che ne conseguono. Ma la maggioranza ha respinto l'emendamento.