Dopo i primi due casi accertati di coronavirus in Italia, di cui si è avuto la conferma ieri sera,  il Consiglio dei ministri, convocato alle 10 di questa mattina, ha dichiarato lo stato di emergenza per sei mesi. I contenuti della delibera saranno stilati dalla Protezione civile e dal ministero della Salute. A quanto si apprende il governo ha stanziato cinque milioni di euro. Il presidente del Consiglio Conte, intervenuto ieri sera, ha comunicato il contagio di due turisti cinesi, che alloggiavano in un albergo della Capitale, vicino alla fermata della metropolitana Cavour.

I due turisti erano arrivati all'aeroporto di Malpensa il 23 gennaio, e avevano fatto alcune tappe intermedie prima di arrivare a Roma, quattro giorni fa. Di due casi sospetti si parla anche in Veneto: si tratta di un minore del trevigiano rientrato da un viaggio in Cina e di una donna 50enne con febbre, inizialmente in osservazione in ospedale e poi rimandata a casa. Il sindaco di Treviso Mario Conte ha voluto tranquillizzare i cittadini: "I soggetti rientrati dalla Cina nei giorni scorsi con qualche linea di febbre sono stati sottoposti a misure assolutamente precauzionali". 

Nel frattempo gli ultimi voli previsti in arrivo dalla Cina e in ‘schedule', prima della chiusura del traffico da e per il Paese, sono atterrati all'aeroporto internazionale di Malpensa. Si tratta di due voli di Air China in arrivo da Pechino e Shangai e uno della Cathay Pacific.

Cosa si intende per ‘stato d'emergenza'

Lo stato di emergenza per il coronavirus è stato dunque dichiarato "in conseguenza del rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili". Ma cosa comporterà esattamente? Cominciamo col dire che a dichiarare lo stato d'emergenza è appunto il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente del Consiglio: è un provvedimento che può avere una durata di 12 mesi, prorogabile di ulteriori 12 mesi. Il Codice della Protezione Civile, con il Decreto legislativo n. 1 del 2 gennaio 2018, ha ridefinito appunto la durata dello stato di emergenza di rilievo nazionale, raddoppiandola (prima era di 180 giorni, prorogabili per altri 180). Questa misura, che conferisce al governo il coordinamento nazionale della gestione del virus, differisce dallo ‘stato di calamità', in quanto comprende anche i danni causati da attività dell'uomo, e non solo eventi naturali straordinari. Lo stato di calamità riguarda nello specifico il settore agricolo, e i danni ad esso causato ad esempio da un terremoto o dall'esondazione di un fiume. Con la delibera del Cdm verranno stanziati i fondi per fra fronte all'emergenza, e realizzare i primi interventi. Anche se poi, con successive delibere, in base alle necessità, queste risorse potranno essere ampliate.

Come si legge sul sito della Protezione civile, "Agli interventi per affrontare l’emergenza si provvede con ordinanze in deroga alle disposizioni di legge ma nei limiti e secondo i criteri indicati con la dichiarazione dello stato di emergenza e nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico. Le ordinanze sono emanate dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile, se non è diversamente stabilito con la deliberazione dello stato di emergenza. L’attuazione delle ordinanze è curata, in ogni caso, dal Capo del Dipartimento. Allo scadere dello stato di emergenza viene emanata un’ordinanza ‘di chiusura' che disciplina e regola il subentro dell'amministrazione competente in via ordinaria".

Quando è stato dichiarato l'ultima volta lo stato d'emergenza

Lo scorso 3 dicembre il governo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale, in seguito all'ondata di maltempo che ha colpito l'Emilia-Romagna per tutto il mese di novembre. In quel caso il Consiglio dei ministri ha assegnato alla Regione un primo finanziamento di 24 milioni e 438 mila euro per gestire gli interventi più urgenti, necessari in seguito al maltempo. Secondo l'ordinamento normativo italiano lo stato d'emergenza può essere dichiarato anche in caso di "gravi eventi all'estero nei quali la Protezione Civile italiana partecipa direttamente". Per questo l'Italia ha dichiarato lo stato d'emergenza per sei mesi quando si è verificato il sisma in Albania, il 26 novembre 2019, che ha causato 51 vittime.

Speranza: "Misure prese sono precauzionali"

"Alla luce della dichiarazione di emergenza internazionale dell'Oms abbiamo attivato gli strumenti normativi precauzionali previsti nel nostro Paese in questi casi, come già avvenuto nel 2003 in occasione dell'infezione Sars. Le misure assunte sono di carattere precauzionale e collocano l'Italia al più alto livello di cautela sul piano internazionale", ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza.