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Cosa prevede il decreto Autovelox e quali sono le nuove regole per gli automobilisti

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto sugli autovelox voluto da Matteo Salvini, entrano in vigore le nuove norme sull’uso e la collocazione degli occhi elettronici. Vediamo quali sono le novità e che cosa cambia per chi si metterà alla guida d’ora in poi.
A cura di Giulia Casula
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Il decreto Autovelox è stato arrivato in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento, più volte annunciato da Matteo Salvini, introduce una nuova stretta sull'utilizzo e la segnalazione degli occhi elettronici. "Basta fare cassa sulla pelle degli automobilisti e basta multe selvagge", ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. "I rilevatori saranno installati solo per prevenire incidenti", ha ribadito.

Le novità riguardano la collocazione degli autovelox, che non potranno più essere posizionati nei centri abitati dove il limite è inferiore ai 50 km/h, ma anche i cartelli che dovranno trovarsi ad almeno un chilometro di distanza nelle strade extraurbane. La disciplina inoltre non spetterà più alle amministrazioni locali ma passerà nelle mani dei prefetti che provvederanno ad autorizzare l'eventuale collocazione di nuovi dispositivi. Vediamo che cosa cambia per gli automobilisti e quando entrano in vigore le nuove norme.

Quando entrano in vigore le nuove regole sugli autovelox

Il decreto sugli autovelox è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Trattandosi di un decreto legge, le nuove regole entreranno immediatamente in vigore ma i Comuni avranno dodici mesi di tempo per adeguarvisi e recepire le misure previste. Trascorso un anno dall'entrata in vigore, i rilevatori di velocità dovranno essere "disinstallati fino all'adeguamento delle disposizioni del decreto".

Tutte le novità del decreto autovelox: cosa cambia

Il provvedimento interministeriale varato dal Mit, di concreto con il ministero dell'Interno, interviene sulla disciplina relativa all'uso degli autovelox e alla loro collocazione. Quest'ultima dovrà essere disposta con un provvedimento del prefetto a cui spetterà anche individuare i tratti stradali in cui gli occhi elettronici potranno essere utilizzati.

Le nuove norme dunque restringono l'autonomia dei Comuni che saranno tenuti a rivolgersi alla Prefettura anche nel caso dei "dispositivi mobili", ossia di quei rilevatori generalmente in possesso della polizia locale e montati su treppiedi. Le amministrazioni locali inoltre, dovranno fornire al prefetto una documentazione che provi l'esigenza di collocare un nuovo autovelox  e che dimostri come l'elevato numero di incidenti commessi su quel determinato tratto di strada sia in qualche modo connessa all'alta velocità.

In primo luogo, il nuovo decreto proibisce l'utilizzo dei rilevatori di velocità in quei tratti in cui il limite è particolarmente ridotto: nei centri urbani dove il limite è al di sotto dei 50 km/h e nelle strade extraurbane se il limite risulta abbassato di oltre 20 km/h rispetto a quello previsto dal Codice della strada per quel tipo di tratto. Ad esempio, su una strada in cui in genere non è possibile superare i 110 km/h, l'autovelox potrà essere collocato solamente se il limite fissato non è al di sotto dei 90 km/h.

Altre novità riguardano i cartelli di segnalazione degli occhi elettronici. Il provvedimento dispone che gli avvisi siano collocati: ad almeno un chilometro di distanza dal dispositivo nelle strade extraurbane, ad almeno 75 metri nei centri abitati e a 200 metri nelle strade di scorrimento. Il decreto inoltre, fissa per la prima volta tra un autovelox e l'altro una distanza minima, che varia a seconda della tipologia di strada, al fine di impedire che su uno stesso tratto vengano collocati troppi dispositivi. Per quanto riguarda l'uso dei rilevatori all'interno di veicoli in movimento, questo sarà possibile solo se seguirà la contestazione immediata. In caso contrario gli autovelox dovranno essere collocati su postazioni fisse o mobili, purché risultino ben visibili per gli automobilisti.

Resta fuori dal decreto la questione legata all'omologazione degli autovelox. Secondo una recente sentenza della Cassazione i tutti i dispositivi non risulterebbero a norma in quanto autorizzati ma non omologati. La Corte ha così proceduto ad annullare una multa che era stata comminata a un cittadino trevigiano tramite un autovelox non omologato, aprendo così un importante precedente per eventuali futuri ricorsi.

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