È prevista per questo pomeriggio l'elezione del presidente del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, cioè l'organo attraverso il quale il Parlamento controlla l'operato dei servizi segreti italiani. Ieri, dopo un vertice tra il segretario Leghista Matteo Salvini, la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni e (contattato telefonicamente) il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il centrodestra ha trovato un'intesa sul nome del suo candidato. Si tratta di Raffaele Volpi, deputato del Carroccio ed ex sottosegretario alla Difesa.

La Lega ha indicato chiaramente di aver avuto l'utima parola sul nome del candidato. "Alla fine la cosa che, almeno Giorgia Meloni, ha ritenuto più importante di tutte è che il centrodestra uscisse compatto con un solo nome. In conseguenza di ciò abbiamo trovato un'intesa che va bene a tutti", ha dichiarato Ignazio La Russa (FdI), commentando il successo di Volpi sul candidato del partito di Meloni, Adolfo Urso, e sul nome proposto da Berlusconi, Elio Vito. La cosa più importante quindi è la compattezza del centrodestra, ha sottolineato ancora La Russa, commentatando l'ipotesi di un accordo fra il Carroccio e il Movimento Cinque Stelle sulla presidenza del Copasir: "Mi rifiuto di credere che Salvini e la Lega in generale, dopo quanto è successo, possano accordarsi con M5S sulla presidenza del Copasir, a maggior ragione visto che si tratta di un ruolo che spetta all'opposizione e noi abbiamo rifiutato ogni possibile intesa con forze di maggioranza".

La posizione della maggioranza

La palla passa quindi ora alla maggioranza. Il pentastellato Angelo Tofalo, sottosegretario alla Difesa, ha dichiarato: ""Così come buona prassi insegna, le opposizioni si mostrino mature e all’altezza del delicato compito di controllo parlamentare riuscendo ad individuare e quindi ad indicare un nome unico per la Presidenza del Copasir che verrà assegnata nelle prossime ore".

La questione Copasir si presenta particolarmente delicata in quanto il primo argomento che dovrà affrontare sarà il fronte caldo del Russiagate. Nello specifico, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dovrà riferire in merito ai contatti fra i vertici dei servizi segreti italiani e il ministro della Giustizia statunitense, William Barr. Pochi giorni fa, palazzo Chigi aveva spiegato di aver autorizzato gli incontri tra il capo del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza (Dis) Gennaro Vecchione e William Barr per fare chiarezza su alcuni punti dell'operato di governi precedenti, ma secondo alcune indiscrizioni mediatiche alla base degli incontri ci sarebbe stata una sorta di indagine proprio sui servizi segreti italiani.