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Ddl Zan, ultime notizie sul disegno di legge
4 Luglio 2021
11:12

Ddl Zan, in Senato non c’è maggioranza per approvarlo: Italia Viva chiede modifiche, la Lega esulta

Italia Viva ha chiesto delle modifiche importanti al disegno di legge Zan, delle quali si discuterà martedì. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Leu sono compatti per andare avanti con il testo così com’è, ma senza i renziani non avrebbero la maggioranza in Aula. Duro botta e risposta tra ex compagni di partito di Pd e Iv: i dem definiscono la loro proposta “insostenibile” o “irricevibile”, i renziani dicono di voler “salvare” la legge. Intanto la Lega e il centrodestra esultano: “Finalmente si parla nel merito di un ddl scritto male”, commenta Ostellari.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Sembra di essere tornati indietro di qualche mese: in Senato tutto dipende da Italia Viva. Certo, in questo caso non si parla della sopravvivenza del governo Conte due, ma piuttosto dell'approvazione del disegno di legge Zan contro l'omotransfobia. Eppure lo scenario parlamentare è praticamente lo stesso: da una parte Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Leu, dall'altra Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia (con alcuni senatori azzurri pronti a votare in dissenso come allora). Italia Viva è – di nuovo – l'ago della bilancia e, con la richiesta di una pesante revisione del testo consegnata venerdì, fa esultare la destra e strappa platealmente con il centrosinistra a livello parlamentare.

Tra Italia Viva e il resto del centrosinistra lo stallo è evidente. Si combatte tanto nei corridoi del Senato quanto a colpi di interviste, con il prossimo incontro fissato per martedì 6 luglio, quando Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Leu chiederanno di andare in Aula con il testo così com'è, mentre i renziani insisteranno con le richieste di modifica che riporterebbero il testo unico approvato alla Camera al ddl Scalfarotto. Insomma, sembra sempre più difficile che la situazione possa sbloccarsi, anche perché senza Italia Viva non c'è più la maggioranza parlamentare per approvare il disegno di legge. I voti a sostegno verrebbero da Pd, Movimento 5 Stelle, Leu, con diversi senatori tra Autonomie e Misto: totale stimato intorno ai 140 sì. Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia, con Idea e altri del Misto voterebbero no e sarebbero almeno 145. Italia Viva, con i suoi 17 senatori, sarebbe l'ago della bilancia. Il gruppo guidato da Davide Faraone non sembra avere nessuna intenzione di arrivare alla prova dell'Aula, anzi. La posizione di forza permette di chiedere le modifiche al testo.

Lo scontro tra Partito Democratico e Italia Viva si fa sempre più duro – e inasprito da una scissione mai digerita -, con accuse e controaccuse: "La loro richiesta è insostenibile", ha twittato ieri il deputato dem Zan, primo firmatario del testo. Accuse rispedite al mittente da parte del capogruppo di Italia Viva al Senato, Faraone, che ha spiegato: "Credo che abbiamo occupato uno spazio politico importante: da un lato cerchiamo di togliere dal rischio affossamento in Aula tramite voti segreti e ostruzionismo una legge contro le discriminazioni che noi vogliamo salvare". Dall'altro "siamo il partito-cerniera tra pezzi di società che non si parlano: e il dialogo è lo strumento migliore per incidere sui temi dei diritti".

"Io ancora non mi capacito che chi ha votato il ddl Zan alla Camera possa non farlo al Senato", attacca il senatore dem Mirabelli, intervistato da Repubblica. "E i renziani a Montecitorio lo hanno votato – continua – Le proposte di mediazione che Italia viva ha presentato sono irricevibili". A guardare con interesse lo scontro tra partiti della stessa area politica sono i partiti di centrodestra, soprattutto la Lega. Se si dovesse arrivare allo strappo, infatti, i più felici sarebbero proprio i detrattori del ddl Zan. Intanto il presidente della commissione Giustizia del Senato, l'ormai famoso leghista Ostellari, spiega che il suo partito vorrebbe modifiche ancora più sostanziali di quelle chieste dai renziani: "Siamo contenti che finalmente si stia parlando del merito di un provvedimento che sembrava intoccabile – commenta al Corriere – Il ddl in questa maniera è scritto male, non si possono tenere in piedi testi scritti male quando parliamo di questioni penali".

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