Il ministro dell'Università e della Ricerca scientifica, Gaetano Manfredi, ha annunciato che, in via precauzionale, per contrastare la diffusione del coronavirus, "Da lunedì 2 marzo, nelle aree colpite dal coronavirus, gran parte degli universitari potrà progressivamente tornare a seguire le lezioni sul web grazie all'insegnamento a distanza". Gli studenti delle zone colpite dall'emergenza potranno quindi riprendere le lezioni da remoto, dopo la chiusura degli atenei che era stata decisa nei giorni scorsi, in seguito all'aumento dei contagi, a partire dai due focolai principali del Covid-19, Lombardia e Veneto.

"Dopo un confronto sui provvedimenti sul contenimento dell'emergenza epidemiologica, con i rettori delle aree interessate abbiamo concordato tutte le disposizioni da attuare. Tra le altre, c'è quella utile a garantire la partecipazione degli studenti alle attività didattiche attraverso il web", ha aggiunto Manfredi. "Si tratta – ha spiegato il ministro – di un primo passo verso il ritorno alla normalità, con l'auspicio che agli Atenei, a emergenza superata, possa presto essere restituita la loro funzione di luogo di aggregatori sociali e non soltanto culturali".

Pd: "No al blocco esami per gli aspiranti medici"

In un'interrogazione al ministro dell'Università e della Ricerca Manfredi, depositata alla Camera, le deputate dem Flavia Piccoli Nardelli, Debora Serracchiani ed Elena Carnevali, rilanciano il contenuto di una lettera-appello, con cui i rappresentanti degli studenti di varie università italiane hanno evidenziato le problematiche conseguenti al rinvio ‘a data da destinarsi' della prova scritta dell'esame di Stato di Medico-Chirurgo (seconda sessione) del 2019, prevista il 28 febbraio 2020, così come disposto dal Miur: "Il Ministero dell'Università valuti soluzioni alternative al blocco dell'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione di medico-chirurgo, che è stato rinviato a data da destinarsi in adempienza dell'ordinanza Coronavirus. Per gli studenti vincitori di concorso in Medicina generale, il Miur valuti di prorogare i termini per l'ottenimento dell'abilitazione, così da non far perdere loro il posto ottenuto".