Cosa non torna della versione del ministro Crosetto sulla presenza a Dubai durante l’attacco all’Iran

La permanenza del ministro della Difesa Crosetto a Dubai, proprio nelle stesse ore in cui Israele e Stati Uniti sferravano l'attacco a sorpresa in Iran, è una vicenda ormai nota. Il ministro è rimasto bloccato insieme ai suoi familiari negli Emirati Arabi Uniti, impossibilitato a viaggiare a causa dello spazio aereo chiuso, costretto a seguire da remoto per più di 24 ore le urgenti riunioni di governo sulla crisi internazionale, mentre missili iraniani colpivano gli alberghi, il porto e l'aeroporto di Dubai, affollata di turisti italiani. Una situazione oggettivamente imbarazzante per i membri del governo italiano, che stando a quanto ha riferito lo stesso Crosetto, non erano stati informati della trasferta. Ma proviamo a mettere in fila tutto quello che non torna in questa vicenda.
Il viaggio a Dubai di Crosetto durante i raid in Iran: la difesa del ministro
Il ministro, tornato finalmente in Italia a bordo di un volo militare pagato il triplo nel tentativo maldestro di schivare le polemiche, questa mattina ha rilasciato un'intervista che lascia aperti diversi interrogativi, più di quanto l'assenza prolungata del ministro in un momento così delicato non ne avesse già sollevati.
Il titolare della Difesa ha ammesso candidamente di non essere stato informato per tempo dell'imminente attacco: "Ci hanno avvisato quando hanno avvisato gli altri, ad attacco in corso". Ma il fatto che il governo italiano non fosse stato preallertato dagli alleati – fatto che sicuramente impone più di un riflessione sulla rilevanza dell'Italia nello scacchiere internazionale – non è certamente l'unica ombra della vicenda.
Il ministro è arrivato a Dubai venerdì, ufficialmente per motivi personali, per una vacanza con la famiglia, senza scorta. Era partito da Roma con un volo civile per raggiungere i familiari, ma l'improvvisa escalation militare ha impedito il decollo di tutti i voli di linea. Crosetto si trovava lì "perché le informazioni disponibili non lasciavano presagire una tale accelerazione – ha spiegato – E quando ho capito che – a differenza di altre volte – ci sarebbe potuto essere anche un attacco agli Emirati Arabi Uniti, ho deciso di portare a casa la mia famiglia. Dovevano partire la mattina (e quindi saremmo arrivati tranquillamente), ma per un mio impegno istituzionale ad Abu Dhabi abbiamo preso il volo del pomeriggio. Il fatto di trovarsi bloccato non è una cosa su cui fare polemica soprattutto perché la reazione che ha colpito Dubai non era stata ipotizzata da nessuno come conseguenza immediata".
Intervenuto poi nel pomeriggio insieme al ministro Tajani davanti alle commissioni Difesa di Camera e Senato ha fornito ulteriori dettagli, pieni di buchi e contraddizioni: "Il fatto che io fossi bloccato è stata una mia scelta, perché immediatamente avrei potuto andarmene via da Dubai senza neanche comunicarlo. Ho scelto di stare a Dubai visto quello che stava succedendo. Avrò sbagliato come ministro, chiedo scusa. (…) Ero con i miei figli, li ho presi e li ho accompagnati a Mascate, sono partito e sono tornato a fare il mio dovere", ha affermato. Il ministro quindi ha detto davanti alle commissioni riunite di essere rimasto a Dubai intenzionalmente, perché non avrebbe voluto "abbandonare" i suoi figli, che si trovavano in una situazione di rischio, come altri italiani.
"Perché ero a Dubai? Perché ho deciso, magari sbagliando, di concedermi un periodo di ferie; siccome in quel periodo avevo messo anche degli incontri istituzionali avevamo due modi di farlo: il primo era partire in modo istituzionale, fare i miei incontri e poi collegarmi alla mia famiglia; l'altro era partire in modo civile, fare la parte familiare, pagando come un civile e unire le due cose insieme", ha spiegato.
Sulla mancata informazione preventiva sui in Iran da parte degli Usa agli alleati, Crosetto ha precisato: "La valutazione l'avevo fatta prima? Sì, e non da solo. E non è che noi non siamo stati informati come Italia di quello che è successo: nessun Paese. Ho scritto a tutti i miei colleghi ministri della Difesa: nessun Paese europeo ha ricevuto alcuna informazione se non quando gli aerei erano in volo. E questo perché gli americani sono partiti non quando avevano programmato ma quando hanno avuto la certezza che sarebbe stato colpito l'obiettivo principale".
"Gli Emirati, a differenza dell'altra volta, non erano stati coinvolti; perciò, sbagliando, ho dato una valutazione. Questa è una parte che considero personale: posso aver fatto degli errori, sì; probabilmente dovevo tornare e abbandonare i miei figli e ho sbagliato a non farlo", ha aggiunto.
"Ho detto pubblicamente che ero bloccato come altri italiani; ho passato la mia giornata, a parte dormire nel bunker, a tranquillizzare altri italiani. Una volta fatto quello che mi sentivo di fare, cioè portare con un pulmino privato i miei figli a Mascate, me ne sono tornato con un aereo e li ho lasciati là. Nonostante anche parte dell'opposizione mi abbia detto perché non li porti con te nell'aeroporto vuoto, non li ho portati perché mi sembrava istituzionalmente sbagliato farlo: rientreranno con le possibilità che hanno tutti gli altri italiani", ha sottolineato. "Qualcuno ha detto: ma se tu sei in vacanza non fai il ministro. No, faccio il ministro come quando volo all'estero; io all'estero mi collego quotidianamente con il ministero, ho gli strumenti per farlo in modo sicuro, non ho mai perso di vista un soldato italiano, una base, nulla in Italia".
