Ddl Zan, ultime notizie sul disegno di legge
8 Settembre 2021
17:25

Ddl Zan rinviato ancora: la legge contro l’omofobia si discuterà dopo le amministrative

Il Senato tornerà a discutere del ddl Zan per il contrasto dell’omofobia dopo le prossime elezioni amministrative. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo. Secondo la senatrice Cirinnà è una decisione giusta, sia perché ad ottobre ci sarà la legge di Bilancio, sia perché “nell’acuirsi della campagna elettorale, le posizione ideologiche si fanno più nette e questo finirebbe per stritolare un testo che si occupa di crimini d’odio contro le persone”.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il ddl Zan contro l'omofobia dovrà aspettare ancora prima di vedere la luce. Durante la conferenza dei capigruppo di ieri, la prima dopo la pausa estiva, non è stata decisa alcuna calendarizzazione del provvedimento, la cui discussione è stata posticipata. Dopo che il ddl è stato fermo per quasi 9 mesi prima di approdare in Aula, complice l'ostruzionismo del presidente leghista della commissione Giustizia Andrea Ostellari, i senatori si sono espressi all'unanimità sul calendario. Tutto rimandato quindi, sicuramente non prima le amministrative del 3 e 4 ottobre.

Ora la priorità è la campagna elettorale, ma il Parlamento è anche impegnato con la conversione in legge del decreto sul green pass e con la riforma del processo civile e penale. Se anche dovesse arrivare la tanto attesa calendarizzazione e il testo del ddl Zan dovesse essere modificato, come chiesto anche da Italia viva – la cui posizione si distacca dal resto della maggioranza, Pd, M5s e Leu – per via del bicameralismo perfetto dovrebbe tornare alla Camera, per poi tornare nuovamente in Senato, allungando così inevitabilmente l'iter, con il rischio di non arrivare all'approvazione entro l'anno. All'inizio del 2022 il Parlamento in seduta comune sarà poi chiamato a votare il prossimo Presidente della Repubblica, visto che il mandato di Mattarella dovrebbe terminare il 31 gennaio 2022. Insomma la strada per l'approvazione della legge è piena di incognite.

"Io penso che sia una decisione saggia", ha commentato all'Adnkronos Monica Cirinnà, senatrice del Pd, da sempre in prima linea a sostegno della legge. "Penso che sia una decisione saggia ma non legata al merito della questione dei contenuti del ddl. Ed è una scelta saggia per due ragioni. La prima è che il Senato in questo momento è ingolfato. Io sono in commissione Giustizia e siamo al lavoro sulle due riforme della giustizia legate ai fondi del Pnrr che vanno inseriti nella legge di bilancio e la sessione di bilancio inizia al Senato il 15 ottobre quindi dobbiamo chiudere rapidamente le due riforme".

"Questo è un governo di emergenza, sostenuto da motivi economici e sanitari, quindi credo che sia un atto di responsabilità di tutti lavorare per ottenere i fondi del Pnrr. Credo sia giusto in questo caso fare un passo di lato anche da parte di senatori, come me, che sono impegnati a tempo pieno sullo Zan", ha aggiunto.

"E poi la seconda ragione è che nell'acuirsi della campagna elettorale, le posizione ideologiche si fanno più nette – ha spiegato ancora Cirinnà – e questo finirebbe per stritolare un testo che si occupa di crimini d'odio contro le persone. È un rischio che non voglio correre. Finirebbe per esserci un confronto mosso da ragioni diverse, slegate dal merito del testo. Mentre dopo la campagna elettorale ognuno potrà lavorare in modo più ragionevole".

D'accordo sullo slittamento anche Forza Italia: "Il rinvio a dopo le amministrative del ddl Zan è dovuto a comprensibili esigenze manifestate dal governo, di approvare a settembre al Senato i provvedimenti sul green pass e sulla giustizia. Ma la responsabilità politica di questo nuovo rinvio è anche di chi a luglio, giunto finalmente in Aula il provvedimento superando l'ostruzionismo in Commissione, ha messo in difficoltà la maggioranza con emendamenti non concordati e con un'apertura a chi ha sinora dimostrato, con centinaia di audizioni e di emendamenti, di voler solo affossare la legge", ha dichiarato il vice presidente del gruppo di Fi alla Camera Elio Vito.

"Sanno che è una norma impopolare, perché altrimenti non l'avrebbero accantonata", ha detto all'Adnkronos il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. "Avevano detto che era urgente urgentissimo, ora hanno capito che è un argomento, per come è posto il testo, controproducente anche per i suoi armigeri e sostenitori".

"Se avessero ritenuto che fosse una cosa condivisa nel paese e portatrice di consensi per la sinistra – ha aggiunto Gasparri – avrebbe preteso la immediata discussione, come hanno sempre proclamato e invocato Letta, Cirinnà e compagnia. Ma sanno che la legge, nelle parti sulla scuola, sulle norme penali, sulla confusionaria possibilità di una scelta di appartenenza di genere, non c'entra niente con la giusta punizione aggravata di chi fa violenze con motivi futili e abietti o di discriminazione".

"Nessuno della maggioranza ha proposto di proseguire nel programma originario che prevedeva per questa settimana il ddl Zan. Vogliono parlarne dopo le elezioni. Ricordo – ha commentato ieri Ignazio La Russa (FdI) – che ci hanno fatto impazzire, ci hanno fatto portare il provvedimento in Aula prima che fossero conclusi i lavori della commissione e senza relatore per l'urgenza che avevano. Adesso se ne parla dopo le elezioni. Strane queste urgenze a doppia velocità", ha detto ironicamente.

Ma secondo Alessandro Zan, padre del ddl, il tempo per discutere e approvare il testo c'è: "Penso che ce la faremo, perché l’Italia è l’unico Paese occidentale che non ha una legge contro i crimini d’odio contro gli omosessuali, la misoginia e l’abilismo. Sono fiducioso ma con le antenne alte per evitare i giochetti di Palazzo sulla pelle delle persone".

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