L'effetto del vaccino contro il Covid sulla curva epidemica è fondamentale. Lo stiamo aspettando tutti, perché indicherà davvero la via d'uscita dalla pandemia che dura da più di un anno. Quello che sta accadendo nel Regno Unito è, al momento, l'obiettivo che ogni Stato europeo vorrebbe raggiungere. Il traguardo di azzerare (quasi) i morti e ridurre al minimo i contagi. È stato chiaro anche il presidente Draghi: la vaccinazione dei soggetti fragili farà parte dei criteri per le riaperture delle Regioni e dei diversi territori. E ora anche l'Istituto superiore di sanità registra i primi cambiamenti della curva epidemica legati alle fasce d'età e alle categorie professionali, e cioè dovuti alla campagna di vaccinazione partita gli ultimi giorni di dicembre.

Nell'aggiornamento del 7 aprile del bollettino della task force Covid-19 del dipartimento Malattie Infettive e servizio di Informatica dell'Istituto superiore di sanità, si legge: "A partire dalla seconda metà di gennaio si osserva un trend in diminuzione del numero di casi negli operatori sanitari e nei soggetti di età superiore agli 80 anni, verosimilmente ascrivibile alla campagna di vaccinazione in corso". Secondo i dati elaborati dall'Iss, nelle ultime due settimane di marzo i casi di Covid tra gli operatori sanitari sono stati poco più di duemila, meno dell'1% del totale. Mentre, per quanto riguarda la fascia d'età, gli over 70 hanno rappresentato il 13,2% dei contagiati.

Nelle ultime cinque pagine del lungo approfondimento prodotto dall'Iss c'è un focus sui vaccini contro il Covid. Vengono prese in considerazione proprio quelle due categorie: gli over 80 e il personale sanitario, per capire le conseguenze dell'avanzamento del piano vaccinale. Le curve epidemiche dei casi tra gli operatori sanitari e tutte le altre persone "hanno avuto un andamento molto simile fino alla seconda metà di gennaio – si legge nel documento – quando hanno iniziato a divergere, mostrando un trend visibilmente in calo per gli operatori sanitari a fronte di un trend stazionario, con tendenza a un evidente aumento dall’8 febbraio, nella popolazione generale". Quindi la terza ondata, per gli operatori sanitari, non ha rappresentato alcun picco a livello di contagio per la categoria.

Differente è il discorso per gli over 80: "Analizzando il numero di casi di infezione da sars-cov-2 nella popolazione suddivisa per fascia di età 60-79 anni e più di 80 anni si osserva un andamento molto simile nelle due fasce ma con un’incidenza più elevata nella fascia di età più di 80 anni fino all’inizio di febbraio – si legge ancora nel report dell'Iss – quando, in concomitanza con la vaccinazione degli ultraottantenni, la curva mostra una inversione con una maggiore incidenza nei soggetti di età 60-79 anni". In sostanza fino alla vaccinazione per gli over 80 l'andamento era uguale rispetto alla fascia 60-79, ma con più casi. Poi l'inversione di rotta. Il motivo? Il vaccino.