Giuseppe Zuccatelli si è dimesso da commissario dell'emergenza Coronavirus in Calabria dopo un colloquio con il ministro della Salute, Roberto Speranza. "Mi sono dimesso da Commissario ad acta della sanità della Regione Calabria", ha confermato al Corriere della Sera, aggiungendo: "Me l’ha chiesto il ministro della Salute Roberto Speranza e come avevo già anticipato durante l’intervista a Buongiorno regione, ho rassegnato le dimissioni. Ho fatto una gaffe ed è giusto che paghi. Spero che chi ha commesso o detto delle idiozie, in passato, faccia la stessa cosa". Zuccatelli era stato al centro delle polemiche nei giorni scorsi a causa di alcune sue dichiarazioni che non sono passate inosservate.

"Mi morderei la lingua"

Intervenendo a ‘Stasera Italia' su Retequattro, Zuccatelli ha aggiunto che se potesse tornare indietro si "morderebbe la lingua". E sulle frasi sulla mascherina: "L'ho detto in un periodo in cui anche l'Oms diceva che la mascherina non serviva, solo da giugno dice che è deve essere obbligatoria. Ho fatto una discussione riservata nel mio ufficio con delle persone per esemplificare quello che è l'elemento essenziale della possibile infezione, ovvero il distanziamento. A domanda ho risposto che la cosa più importante è il distanziamento e il lavarsi bene le mani. Ho parlato del bacio in bocca con la lingua per esemplificare che non ci si infetta se uno passa vicino ad un positivo, il contatto deve essere prolungato. Ho esagerato ed esasperato una situazione". Infine, Zuccatelli ha precisato: "Con l'appoggio del ministro Speranza e del governo sarei sicuramente rimasto".

Le polemiche sulle dichiarazioni sulle mascherine

Scelto dal governo guidato da Giuseppe Conte per sostituire Saverio Cotticelli, nominato a sua volta dalla ministra della Salute Grillo nel primo governo Conte e confermato poi dal ministro Speranza, a seguito della sua intervista al programma di Rai Tre Titolo V, Zuccatelli, pochi giorni dopo il suo insediamento, è finito nella bufera a causa di un video, risalente a maggio, nel quale era intento a criticare l'uso delle mascherine, da lui giudicate "inutili". Il neo commissario si è poi scusato, spiegando che "oggi le mascherine sono parte della fondamentale strategia di contrasto al Covid 19", e invitando tutti ad utilizzarle, "così come a rispettare il distanziamento fisico". Ma la sua credibilità era ormai già compromessa, soprattutto per i cittadini calabresi. Nelle ultime ore, poi, è arrivata la svolta con la notizia delle sue dimissioni, che riaprono di fatto il valzer della nomina al vertice della sanità calabrese. Ieri il fondatore di Emergency Gino Strada, inizialmente indicato dal governo come successore di Zuccatelli aveva ribadito la sua disponibilità "ma dal governo non mi ha chiamato nessuno". Tra i primi a commentare le dimissioni di Zuccatelli c'è stato Nicola Morra, presidente della Commissione Antimafia, che ha detto: "Il commissario Zuccatelli si è dimesso! Siamo sulla buona Strada". Tuttavia, nelle ultime ore sta prendendo quota anche il nome di Eugenio Gaudio, calabrese e fino a poche settimane fa rettore dell’università Sapienza di Roma.