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Coronavirus
27 Giugno 2021
11:45

Da domani addio mascherine all’aperto: dove è ancora obbligatorio utilizzarle

Da domani è possibile girare per strada senza coprire naso e bocca con la mascherina. La misura decade in tutta Italia, visto che tutte le Regioni sono in bianco. L’unica eccezione in Campania, dove un’ordinanza regionale ha mantenuto l’obbligo di mascherina anche all’aperto. Bisogna comunque portare il dispositivo di sicurezza sempre con sé per poterlo indossare quando necessario.
A cura di Annalisa Cangemi
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Addio alle mascherine all'aperto da lunedì 28 giugno. L'obbligo di indossare il dispositivo all'aperto decadrà in tutta Italia, perché da domani tutte le Regioni passeranno in zona bianca: anche la Valle d'Aosta, ultima regione che era rimasta in giallo, con l'ultima ordinanza del ministro della Salute Speranza, è entrata nella fascia di rischio più bassa. L'unica eccezione in questo quadro è rappresentata dalla Campania, dove un'ordinanza regionale ha stabilito che sarà ancora obbligatorio coprire naso e bocca con le mascherine all'aperto.

Ma con la variante Delta che prende sempre più campo la partita non può ritenersi chiusa: secondo gli ultimi dati Iss sono imputabili a questa variante il 17% di tutti i contagi Covid in Italia, e probabilmente diventerà dominante entro l'estate. "Con l'ordinanza che ho appena firmato – ha detto il ministro Roberto Speranzatutta l'Italia sarà in zona bianca a partire da lunedì. È un risultato incoraggiante, ma servono ancora cautela e prudenza, soprattutto alla luce delle nuove varianti. La battaglia non è ancora vinta".

"Via le mascherine ma se i contagi risalgono saremo costretti a rimetterle", ha ribadito in una intervista al quotidiano La Repubblica Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità e anche segretario del Cts. Brusaferro ha chiarito che "i dati attuali ci dicono che possiamo scoprire il volto all'aperto, ma – ha avvisato – se necessario possiamo tornare indietro".

Mascherine, dove sono ancora obbligatorie

L'uso delle mascherine è ancora obbligatorio in tutti i luoghi pubblici al chiuso, come esercizi commerciali ma anche a bordo dei mezzi pubblici di trasporto. Per quanto riguarda gli spazi all'aperto la mascherina va indossata sempre nelle situazioni in cui si creano assembramenti, nei mercati, nelle fiere o durante le code, e naturalmente nei luoghi in cui è in vigore uno specifico protocollo anti Covid. Per questo è necessario avere sempre il dispositivo di protezione con sé, utilizzandolo nelle situazioni indicate. Inoltre le mascherine sono fortemente raccomandate per i soggetti fragili e immunodepressi, e per coloro che stanno loro accanto; ma anche negli ambienti sanitari, come ospedali e asl.

Nuove valutazioni del Cts potrebbero portare a un aggiornamento delle misure: potrebbero essere nelle prossime settimane abolite le mascherine al chiuso, ma solo nei luoghi in cui tutte le persone sono vaccinate. Per questa misura non ci sono ancora tempi certi, ma era stato il sottosegretario alla Salute Sileri ad anticiparla: "Rimarrà l'obbligo al chiuso, ma in luogo in cui sono presenti tutte persone vaccinate la mascherina potrà essere tolta". D'accordo anche il coordinatore del Cts Franco Locatelli: "Se si ha a che fare con persone che hanno completato il ciclo di vaccinazione e non presentano particolari fragilità, l'eliminazione della mascherina è qualcosa che potrà essere considerato". Ma il ministro della Salute Speranza per il momento frena: "Valuteremo passo dopo passo se le mascherine si potranno togliere anche al chiuso se tutte le persone presenti sono vaccinate".

Mascherine in classe?

Anche sull'uso delle mascherine in classe potrebbero esserci novità. Lo ha anticipato il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi: "L'obbligo di indossare le mascherine come dispositivo di protezione individuale durante le lezioni in classe l'anno prossimo "dipende dal Cts", ha detto venerdì. È "l'organismo che ha responsabilità di darci le regole sanitarie ed è giusto che siano loro a farlo, noi poi ovviamente ci adegueremo sulla base di quel principio di autonomia che regge la nostra scuola".

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