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Cos’è il diritto all’oblio oncologico e cosa cambia con la nuova legge approvata dal Parlamento

La legge sul diritto all’oblio oncologico è stata approvata all’unanimità dal Senato e presto entrerà in vigore. Chi ha concluso le cure per un tumore da almeno dieci anni avrà diritto a non dirlo quando chiede un mutuo, stipula un’assicurazione o fa richiesta per un’adozione (tra le altre cose), evitando discriminazioni.
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A cura di Luca Pons
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È arrivata definitivamente l'approvazione per la legge sul diritto all'oblio oncologico: ieri sera il Senato ha votato all'unanimità, con 139 favorevoli e nessun contrario. Lo stesso era avvenuto, ad agosto, alla Camera. A breve il testo sarà pubblicato in Gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore. In questo modo, il diritto all'oblio oncologico entrerà ufficialmente nell'ordinamento italiano. Concretamente, questo significa che le persone che hanno avuto un tumore o qualunque patologia oncologica in passato, ma sono guarite da tempo, non potranno essere discriminate (ad esempio) da banche o assicurazioni.

Il diritto all'oblio oncologico, infatti, prevede che chiunque sia guarito definitivamente da un tumore abbia il diritto di non dare informazioni sulla loro malattia passata in specifiche circostanze: la richiesta di un mutuo o anche altre pratiche bancarie, ma anche la stipula di un'assicurazione. Gli istituti coinvolti avranno il divieto di chiedere informazioni su questo tipo di malattia. Il diritto spetta a tutti coloro il cui trattamento attivo si è concluso da più di dieci anni al momento della pratica, senza episodi di recidiva.

Oggi, infatti, capita spesso che chi ha avuto un tumore non abbia la possibilità di ottenere un mutuo o una polizza assicurativa, ma anche altre pratiche amministrative (come quella per l'adozione) a causa della malattia pregressa. Anche nei casi in cui quella patologia, a livello medico, è superata da anni. La stima dell'Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) è che ci sia quasi un milione di persone in Italia che sono guarite da un tumore, e che sono tornate ad avere la stessa prospettiva di vita di prima: con le norme precedenti alla legge approvata ieri, rischiavano di vedersi negato un servizio nonostante la guarigione, o di ottenere condizioni molto più sfavorevoli.

Proprio l'Aiom ha celebrato la nuova legge, affermando che questa "pone l'Italia all'avanguardia in Europa". L'Italia non è il primo Paese dell'Ue ad aver approvato una norma sull'oblio oncologico, ma è tra i primi: ne esiste una in Francia, Paesi Bassi, Portogallo e Lussemburgo, e anche la Spagna ne ha annunciata una mesi fa, prima della crisi del governo Sanchez. "Segna la fine di troppe discriminazioni subite finora dai cittadini guariti dal cancro. Siamo orgogliosi di aver contribuito a questo importante risultato", ha commentato ancora l'Aiom. Il presidente, Francesco Perrone, ha aggiunto: "I cittadini guariti dal cancro in Italia non saranno più discriminati nella vita sociale, professionale e familiare".

Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è detta soddisfatta: "Accolgo con grande gioia l'approvazione all'unanimità della proposta di legge parlamentare sull'oblio oncologico. Una norma di civiltà, che il governo ha convintamente sostenuto e che cancellerà quelle umilianti e ingiuste discriminazioni che pesavano sulle persone guarite da patologie oncologiche. Grazie a tutte le forze politiche che hanno consentito di raggiungere oggi questo obiettivo".

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