A scuola si va. È questa la risposta del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, alla richiesta dei presidenti di Regione leghisti di non mandare a scuola, mettendoli in isolamento per 14 giorni, i bambini che tornano dalla Cina e frequentano gli istituti italiani. Una richiesta che parte dall'emergenza Coronavirus. “C’è una circolare del ministero della Salute che spiega tutti i casi punto per punto. Io mi sento di tranquillizzare gli studenti e le famiglie: la scuola resta un luogo di inclusione per cui se non ci sono situazioni come quelle che qualcuno ha descritto a scuola si va”, replica il ministro a margine di un evento a Torino. Per Azzolina la certezza è che “non abbiamo un’emergenza per le scuole”.

Zaia ribadisce la sua proposta

La proposta dei presidenti di Regione di Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia viene ribadita oggi da Luca Zaia, ospite di Radio 24: “Il tema che abbiamo posto al ministero è: il bimbo che arriva dalle zone infette della Cina, cinese o italiano che sia, se asintomatico può entrare tranquillamente a scuola? Che certezza abbiamo che quello studente possa non sviluppare la malattia? Nessuna. Se l’Istituto superiore di sanità e il governo dicono che non c’è nessun problema, siamo tutti felici, altrimenti potremmo dire che abbiamo posto la questione”.

Salvini sta con Zaia

Con Zaia si schiera anche il leader della Lega, Matteo Salvini: “Quando c’è di mezzo la salute dei cittadini, possono avere 10 anni o 80 anni, sono cautele ovvie”. La richiesta dei presidenti di Regione, quindi, non ha “nulla di eccezionale” secondo l’ex ministro dell’Interno. A cui risponde non solo il ministro Azzolina, ma anche Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile e commissario per l’emergenza Coronavirus, rassicurando sul tema: “I ministri della Salute e dell’Istruzione hanno emanato disposizioni congiunte sulla base delle conoscenze scientifiche: rischi non ce ne sono”.

Conte: governatori si fidino delle autorità

Sulla questione interviene anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, da Londra: “Invito i governatori del Nord a fidarsi di chi ha specifiche competenza”. Un chiaro messaggio in linea con quanto affermato dal ministro dell’Istruzione. Conte si sofferma anche su un’altra questione legata al Coronavirus: “C’è qualche segnale di discriminazione che potrebbe tramutarsi in episodi di violenza. Chi ha un ruolo di rappresentanza politica ha il dovere di dare un messaggio di serenità. Nessuno pensi di approfittare della situazione per manifestazioni discriminatorie o addirittura di violenza”.