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Crosetto giustifica il viaggio a Dubai: “Non mi aspettavo un’escalation”

Il ministro della Difesa giustifica il suo viaggio a Dubai, intrapreso un giorno prima dell’attacco Usa in Iran, e dice che l’escalation in Medio Oriente non era attesa: “Non era prevista. Quando ho capito che – a differenza di altre volte – ci sarebbe potuto essere anche un attacco agli Emirati Arabi Uniti ho deciso di portare a casa la mia famiglia”.
A cura di Giulia Casula
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La vicenda del ministro Crosetto, bloccato a Dubai senza esser stato preventivamente avvisato dell'attacco, ha attirato le critiche delle opposizioni, che ne hanno chiesto le dimissioni. Oggi il titolare della Difesa si giustifica dicendo che l'escalation in Medio Oriente non era attesa: "Sono venuto perché le informazioni disponibili non lasciavano presagire una tale accelerazione. E quando ho capito che – a differenza di altre volte – ci sarebbe potuto essere anche un attacco agli Emirati Arabi Uniti, ho deciso di portare a casa la mia famiglia", ha detto a Repubblica.

A differenza di altri Paesi europei, l'Italia non era stata avvisata dagli Stati Uniti dell'imminente operazione in Iran. Una dimenticanza non di poco conto se si considera che nell'ultimo anno e mezzo, la premier Meloni si è proposta come una figura chiave, un ponte, nelle relazioni tra Usa e Ue. La decisione di Trump di colpire l'Iran senza preavvertire quello che dovrebbe essere uno dei suoi partner privilegiati, rischia di mettere in imbarazzo il governo italiano.

"Ci hanno avvisato quando hanno avvisato gli altri, ad attacco in corso. Il contatto con gli Stati Uniti è costante anche in queste ore", ha spiegato Crosetto. Il ministro si è trovato così bloccato a Dubai, dove si trovava per motivi familiari. "Dovevano partire la mattina (e quindi saremmo arrivati tranquillamente), ma per un mio impegno istituzionale ad Abu Dhabi abbiamo preso il volo del pomeriggio. Il fatto di trovarsi bloccato non è una cosa su cui fare polemica soprattutto perché la reazione che ha colpito Dubai non era stata ipotizzata da nessuno come conseguenza immediata", si è difeso.

Ieri sera il ministro è tornato in Italia a bordo di un aereo militare, il Gulfstream G550 dell'Aeronautica militare. Su X ha detto di aver "aver bonificato al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo ( per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa per gli ospiti dei voli di Stato, in modo tale da togliere anche la possibilità di attaccarmi dicendo che sono tornato usando un volo di Stato".

La sua famiglia invece sarebbe rimasta a Dubai. Il ministro aveva raggiunto moglie e figli venerdì scorso, un giorno prima dell'attacco. Nonostante nel resto dell'esecutivo pare che quasi nessuno fosse al corrente del suo viaggio, Corsetto ha ribadito di non aver agito di nascosto. "Essendo una questione familiare non ho voluto scorte, né codazzi e ho usato una compagnia aerea civile. Cosa che faccio da tre anni sempre. Anche quando avevo sulla testa una taglia Wagner. Nulla di segreto", ha spiegato.

Alla richiesta di dimissioni pervenuta dalle opposizioni, ha risposto: "Secondo me è un esempio semmai virtuoso. Per il resto non penso che l'opposizione sia preoccupata dei miei rischi personali. Chiede dimissioni per cosa? Perché l'Iran ha attaccato Dubai? Non meritano la fatica che ho dedicato al servizio della nazione in questi anni".

Riguardo a un possibile coinvolgimento italiano nelle operazioni militari, il titolare della Difesa ha assicurato che l'Italia non ha preso in alcun modo parte all'attacco. "Posso dirlo con grande chiarezza. Per quanto riguarda un eventuale supporto alle operazioni in atto, qualora dovessimo ricevere richieste da Usa o Israele, valuteremo caso per caso, insieme al governo e interessando anche il Parlamento, se sarà necessario", mentre sulla sicurezza dei contingenti nazionali ha  che "il rischio c'è, ma è stato mitigato già da tempo. Abbiamo la situazione del nostro personale sotto controllo istante per istante, all'uomo. Un'ipotesi di evacuazione totale non è stata presa in considerazione".

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