Il disegno di legge Zan, che prende nome dal deputato del Partito democratico Alessandro Zan, primo firmatario del testo, ha lo scopo di contrastare omofobia e transfobia, le discriminazioni e le violenze per l'orientamento sessuale, il genere, l'identità di genere e le disabilità. Il testo unificato in pdf del ddl andrebbe ad allargare le pene già previste dall'articolo 604 bis del Codice Penale anche alle discriminazioni basate sul sesso, sull'orientamento sessuale e sul genere, prevedendo delle specifiche aggravanti. Numerosi artisti, influencer e personaggi del mondo dello spettacolo, in primis Fedez, si sono espressi a favore del ddl, puntando il dito contro la destra, e in particolare la Lega, che ne ha più volte ostacolato l'approvazione in Commissione Giustizia al Senato. Il disegno di legge, infatti, non è ancora stato approvato in Aula: dopo il via libera alla Camera lo scorso novembre, infatti, è rimasto bloccato per quasi sei mesi nella Commissione a Palazzo Madama, presieduta dal leghista Andrea Ostellari, con i partiti di destra che hanno rinviato svariate volte la calendarizzazione della discussione in Aula. Ecco il testo integrale del ddl, il suo significato e a che punto siamo dell'iter parlamentare.

Il significato del Ddl Zan: cosa prevede il testo

Il ddl Zan, come abbiamo detto, indica una serie di "misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità". In particolare, l'articolo 2 del disegno di legge interviene su due articoli del codice penale (il 604-bis e il 604-ter) sui reati di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Al momento le pene per questi reati prevedono il carcere fino ad 1 anno e 6 mesi o una multa fino a 6.000 euro in caso di discriminazione: per i casi di violenza (o istigazione alla stessa) è invece contemplata la reclusione da 6 mesi a 4 anni. Di fatto, quello che propone il ddl Zan è di aggiungere alle discriminazioni per motivi di razza, etnia e religione quelli riguardanti appunto il sesso, genere e identità di genere, orientamento sessuale, e disabilità, le cui definizioni sono ben specificate nell'art.1 del ddl stesso.

Allo stesso tempo, il ddl punta ad ampliare la cosiddetta legge Mancino (decreto legge 25 giugno 1993, n.205) modificandone un articolo che affronta le discriminazioni razziali, etniche e religiose: allo stesso modo, a queste verrebbero aggiunte quelle già citate per sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità.

Quando potrebbe essere approvato: l'iter parlamentare

Il ddl Zan è stato sbloccato in Commissione Giustizia al Senato lo scorso 28 aprile, dopo mesi di ostruzionismo da parte delle forze politiche di centrodestra contrarie che ne impedivano la calendarizzazione. Il via libera alla Camera era arrivato già lo scorso 4 novembre 2020, ma la legge è rimasta a lungo in stallo fino a quando, con 13 sì e 11 no, il ddl è stato calendarizzato in Aula. Non si sono però placate le polemiche dal momento che il relatore sarà il presidente della Commissione, il leghista Andrea Ostellari, che più volte si è opposto e ha criticato il testo.

Ora, comunque, il disegno di legge seguirà il normale iter parlamentare e nella prossima riunione della Commissione comincerà la discussione generale. Successivamente sarà la volta delle audizioni, su richiesta dei gruppi parlamentari. In queste ultime settimane sono stati presentati anche dei disegni di legge alternativi, tra cui uno anche della Lega. Nel testo, chiamato "Disposizioni in materia di circostanze aggravanti nei casi di violenza commessa in ragione dell’origine etnica, credo religioso, nazionalità, sesso, orientamento sessuale, età e disabilità della persona offesa". Come si può notare, non è stata inserita l'identità di genere. Una mancanza che ha suscitato diverse polemiche.

Verso la legge Zan: le critiche e il caso Fedez

Ma perché ci sono state così tante polemiche sul ddl Zan? E qual è la critica del centrodestra? Per prima cosa, oltre a scagliarsi contro definizioni come quella di identità di genere, la destra afferma che il ddl trasformerebbe la difesa della famiglia tradizionale in un'opera di discriminazione, ledendo così la libertà di espressione e di propaganda di chi difende la famiglia formata da una coppia etero, da madre, padre e figli, aprendo la strada ai reati di opinione. "Intendiamo togliere la questione dei bambini, della scuola e tutto ciò che comporta la censura e i reati di opinione", aveva annunciato Matteo Salvini, presentando la proposta della Lega. E ancora:

"Adoro e difendo la libertà di pensare, di scrivere, di parlare, di amare. Ognuno può amare chi vuole, come vuole, quanto vuole. E chi discrimina o aggredisce va punito, come previsto dalla legge. È già così, per fortuna. Chi aggredisce un omosessuale o un eterosessuale, un bianco o un nero, un cristiano o un buddhista, un giovane o un anziano, rischia fino a 16 anni di carcere. È già così. Non condivido che a bimbi di 6 anni venga proposta in classe l'ideologia gender, o si vietino giochi, canti e favole perché offenderebbero qualcuno. Non scherziamo. Viva la Libertà, che non può imporre per legge di zittire o processare chi crede che la famiglia, come anche la Costituzione prevede, sia la cellula, il nucleo, il cuore, il passato, il presente e il futuro del mondo".

I toni si sono poi alzati in occasione del concerto del 1° maggio a cui ha partecipato il rapper Fedez, che più volte si è espresso a favore del ddl Zan. Dal palco Fedez ha attaccato duramente alcuni esponenti della Lega per delle loro dichiarazioni contro gli omosessuali e per aver bloccato così a lungo il disegno di legge in Senato. Ma non solo: il rapper ha anche pubblicato sui suoi profili social una telefonata, avvenuta ore prima dell'inizio del concerto, con i vertici Rai, accusandoli di aver provato a censurare il suo discorso contro alcuni politici del Carroccio.