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Cosa cambia per il bagaglio a mano sull’aereo con la proposta Ue, le compagnie: “Biglietti più cari”

Il Parlamento europeo lavora alla proposta di obbligare le compagnie aeree a includere il bagaglio a mano nel prezzo del biglietto ‘base’, senza costi extra. Intanto però le compagnie low cost continuano a opporsi, e minacciano rialzi per tutti i clienti se la norma passasse.
A cura di Luca Pons
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Il Parlamento europeo è vicino ad approvare una norma che preveda per tutte le compagnie aeree l'obbligo di includere un bagaglio a mano gratuito nel prezzo del biglietto, senza costi aggiuntivi. La proposta, approvata dalla commissione Trasporti questa settimana, arriverà in Aula a luglio e dovrebbe essere approvata senza grossi problemi. Poi si passerà alle trattative con il Consiglio Ue per rendere la norma definitiva: insomma, i tempi non sono brevi.

Si sono già mobilitate, però, le compagnie aeree contrarie all'iniziativa. Si tratta soprattutto delle aziende che offrono viaggi low cost, e guadagnano offrendo ai passeggeri la possibilità di aggiungere una serie di servizi pagando una tariffa extra. Tra questi, in molti casi, c'è proprio il bagaglio a mano. E il rischio, dicono, è che per non andare in perdita dovranno alzare il prezzo di tutti i biglietti ‘base'.

Cosa cambierebbe con la proposta dell'Ue, bagaglio a mano gratis e non solo

Ricapitolando: la novità in questione è una riforma delle norme che riguardano i diritti dei passeggeri nell'Ue, in lavorazione da tempo. Alla commissione Trasporti del Parlamento europeo sono arrivate diverse proposte di inserire il bagaglio a mano gratuito tra i diritti di chi vola: si tratta, spiegavano gli emendamenti, di un "elemento indispensabile del viaggio aereo", quindi non è giusto che si debba pagare una somma aggiuntiva per averlo.

In commissione la proposta è passata quasi all'unanimità. Si parla di un bagaglio del peso massimo di 7 chili, e dalle dimensioni complessive massime di 100 centimetri. Questo significa che altezza, larghezza e lunghezza nel complesso devono arrivare al massimo a 100: ad esempio, una valigetta 50x30x20 (50 più 30 più 20 fa 100).

Sono dimensioni piuttosto limitate, inferiori a quelle di un trolley classico, e va considerato che alcune compagnie low cost permettono già di portare un effetto personale con dimensioni fino a 85-90 centimetri (in alcuni casi anche maggiori), mentre pagando si può arrivare a circa 115-120 centimetri. Ma sarebbe comunque un lieve miglioramento e, in ogni caso, un paletto fissato per legge da non superare anche in futuro.

La riforma peraltro contiene anche diverse altre norme in favore dei viaggiatori. Un aumento dei rimborsi per i voli in ritardo di oltre quattro ore, con procedure semplificate per la richiesta; più tutele nel caso di coincidenze perse, anche tra voli o viaggi di compagnie diverse; l'obbligo di far sedere gratuitamente i bambini di 12 anni vicino all'adulto che li accompagna, senza pagare extra per comprare sedili vicini; e altro ancora.

La minaccia delle compagnie low cost: "Così aumentiamo i prezzi dei biglietti per tutti"

È già partita la mobilitazione delle compagnie aeree low cost, quelle i cui guadagni sono legati soprattutto a tutti i servizi aggiuntivi che i passeggeri possono aggiungere, pagando, al proprio biglietto. In molti casi tra questi servizi c'è anche un bagaglio a mano più grande, oltre al proprio "effetto personale" che solitamente deve avere dimensioni molto ridotte (uno zainetto o una borsa).

L'Aicalf (Associazione italiana compagnie aeree low fare), che rappresenta tra le altre anche Ryanair, EasyJet e Volotea, ha detto che la riforma farà "lievitare i prezzi per tutti i passeggeri, anche per chi sceglie di viaggiare leggero". Queste compagnie non hanno intenzione di diminuire i propri incassi, e il costo extra per un bagaglio a mano più grande genera entrate da circa dieci miliardi di euro all'anno, secondo quanto riportato dal Corriere della sera.

Dunque la soluzione più immediata potrebbe essere: sparisce la possibilità di comprare il biglietto ‘base', senza bagaglio a mano e a prezzo ridotto, e tutti devono pagare quella che prima era una tariffa extra. Con un evidente aumento dei costi per i passeggeri. Per il momento comunque, come detto, la novità è ancora lontana dall'entrata in vigore.

A che punto è la riforma e cosa succede ora

Il voto della commissione Trasporti non rende la novità definitiva. Il testo dovrà passare dall'assemblea plenaria del Parlamento Ue, dove arriverà a luglio. Qui il via libera si può considerare quasi certo, dato che i gruppi politici sono già d'accordo. Ma è dopo che inizierà la fase più complicata.

Come prevedono i regolamenti europei, dopo l'approvazione del Parlamento partirà il negoziato con il Consiglio Ue, che rappresenta i governi dei 27 Stati dell'Unione. Il 5 giugno, anche il Consiglio si è messo d'accordo su una propria linea. Parlamentari e ministri dovranno trovare un accordo che vada bene a tutti, e solo a quel punto la riforma potrà essere approvata definitivamente. Nel frattempo quindi le cose potrebbero ancora cambiare. Con tutta probabilità, serviranno mesi.

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