Cos’è il Mercosur, cosa prevede l’accordo Ue e perché gli agricoltori stanno protestando con i trattori

È arrivato il via libera dell'Ue al Mercosur, un accordo di libero scambio tra l'Unione europea e il mercato comune del Mercosur (il blocco sudamericano che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay). Il voto è stato risicato: Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda hanno votato contro, il Belgio si è astenuto. Il voto favorevole dell'Italia, che fino a poche settimane fa era contraria, è stato decisivo.
L'approvazione, però, ha scatenato le proteste degli agricoltori. La preoccupazione è che i prodotti in arrivo dall'America Latina, che devono rispettare regolamentazioni molto meno strette, possano fare una concorrenza eccessiva ai prodotti europei. Questa era anche l'obiezione dell'Italia, inizialmente: poi il governo è stato convinto dalle garanzie date dalla Commissione europea.
Cos'è il Mercosur e cosa prevede l'accordo Ue
Il Mercosur, o Mercado Común del Sur (Mercato comune del Sud) è un'organizzazione commerciale nata nel 1991 che unisce Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Si parla, nel complesso, di circa 280 milioni di abitanti. All'interno del Mercosur c'è libero scambio di beni e servizi. Oggi, l'Unione europea ha approvato un accordo per aumentare il commercio tra il mercato dell'Ue e quello del Mercosur.
Le trattative tra i due blocchi erano iniziate già nel 1999, e si erano bloccate più volte negli anni. Nel 2024 era arrivata l'intesa sull'accordo che oggi ha avuto l'approvazione.
L'accordo fa sì che, nel tempo, saranno cancellati i dazi sul 91% degli scambi commerciali che avvengono tra Ue e Mercosur. Oggi, per esempio, sono in vigore dazi del 14% su farmaci, del 20% sui prodotti industriali e addirittura del 35% sulle automobili. Le tariffe costano circa quattro miliardi di euro all'anno alle aziende europee.
In sostanza, per i Paesi Ue sarà più semplice esportare in America Latina questi prodotti (per l'Italia si può pensare soprattutto ad auto, macchinari industriali, ma anche prodotti chimici e farmaci), mentre per gli Stati del Mercosur si tratterà soprattutto di un nuovo canale di vendita per carne, riso e altri prodotti agricoli. Proprio la questione agricola, però, è al centro delle proteste più accese contro l'accordo.
Come ha votato l'Italia sul Mercosur e chi ha votato contro
Nell'ultimo anno il governo Meloni era sempre stato tra i più scettici sul Mercosur. Il motivo è che, stando alle dichiarazioni dell'esecutivo, non c'erano abbastanza garanzie per gli agricoltori. Proprio l'Italia era stata al centro del gruppetto di Paesi che si erano opposti all'accordo. Poi, però, le cose sono cambiate.
Ieri, nella conferenza stampa di inizio anno, Giorgia Meloni ha detto di non aver "mai avuto un'opposizione ideologica al Mercosur". E ha aggiunto: "Volevamo garanzie sufficienti per i nostri agricoltori, abbiamo aperto un'interlocuzione con la Commissione europea e abbiamo ottenuto dei risultati importanti. Alla luce di questo abbiamo dato il nostro ok".
Così, alla fine, l'Italia si è schierata per il sì. Non sono stati convinti, invece, gli altri Paesi contrari. Hanno votato no Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda. Il Belgio ha scelto una via di mezzo, astenendosi.
Certo, il governo Meloni è tutt'altro che unito sulla questione. Oggi l'ex ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio, senatore della Lega, ha criticato apertamente l'accordo: "Si sta ammazzando il settore agricolo. È stato migliorato il testo? Secondo me assolutamente no. I costi di produzione in Italia e in Europa sono alle stelle, mentre in Sud America sono un decimo: arriverà la carne brasiliana a un decimo rispetto a quella prodotta e allevata in Italia". Il senatore Claudio Borghi è stato duro: "La posizione della Lega è storicamente contraria. Arriverà in Parlamento". "Voteremo contro in ogni sede", ha chiarito anche il gruppo leghista al Parlamento europeo.
Perché gli agricoltori stanno protestando con i trattori in tutta Europa
La Lega ha ripreso e amplificato i timori che vengono dal settore agricolo, che potrebbe pagare di più la concorrenza dei prodotti (come carne, ma anche mais e zucchero) provenienti dall'America Latina. "Alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur", ha commentato Confagricoltura.
Contraria anche Coldiretti, associazione pur molto vicina al ministro dell'Agricoltura Lollobrigida. "Questo accordo finisce per favorire soprattutto l’industria chimica tedesca, produttrice di fitofarmaci vietati severamente in Europa, che esporta anche nei paesi del Mercosur e senza reciprocità ce li rimanda nel piatto attraverso i cibi". Se "non ci saranno risposte" l'organizzazione ha annunciato una protesta a Strasburgo per il 20 gennaio.
Proprio su questi punti il governo Meloni ha invece detto di essere soddisfatto. Coldiretti ha insistito: "Il governo italiano ha richiesto il divieto di importazione di prodotti con residui di sostanze vietate in Europa, ma ora è la von der Leyen che deve dare risposte", perché "chi vuole esportare in Europa deve rispettare gli stessi standard produttivi, ambientali e sanitari".
La Commissione europea si è anche impegnata ad anticipare 45 miliardi di euro per la politica agricola comune che partirà nel 2028, e questo è stato l'elemento che ha convinto il governo italiano. Ma non gli agricoltori europei. Le proteste sono particolarmente accese in Francia – che non a caso ha votato contro – ma anche in Italia ci sono state mobilitazioni per tenere alta la pressione sull'Ue. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha detto che ci sono "solide garanzie" per gli imprenditori agricoli.
Cosa succede dopo il via libera al Mercosur: i prossimi passaggi
Con il voto di oggi si è superato lo scoglio politico più importante. Una volta raggiunta l'approvazione dei governi, infatti, manca la ratifica del Parlamento europeo, che richiederà una maggioranza semplice. Non dovrebbe essere un problema arrivare al numero di voti necessario, nonostante l'opposizione annunciata dell'estrema destra, da Sinistra e dai Verdi. Questo passaggio dovrebbe avvenire nei prossimi mesi. Attenzione, però: non è detto che i numeri garantiscano una maggioranza ‘tranquilla', soprattutto se i governi contrari faranno pressione sui propri eurodeputati per spingerli a votare contro.
Nel frattempo ci sarà un altro passaggio ufficiale: a metà gennaio la presidente della Commissione europea von der Leyen si recherà in Paraguay, il Paese che attualmente presiede il Mercosur. Qui firmerà ufficialmente il trattato commerciale a nome dell'Unione europea. Successivamente, il testo passerà poi dalla ratifica dei quattro Parlamenti degli Stati Mercosur. Una volta completati questi passaggi, l'accordo sarà definitivamente in vigore.