Conflitto in Ucraina
18 Maggio 2022
19:14

Cosa è RePowerEU, il piano dell’Unione europea per uscire dalla dipendenza dal gas russo

Il Piano RePowerEU è stato lanciato oggi dalla Commissione europea: ha l’obiettivo di rispondere agli effetti della guerra in Ucraina. Secondo Palazzo Chigi si tratta di uno “sviluppo positivo” che metterà a disposizione dei Paesi ulteriori risorse per la transizione energetica e per eliminare la dipendenza dalle fonti energetiche russe.
A cura di Annalisa Cangemi
Foto di Sean Gallup/Getty Images
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Conflitto in Ucraina

È stato presentato oggi dalla Commissione europea il piano RePowerEU, per tentare di trovare una soluzione alle criticità riscontrate nel mercato energetico globale a seguito dell'invasione russa dell'Ucraina. Il piano ha lo scopo di rispondere agli effetti della guerra e alla richiesta di proposte del Consiglio europeo del 24-25 marzo 2022. Non comporta automaticamente cambiamenti né per i progetti né per i finanziamenti del Pnrr.

La proposta prevede una modifica al regolamento sul Recovery fund che consentirà ai Paesi che, come l'Italia, hanno già chiesto tutti i sussidi e i prestiti a loro assegnati dal Pnrr, di fare domanda per ottenere ulteriori prestiti. Sul tavolo ci sono ancora 225 miliardi di risorse non utilizzate del Next Generation Eu. Funziona così: i governi che vorranno avere nuovi finanziamenti dovranno presentare un piano che includa un cronoprogramma, come quello del Pnrr. La Commissione valuterà quindi i ‘Pnrr 2' e l'eventuale disponibilità di prestiti inutilizzati dagli altri Stati prima di autorizzare i fondi.

Come ha spiegato il commissario Ue all'Economia, Paolo Gentiloni, ha affermato a Bruxelles che il nuovo piano non è altro che "un capitolo aggiuntivo", "una appendice" del Recovery Plan post pandemico dell'Ue, il "Next Generation EU", e in particolare del suo strumento principale, il Fondo (Rrf) per la ripresa e la resilienza, declinato nei diversi Stati membri con i Piani nazionali Pnrr.

Verranno quindi messe a disposizione dei Paesi altre risorse per la transizione energetica, oltre a quelle già previste, senza per il momento finanziamenti aggiuntivi. In pratica la parte più importante del piano riguarda la possibilità di nuovi investimenti e riforme nei Pnrr, dando la possibilità a chi non l'ha ancora fatto di richiedere i 225 miliardi di euro di prestiti ancora a disposizione del Dispositivo di Ripresa e Resilienza. A questo si aggiunge, su base volontaria, l'utilizzo di fondi di coesione (26,9 miliardi), PAC (7,5 miliardi) e proventi ETS (20 miliardi) per un totale di 279,4 miliardi.

Secondo quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi, per l'Italia – che ha già chiesto tutti i prestiti nel Pnrr – resta la possibilità di accedere a quelli che non saranno comunque richiesti dagli altri Stati membri nonché di aumentare la dimensione del Piano attraverso il trasferimento dei fondi sopra menzionati.

Quali sono i pilastri del piano

I due pilastri principali del RePowerEU sono: la fine della dipendenza dal gas russo che costa ai consumatori europei ogni anno 100 miliardi di euro attraverso risparmi nei consumi e diversificazione; accelerare la transizione climatica. Il Piano è articolato su 4 punti: risparmio energetico; diversificazione e partenariati internazionali; accelerazione sulle rinnovabili; investimenti intelligenti.

Risparmio energetico

La Commissione propone di aumentare gli obiettivi di efficienza energetica dal 9% al 13% nel contesto del pacchetto "Fit for 55" e ha pubblicato sempre il 18 maggio una Comunicazione sui cambi comportamentali per ridurre la domanda di gas e petrolio del 5%. In concreto è prevista anche la possibilità di esenzioni IVA sui sistemi di riscaldamento o raffreddamento efficienti.

Diversificazione delle importazioni

Tra le novità più importanti c'è la creazione di un "piattaforma UE dell'Energia" che consentirà acquisti congiunti di gas, LNG e idrogeno su base volontaria. La Commissione intende proporre in futuro un vero e proprio "meccanismo di acquisto congiunto". A queste misure sono affiancate anche iniziative di diplomazia energetica sia per la diversificazione che per il supporto agli altri partner colpiti dalla crisi (Balcani Occidentali, Ucraina, Moldova e Georgia).

Accelerare la transizione energetica

Nel piano si prevede un aumento dell'obiettivo rinnovabili in consumi finali dal 40% al 45% nel 2030; un piano per rafforzare l'utilizzo dell'energia solare; moltiplicare gli sforzi sulla produzione dell'idrogeno da rinnovabili anche con investimenti infrastrutturali; utilizzare e produrre maggiormente biometano.

Investimenti intelligenti

Viene data la possibilità a chi non l'ha ancora fatto di richiedere i 225 miliardi di euro di prestiti ancora a disposizione, e in aggiunta è previsto l'utilizzo di fondi di coesione (26,9 miliardi), PAC (7,5 miliardi) e proventi ETS (20 miliardi) per un totale di 279,4 miliardi.

Misure d'emergenza

Al piano si affiancano misure di breve termine sul mercato dell'energia e in particolare: interventi sul mercato del gas, tra cui la possibilità di acquisti congiunti attraverso una piattaforma UE; opzioni per gli Stati membri di intervento sui mercati dell'energia nazionali, incluso la ridistribuzione di extra-profitti; misure UE in caso di completa interruzione delle forniture di gas russo, che includono un tetto ai prezzi. C'è poi un impegno di adottare proposte per proteggere meglio i consumatori in futuro.

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