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Cos’è il Mercosur, cosa prevede l’accordo Ue sugli scambi commerciali e perché gli agricoltori protestano

Il Mercosur è un accordo per il libero scambio tra l’Unione europea e il mercato comune del Mercosur, ovvero Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. Dopo l’approvazione degli Stati Ue, con il sì decisivo dell’Italia, il Parlamento europeo si è opposto e l’ha rinviato alla Corte di giustizia. Gli agricoltori contestano l’accordo per il timore è che i prodotti sudamericani facciano concorrenza sleale.
A cura di Luca Pons
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Il Mercosur è un accordo di libero scambio tra l'Unione europea e il mercato comune del Mercosur (il blocco sudamericano che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay). Approvato a inizio gennaio dai governi dell'Unione europea, anche grazie al voto decisivo dell'Italia, ora l'accordo è tornato in discussione: il Parlamento europeo, infatti, l'ha rinviato alla Corte di Giustizia europea per un parere legale che allungherà i tempi dell'entrata in vigore. A meno che la Commissione Ue non decida di applicarlo comunque, in via temporanea, mentre si attende il parere.

L'approvazione aveva scatenato le proteste degli agricoltori. La loro preoccupazione è che i prodotti in arrivo dall'America Latina, che devono rispettare regolamentazioni meno stringenti, facciano una concorrenza eccessiva ai prodotti europei. Questa era anche l'obiezione dell'Italia, inizialmente: poi il governo è stato convinto dalle garanzie date dalla Commissione europea.

Cos'è il Mercosur e cosa prevede l'accordo con l'Ue sugli scambi commerciali

Il Mercosur, o Mercado Común del Sur (Mercato comune del Sud) è un'organizzazione commerciale nata nel 1991 che unisce Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Si parla, nel complesso, di circa 280 milioni di abitanti. All'interno del Mercosur c'è libero scambio di beni e servizi, più o meno come nell'Unione europea. L'Ue ha approvato un accordo per aumentare il commercio tra il mercato europeo e quello del Mercosur.

Le trattative tra i due blocchi erano iniziate già nel 1999 e si erano bloccate più volte negli anni. Nel 2024 era arrivata l'intesa sull'accordo che oggi ha avuto l'approvazione.

L'accordo prevede che, nel tempo, saranno cancellati i dazi sul 91% degli scambi commerciali che avvengono tra Ue e Mercosur. Oggi, per esempio, sono in vigore dazi del 14% su farmaci, del 20% sui prodotti industriali e addirittura del 35% sulle automobili. Le tariffe costano circa quattro miliardi di euro all'anno alle aziende europee.

In sostanza, per le imprese dei Paesi europei sarà più semplice esportare in America Latina i propri prodotti in questi settori, mentre per gli Stati del Mercosur si aprirà soprattutto un nuovo canale di vendita per carne, riso e altri prodotti agricoli. Proprio la questione agricola, però, è al centro delle proteste più accese contro l'accordo.

Come ha votato l'Italia sul Mercosur e chi ha votato contro

Nell'ultimo anno il governo Meloni era sempre stato tra i più scettici sul Mercosur. Il motivo è che, stando alle dichiarazioni dell'esecutivo, non c'erano abbastanza garanzie per gli agricoltori. Proprio l'Italia era stata al centro del gruppetto di Paesi che si erano opposti all'accordo. Poi, però, le cose sono cambiate.

Nella conferenza stampa di inizio anno, dopo l'approvazione proprio grazie al Sì italiano, Giorgia Meloni aveva detto di non aver "mai avuto un'opposizione ideologica al Mercosur". E aveva aggiunto: "Volevamo garanzie sufficienti per i nostri agricoltori, abbiamo aperto un'interlocuzione con la Commissione europea e abbiamo ottenuto dei risultati importanti. Alla luce di questo abbiamo dato il nostro ok".

Così, alla fine, l'Italia si era schierata a favore. Non erano stati convinti, invece, gli altri Paesi contrari. Avevano votato no Francia, Polonia, Austria, Ungheria e Irlanda. Il Belgio aveva scelto una via di mezzo, astenendosi.

Certo, il governo Meloni è tutt'altro che unito sulla questione. L'ex ministro dell'Agricoltura Gian Marco Centinaio, senatore della Lega, aveva criticato apertamente l'accordo: "Si sta ammazzando il settore agricolo. È stato migliorato il testo? Secondo me assolutamente no".

"Voteremo contro in ogni sede", aveva chiarito anche il gruppo leghista al Parlamento europeo. Infatti, il Carroccio è stato tra le forze che hanno votato per rinviare l'accordo alla Corte di giustizia.

Perché gli agricoltori protestano con i trattori in tutta Europa

La Lega ha ripreso e amplificato i timori che vengono dal settore agricolo, che potrebbe pagare di più la concorrenza dei prodotti (come carne, ma anche mais e zucchero) provenienti dall'America Latina. "Alle imprese agricole italiane ed europee viene richiesto il rispetto di standard elevatissimi, le stesse regole non sono attuate per le importazioni dai Paesi del Mercosur", ha commentato Confagricoltura.

Contraria anche Coldiretti, associazione pur molto vicina al ministro dell'Agricoltura Lollobrigida. "Questo accordo finisce per favorire soprattutto l’industria chimica tedesca, produttrice di fitofarmaci vietati severamente in Europa, che esporta anche nei paesi del Mercosur e senza reciprocità ce li rimanda nel piatto attraverso i cibi". La Commissione europea si è anche impegnata ad anticipare 45 miliardi di euro per la politica agricola comune che partirà nel 2028, e questo è stato l'elemento che ha convinto il governo italiano. Ma non gli agricoltori europei.

Cosa succede dopo lo stop del Parlamento e il rinvio alla Corte Ue

Sembrava che il via libera dei governi fosse lo scoglio politico più difficile da superare, ma così non è stato. Quando l'accordo è arrivato al Parlamento europeo, infatti, gli eurodeputati con una maggioranza risicatissima hanno votato per rinviarlo alla Corte di giustizia europea. Formalmente si tratta di una richiesta di parere legale, per chiarire se l'accordo sia compatibile con i Trattati europei. Nella sostanza, sarà un modo per rimandare almeno di alcuni mesi l'entrata in vigore dell'intesa.

Ora, infatti, sarà necessario attendere che la Corte faccia avere un riscontro sulla questione. Cosa che, appunto, potrebbe richiedere qualche mese. Solo a quel punto il testo tornerà al Parlamento europeo, che dovrà votare per ratificarlo e dunque approvarlo definitivamente. Se l'accordo venisse bocciato a quel punto, si aprirebbe una crisi politica ancora più profonda.

C'è un'alternativa, nel frattempo. La Commissione europea potrebbe decidere di forzare la mano, e applicare comunque l'accordo con il Mercosur in via temporanea. È una possibilità che i Trattati europei le danno. Si tratterebbe però di andare allo scontro, politicamente, con la maggioranza che il Parlamento ha espresso.

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