E' stata ministra della Salute durante il primo governo Conte, tra il 2018 e il 2019, e mentre l'Italia è alle prese con il coronavirus – che ha fatto finora registrare  229 contagi e sette vittime – Giulia Grillo coglie l'occasione per lanciare stoccate al Movimento 5 Stelle, più volte in passato ambiguo rispetto ai vaccini, e al governo: "Già una settimana fa avevo sommessamente proposto di stringere i controlli su tutti i voli in arrivo in Italia. Invece, non sono stata ascoltata. Mi auguro ora che l’esecutivo, come sta facendo, possa mettere in campo tutte le iniziative necessarie per arginare i contagi".

Grillo ricorda anche come in passato quello antivaccinista sia stato un tema molto sentito nel Movimento 5 Stelle: "Noi, come grillini, non nasciamo contro la scienza. Anzi. Forse, però, con il passare del tempo ha preso piede un certo complottismo, una voglia di smentire fonti autorevoli per andare contro il potere", ha ammesso Grillo in un'intervista rilasciata al Messaggero: proprio ieri Walter Ricciardi, membro dell'esecutivo Oms (Organizzazione mondiale della sanità), ha spiegato come ancora non sia stato individuato un vaccino contro il coronavirus e che saranno necessari ancora un paio d'anni.

Ebbene, Giulia Grillo ammette che anche quando era ai vertici del ministero della salute alcuni suoi colleghi del Movimento 5 Stelle la criticarono duramente per non aver revocato l'obbligo vaccinale introdotto da Beatrice Lorenzin: "Importanti esponenti no-vax quando ero ministro mi fecero la guerra. Una guerra che alla fine ho perso, uno dei motivi, forse, per il quale non sono più ministro". Grillo fa un nome in particolare: "Penso a Paola Taverna, certo. Notoriamente no-vax, ma anche a tanti big che adesso sono ancora ministri, come lo erano nel Conte 1, che non mi hanno mai difeso e preferirono, all’epoca, seguire l’orientamento del gruppo parlamentare". Rispetto all'obbligo vaccinale "la mia posizione era mediana e anche di buonsenso. Ma c’era una parte che in maniera netta chiedeva l’abolizione dell’obbligo delle certificazioni vaccinali a scuola. Io dissi solo una cosa logica: togliere l’obbligo senza pensare al contempo a misure di tutela per gli immunodepressi aveva e ha poco senso".