Tutto quello che non torna nella versione di Crosetto sulla missione a Dubai
Punto primo: le tempistiche della vacanza sono subito apparse strane. Il ministro parte venerdì, per poi rendersi conto, secondo la sua versione, dell'imminente pericolo che corrono i suo familiari. A quel punto, siamo a sabato, decide di rispedirli a casa, ma resta bloccato a Dubai. Possibile che nessuno dei Servizi lo avesse informato prima della sua partenza e che non avesse alcuna consapevolezza dell'operazione che di lì a poco sarebbe scattata in Iran? Sono solo congetture, ma la rapidità e il repentino cambio di programma potrebbero suggerire piuttosto che il ministro sapesse già prima di partire che la situazione rischiava di precipitare. Il ministro ha detto che non avrebbe potuto preventivare il rischio prima del decollo dall'Italia venerdì. Come faceva allora a sapere nelle prime ore dopo il raid di un attacco imminente negli Emirati da parte dell'Iran, visto che, come lui stesso ha dichiarato, "la reazione che ha colpito Dubai non era stata ipotizzata da nessuno come conseguenza immediata"? Delle due l'una. E poi se il ministro è venuto a conoscenza improvvisamente di un pericolo per l'incolumità della sua famiglia, ha condiviso tempestivamente le stesse informazioni con i connazionali presenti a Dubai? Da quanto ricostruito fino ad ora sembrerebbe di no.
Punto secondo: lo stupore di Crosetto per l'escalation militare. Il ministro dichiara che “Non era prevista quest’accelerazione”. Eppure, come hanno evidenziato diversi opinionisti ed esperti, Israele faceva grandi esercitazioni da giorni, i giornali americani lo raccontavano. Come è possibile allora parlare di accelerazione non prevedibile? Tra l'altro Crosetto oggi pomeriggio ha fatto riferimento a un'operazione degli Usa in Iran in programma questa settimana, una tempistica di cui sarebbero stati messi al corrente anche gli alleati europei. Ma la Farnesina ne era al corrente e aveva allertato gli italiani all'estero?
Punto terzo: i vicepremier Tajani e Salvini hanno detto di non essere stati informati della vacanza di Crosetto. Su questo la presidente del Consiglio Meloni tace. Come ha sottolineato a Fanpage.it anche il diplomatico Pietro Benassi, ex ambasciatore e consigliere diplomatico dell'ex presidente del Consiglio Conte, nominato sottosegretario con delega ai Servizi, che il governo non fosse a conoscenza dello spostamento del ministro è una circostanza quantomeno "irrituale", soprattutto in una situazione internazionale così complessa ed esplosiva. È possibile che il ministro di un governo occidentale in questo momento acquisti da solo un biglietto aereo per una missione privata senza avvisare il resto dell'esecutivo?
Punto quarto: il ministro senza scorta. Anche il viaggio del ministro su un volo civile, senza scorta, sarebbe irrituale. Crosetto ha dichiarato di non essere andato "di nascosto" (ma come abbiamo visto le dichiarazioni di Salvini e Tajani lo smentiscono) ma "essendo una questione familiare non ho voluto scorte, né codazzi e ho usato una compagnia aerea civile". Bene, a questo punto è lecito chiedersi se sia stato prudente o se sia la prassi, che un ministro della Difesa di un Paese alleato degli Usa viaggi all'estero senza accompagnamento e senza protezione, mentre come abbiamo visto Israele stava mobilitando il suo esercito e Trump minacciava di agire da settimane. In questo caso secondo Benassi la versione fornita dal ministro della Difesa risulterebbe poco credibile, come l'ex ambasciatore ha avuto modo di dire questa mattina anche a La7 durante la trasmissione Omnibus.
Punto quinto: quale "impegno istituzionale" aveva Crosetto ad Abu Dhabi? Il ministro ha detto di aver ritardato la partenza a causa di un impegno istituzionale nella mattina del sabato. Ma come è possibile che di un evento del genere, che si presume fosse stato incluso nell'agenda del ministro, non fosse informato il resto del governo e la stessa premier Meloni? Solo questa mattina il ministero della Difesa ha diffuso una nota per comunicare che sabato 28 febbraio Crosetto ha incontrato il ministro della Difesa degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Mubarak bin Fadhel Al Mazrouei. Secondo la nota, i due durante l'incontro i due avrebbero discusso dei recenti attacchi iraniani che hanno colpito diversi Paesi del Golfo tra cui gli Emirati "ed esaminato le modalità di cooperazione bilaterale nel settore della difesa. I due hanno concordato di sviluppare ulteriormente la partnership tra i due Paesi, con un impegno condiviso per la sicurezza e la stabilità", recita ancora la nota.
Se è vero che il ministro ha preso parte a un "impegno istituzionale" torniamo alla casella precedente: Crosetto si è presentato in qualità di ministro del governo italiano senza scorta e senza seguito, come un privato cittadino? La versione del ministro scricchiola.
Punto sesto: la tariffa del volo militare per rientrare in Italia. Che un ministro della Difesa in una situazione di emergenza rientri di fretta a Roma per tenere poi un'informativa in Parlamento e per coordinarsi con il resto del governo, utilizzando un volo militare, è del tutto normale e legittimo. Quello che al contrario desta sospetti è la decisione di Crosetto di pagare il volo tre volte la tariffa prevista per gli ospiti dei voli di Stato. La scelta, per sua stessa ammissione, è legata alla volontà di "togliere anche la possibilità di attaccarmi dicendo che sono tornato usando un volo di Stato". Sembrerebbe una mossa populista, nel tentativo spasmodico di ingraziarsi il favore dell'opinione pubblica. È una semplice ricerca di consenso oppure sotto c'è qualcos'altro che andava assolutamente coperto?