Cos’è successo con il curling e gli spot per il Referendum sulla giustizia: la polemica dall’inizio

È solo l'ultima delle polemiche nate sul referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo (mentre già si appresta a scoppiare la prossima, sul procuratore Gratteri). Il dibattito nasce da un video del Partito democratico che, sfruttando la popolarità del curling durante le Olimpiadi di Milano-Cortina, invita con un meme a votare No al referendum. Un video diventato virale e contestato fin da subito dal Coni, poi dagli atleti coinvolti, e infine rimosso. Ma gli attacchi politici sono continuati ben dopo che il video era sparito dalla rete.
Il video del Pd, la reazione degli sportivi e le scuse
Il video del Partito democratico usava un segmento di una partita di Stefania Constantini e Amos Mosaner, la coppia che quattro anni fa vinse la medaglia d'oro e che alle Olimpiadi di Milano-Cortina ha conquistato il bronzo. Le loro gare sono state tra le più seguite dei Giochi olimpici finora. Nel video, la pietra lanciata da Constantini rappresentava "Il tuo NO al referendum", e andava a ‘bocciare' la "giustizia controllata dal governo", facendola uscire dal cerchio e quindi guadagnando il punto. Un meme, appunto, sull'onda della popolarità del curling in questi giorni.
Il video è diventato rapidamente virale e le reazioni non hanno tardato ad arrivare. Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, già poche ore dopo dichiarava all'Ansa: "Resto sbalordito che si utilizzino immagini di atleti per promuovere una scelta politica. I nostri atleti sono in gara e sto aspettando per capire se fossero stati coinvolti, ma io resto esterrefatto da una cosa del genere".
Che non fossero stati coinvolti, lo hanno chiarito Mosaner e Constantini stessi. Con due post identici su Instagram. Mosaner è stato il primo a pubblicarlo: "Desidero precisare che non sono stato informato preventivamente dell'utilizzo di tali immagini né ho in alcun modo autorizzato l'associazione della mia performance sportiva a messaggi o iniziative di carattere politico".
E ancora: "Chiedo che le immagini che mi ritraggono vengano rimosse da qualsiasi comunicazione che possa generare un collegamento, diretto o indiretto, tra la mia attività sportiva e iniziative di natura politica. Il mio impegno è e rimane esclusivamente sportivo, nel rispetto dei valori olimpici e di tutti coloro che mi seguono e mi sostengono". Poco dopo anche Constantini ha usato le stesse parole. Il direttore tecnico della nazionale italiana di curling, Marco Mariani, si è limitato a dire: "Non ho visto niente. C'è una regola alle Olimpiadi, che non si parla di politica e si parla solo di sport".
Una cautela estrema, probabilmente dovuta anche alle stringenti regole olimpiche sulla politica: qualunque messaggio degli atleti che possa essere visto come politico comporta rischi non da poco. Si è visto bene nel caso dello skeletonista ucraino squalificato per un casco in cui ricordava i colleghi uccisi in guerra.
Nel frattempo, comunque, il video originale era già stato cancellato. Il Partito democratico aveva spiegato che l'idea di usare "un evento sportivo che aveva avuto grande seguito, con un linguaggio comunicativo, quello del meme, che per sua natura funziona grazie alla sua semplicità e si inserisce in un contesto ironico". E ancora: "Non vi era nessuna intenzione di coinvolgere direttamente gli atleti nella campagna referendaria, di attribuire loro una posizione politica, né di strumentalizzare in alcun modo le loro prestazioni sportive, delle quali siamo, come tutti, orgogliosi. Appena abbiamo appreso della richiesta avanzata da Amos Mosaner e da Stefania Costantini, dispiaciuti che il post possa essersi prestato a fraintendimenti, è stato rimosso immediatamente".
Gli attacchi del centrodestra e del governo Meloni: "Inaccettabile"
La questione si è quindi chiusa rapidamente dal punto di vista sportivo. Ma non sul fronte politico. Tra i primi a reagire, il deputato di Forza Italia Enrico Costa ha chiesto una "informativa urgente al ministro Abodi", parlando di uno "scivolone" del Pd: "Mai avremmo pensato che i sostenitori del no sarebbero giunti al punto di piegare la maglia azzurra, l'Olimpiade, lo sport, la nazionale". Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha detto che nella "battaglia che si sta combattendo sul referendum" una parte della campagna per il no è "fondata sulle bugie".
Velocemente la pagina social di Atreju, l'evento annuale organizzato da Fratelli d'Italia, ha ribaltato l'immagine. Una Giorgia Meloni in abito da curler (presumibilmente generata con intelligenza artificiale), con una pietra che rappresenta "Il tuo Sì al referendum" e va a colpire "La propaganda della Sinistra per il No".
Proprio da FdI sono arrivati gli attacchi più duri. "Il Pd ha smarrito pudore e buon senso e scivola come le pietre di granito del curling", ha commentato la deputata Carolina Varchi. "Dopo aver inondato il web con fake di ogni tipo e con informazioni false sul referendum costituzionale, adesso il Pd fa anche infuriare gli atleti interessati". I parlamentari meloniani in commissione Cultura alla Camera hanno diffuso una nota: "Mentre gli atleti italiani continuano a collezionare medaglie e successi ai Giochi Olimpici Invernali, il Pd continua a mettere al proprio collo solo gaffe e figuracce. Se creare fake news e collezionare figuracce mondiali fossero discipline olimpiche, i deputati del Pd non avrebbero rivali".
Infine, anche il governo Meloni ha preso posizione. "La stessa rimozione è un'ammissione di scorrettezza che è stata fatta", ha detto il ministro della Giustizia Carlo Nordio. "Mi riesce difficile pensare che un partito serio come il Pd possa avere postato un'immagine di questo genere". Antonio Tajani, a Dritto e Rovescio, ha definito il video "inaccettabile".
Questa mattina ha chiuso – forse – la polemica Mauro Berruto, ex ct della nazionale di pallavolo e responsabile Sport del Pd: "Di quel post non sapevo nulla, l'ho visto dopo e ho espresso le mie perplessità. Il partito si è scusato e ha fatto bene", ha detto al Foglio.