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Ddl Zan, ultime notizie sul disegno di legge
27 Ottobre 2021
14:34

Ddl Zan affossato al Senato, Salvini: “Sconfitta l’arroganza di Letta e 5 Stelle”

Dopo l’affossamento del ddl Zan al Senato la destra festeggia. Uno su tutti, Matteo Salvini: “Sconfitta l’arroganza di Letta e dei 5 Stelle – esulta il leader della Lega – Ora ripartiamo dalla proposte della Lega, combattere le discriminazioni lasciando fuori i bambini, la libertà di educazione, la teoria gender e i reati di opinione”. Masini di Forza Italia dice di aver votato contro, Elio Vito si dimette dagli incarichi nel partito dopo aver scritto una lettera a Berlusconi. Sconfortato il centrosinistra: “Ora è finita”.
A cura di Tommaso Coluzzi
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Il disegno di legge Zan è stato praticamente affossato. La tagliola al Senato, approvata a maggioranza con voto segreto, impone al testo contro l'omotransfobia di tornare in commissione tra sei mesi. La maggioranza parlamentare formata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e Leu è andata sotto (e non di poco) e gli avversari esultano: "Sconfitta l’arroganza di Letta e dei 5 Stelle – annuncia il leader della Lega, Matteo Salvinihanno detto di no a tutte le proposte di mediazione, comprese quelle formulate dal Santo Padre, dalle associazioni e da molte famiglie, e hanno affossato il Ddl Zan. Ora ripartiamo dalla proposte della Lega, combattere le discriminazioni lasciando fuori i bambini, la libertà di educazione, la teoria gender e i reati di opinione".

Da Forza Italia, che ha annunciato il voto favorevole alla tagliola chiesta da Lega e Fratelli d'Italia, arrivano le dimissioni del deputato Elio Vito da tutti i ruoli nel partito: "Per coerenza con le mie convinzioni, che mi portarono a votare a favore della proposta di legge alla Camera, quando pur nella posizione contraria del Gruppo, fu garantita comunque la possibilità di votare secondo coscienza, a malincuore rimetto l'incarico che mi hai affidato", scrive in una lettera indirizzata a Silvio Berlusconi pubblicata su Twitter. Mentre la senatrice Barbara Masini, sempre di Forza Italia, annuncia: "Nonostante il voto segreto mi permetterebbe di non espormi sulle mie decisioni io non mi sono mai nascosta e la mia posizione è sempre stata chiara. Per quanto mi riguarda il Ddl Zan resta una legge imperfetta ho votato contro le mozione di non passaggio agli articoli".

"Ora è finita, tutto dovrebbe tornare, in teoria, in Commissione tra minimo sei mesi quando non sappiamo ancora se questa legislatura sarà in piedi – commenta emozionata la senatrice Maiorino, del Movimento 5 Stelle, parlando con i cronisti a Palazzo Madama – In ogni caso è complicato pensare di ricominciare una battaglia del genere, praticamente daccapo, in Commissione Giustizia dove permane Ostellari come dominus assoluto". C'è amarezza anche nel Partito Democratico: "Non c'è più nessuna possibilità che prosegua il Ddl Zan, i numeri hanno detto questo – annuncia la senatrice Monica Cirinnà – Dopo sei mesi si può solo presentare un nuovo testo sullo stesso argomento, ma un nuovo testo. Oggi non è finito il Ddl Zan, sono finiti i diritti di chi è perseguitato".

"Dopo essere sopravvissuti di un solo voto a scrutinio palese a luglio, accettare oggi la roulette russa di un voto segreto senza un piano e senza paracadute, rifiutando anche un rinvio di qualche giorno per trovare una soluzione, è il più raro esempio di insipienza e dilettantismo cui mi sia capitato di assistere in questi anni di politica – attacca il sottosegretario all'Interno ed esponente di Italia Viva, Ivan ScalfarottoSignifica non avere la più pallida idea di come funziona il Parlamento. Una vergogna che invece di lavorare si sia tentata la fortuna, del tutto incuranti del peso di questo azzardo sulla vita delle persone". Durissimo, ma su un altro piano, anche il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni: "Oggi il Senato, anche grazie alla decisione della presidente Casellati che ha favorito l'imboscata, scrive una pagina nera sul libro dei diritti. La bocciatura della legge Zan è una pessima notizia per il Paese e per tutti noi". E ancora: "Mentre la destra festeggia, a pagare le conseguenze di questo voto sono persone in carne ed ossa che aspettano da troppo tempo di vedere riconosciuto il proprio diritto a vivere pienamente la propria identità".

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