La Lega non è soddisfatta della formulazione prevista nella bozza del nuovo decreto Covid sulle riaperture. A dirlo chiaramente è il segretario del Carroccio, Matteo Salvini, intercettato dalle telecamere di Fanpage.it dopo una lunga telefonata sul tema con il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. Nella bozza del decreto si afferma che l’eventuale passaggio in zona gialla o bianca nel mese di aprile potrà essere disciplinato solamente dal Consiglio dei ministri con una nuova deliberazione, ma non è previsto nessun automatismo. Una scelta che non soddisfa Salvini: “No, è una scelta politica e non scientifica. Io mi aspetto che il Consiglio dei ministri prenda una scelta in base ai dati scientifici, come ha detto il presidente Draghi”.

La richiesta della Lega viene esplicitata da Salvini: “Dal 7 aprile in poi, in base ai dati scientifici, che sono stati usati per mesi, le terapie intensive, i contagi, l’Rt, la situazione sanitaria nelle Regione, chi è rosso è rosso e chiude, chi è arancione è arancione e chi è giallo è giallo e riapre”. La volontà è quella di tornare al meccanismo previsto prima di Pasqua, come è stato “chiesto da tutte le Regioni italiane. La salute prima di tutto, nessuno gioca con la salute. Se arriviamo al 7 aprile e chiediamo pazienza agli italiani, e c’è una Regione con le terapie intensive piene, nessuno pretende di fare forzature, ma se ci sono zone come ad esempio a oggi la Sardegna: ad oggi sarebbe gialla, quindi vorrebbe dire riaperture e ritorno alla vita in tanti settori. Non capisco perché dal 7 aprile quello che la scienza definisce sicuro la politica debba definire in altra maniera. Ci appelliamo ai dati scientifici”.

Salvini non risponde a chi gli chiede se la Lega non voterà il decreto in Consiglio dei ministri, ma risponde: “La scienza è la scienza, la politica è la politica, queste sarebbero chiusure politiche non in base a dati scientifici. Laddove ci sono zone a rischio è giusto essere rigorosi, laddove ci sono zone più tranquille è giusto programmare un ritorno alla vita. Se il ministro Speranza vede solo rosso, non lo deve spiegare a Salvini, non è una battaglia di Salvini, è una battaglia di civiltà e di scienza. Se i dati dicono bianco è bianco, non c’è Speranza che tenga”. Incalzato sul tema, risponde ancora: “Noi siamo sicuri che il presidente Draghi non derogherà dai dati scientifici”. Ma la Lega non boicotterà il Consiglio dei ministri: “No, siamo al lavoro. Siamo al telefono con i nostri ministri, perché stiamo già lavorando al decreto aprile per i rimborsi, quelli pesanti, non quelli dello scorso decreto”.