UPDATE 12.50 -L ’avvocato di Crocetta: "Chiediamo a l’Espresso dieci milioni" – "Faremo un'azione civile risarcitoria chiedendo a L'Espresso 10 milioni di danni" per la pubblicazione dell’articolo sull’intercettazione, poi smentita dalla Procura di Palermo, della conversazione in cui veniva attribuita al medico personale di Rosario Crocetta, Matteo Tutino, la frase: “Bisogna far fuori la Borsellino come suo padre”. Lo dice il legale del governatore siciliano, Vincenzo Lo Re, che accusa: "Metodi stragisti contro il presidente della Regione Sicilia".

Rosario Crocetta chiede almeno un mese prima di lasciare lo scranno più importante di Palazzo d'Orléans a Palermo, dopo le polemiche che hanno investito le commemorazioni della strage di via D'Amelio, legate all'intercettazione sulla figlia di Paolo Borsellino, pubblicata da l'Espresso. “Non posso dimettermi su una motivazione inesistente, su una telefonata e su una frase smentite dalla procura. Non sono disponibile a subire all’infinito il martirio, deciso a continuare a combattere il malaffare. Ma, fatte alcune cose importanti per la Sicilia, per questa terra che rischierebbe la fine della Grecia, possiamo valutare con Parlamento e maggioranza , dentro il centrosinistra, un percorso per una chiusura anticipata della legislatura”, ha detto il governatore siciliano, in un’intervista al Corriere della Sera. E mentre non sembra così improbabile una mozione di sfiducia firmata Pd, Crocetta chiede ai suoi altro tempo per varare alcune riforme mai fatte nei tre anni di governo. “Tempi brevi – ha detto il presidente –  per poveri, province, acqua pubblica, bilancio e sblocca Sicilia potrebbe bastare un mese”.

Il Pd lavora all'uscita di scena di Crocetta?

Del resto la situazione per Crocetta non sembra delle più semplici. Nonostante la smentita della Procura, i dem sembrano contro di lui. “Per la telefonata inesistente l’ho difeso. Per le intercettazioni vere no. E queste confermano l’esistenza di un cerchio magico che ha messo in piedi e che g li sta facendo perdere la faccia” ha detto il segretario del Pd siciliano, Fausto Raciti. “Un cerchio diventato un governo parallelo, un sistema di rapporti che vede coinvolti l’ex magistrato antimafia Antonino Ingroia, l’ex presidente dell’Antimafia Beppe Lumia, il medico che sparlava di legalità Matteo Tutino, il manager di Villa Sofia Giacomo Sampieri, e altri registi non proprio occulti” aggiunge. Ma è specialmente il presidente nazionale del partito Matteo Orfini a far tremare Crocetta: “Diciamo che si lavora all’uscita. Può essere una settimana, un mese o due. Ma quando esci da una casa devi lasciarla ordinata, se vuoi rientrarci. Il problema non è solo staccare la spina, ma prefigurare un dopo, senza dimenticare che il governo nazionale ha impugnato i bilanci 2016-2017, che non possiamo procedere con esercizi provvisori, che rischiano il default senza potere pagare gli stipendi…” conclude il leader dei giovani turchi.

Borsellino: "Crocetta mi ha tradito"

"Fin dal primo giorno ho avuto ben chiaro che nei miei confronti c'era un clima di ostilità e di diffidenza". Sono invece le parole dell'ex assessore alla Sanità della Regione SIcilia, Lucia Borsellino,  coinvolta direttamente nel caso Tutino per le intercettazioni che la riguardavano. "Ho deciso di interrompere definitivamente questa esperienza – chiarisce comunque la Borsellino in un’intervista a Repubblica– quando ho avvertito la grande distanza che vi era tra me e le reazioni pubblicamente rese dal presidente di fronte all'arresto del dottor Tutino, volte a minimizzare quanto accaduto". "Io sono stata leale con lui", prosegue ancora, mentre il presidente Crocetta "non mi ha detto tutto".