Tornano i concorsi in presenza. Nella bozza del nuovo dl Covid che il Consiglio dei ministri si appresta a varare di legge: "Dal 3 maggio 2021 è consentito lo svolgimento delle procedure selettive in presenza dei concorsi banditi dalle pubbliche amministrazioni nel rispetto di linee guida validate dal Comitato tecnico-scientifico".

Le misure per lo svolgimento delle procedure per i concorsi pubblici sono contenute nella bozza del decreto all'articolo 10. Si specifica che lo svolgimento delle prove deve avvenire "nel rispetto delle linee guida validate dal Comitato tecnico scientifico". Inoltre il provvedimento, che sarà valido dal prossimo 7 aprile, prevede che "al fine di ridurre i tempi di reclutamento del personale, le amministrazioni" possono ricorrere a una serie di modalità semplificate. Nello specifico, "nei concorsi per il reclutamento di personale non dirigenziale, l'espletamento di una sola prova scritta e di una prova orale; l'utilizzo di strumenti informatici e digitali e, in particolare, lo svolgimento in videoconferenza della prova orale, garantendo comunque l'adozione di soluzioni tecniche che ne assicurino la pubblicità, l'identificazione dei partecipanti, la sicurezza delle comunicazioni e la loro tracciabilità, nel rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali; c) una fase di valutazione dei titoli e dell'esperienza professionale ai fini dell'ammissione alle successive fasi concorsuali; in tal caso, il relativo punteggio concorre alla formazione del punteggio finale".

Inoltre le amministrazioni "possono prevedere, in ragione del numero di partecipanti, l'utilizzo di sedi decentrate" e "ove necessario, la non contestualità, assicurando comunque la trasparenza e l'omogeneità delle prove somministrate in modo da garantire il medesimo grado di selettività tra tutti i partecipanti".

Le altre misure del decreto Covid

Nel testo, che Fanpage.it ha avuto modo di visionare, oltre alla riapertura delle scuole dall'infanzia alla prima media in fascia rossa, si stabilisce che tutta Italia rimarrà arancione o rossa fino al prossimo 30 aprile. All'articolo uno si legge che in tutto il territorio nazionale per il prossimo mese verranno applicate solo misure da zona arancione e rossa. È prevista però per il Consiglio dei ministri la possibilità di rivedere questa misura, con una nuova deliberazione. Non c'è però il meccanismo automatico che Lega e Forza Italia avevano chiesto, per determinare il passaggio in zona gialla. Al momento non sembra ci sia da parte del governo l'intenzione di inserire nel decreto dei parametri che consentano di far scattare immediatamente la zona gialla nelle Regioni più virtuose.

Il decreto, come annunciato, contiene anche lo scudo penale per i vaccinatori, l'obbligo vaccinale per il personale sanitario: il personale sanitario che non vuole vaccinarsi rischia la sospensione dall'ordine professionale, e il datore di lavoro può destinarlo ad altra mansione può sospenderlo dal lavoro senza retribuzione o compensi.