Controlli del Fisco, a chi arrivano le 20mila lettere sul Superbonus e cosa rischia chi le riceve

Quest'anno l'Agenzia delle Entrate invierà 20mila lettere a proprietari di casa che hanno approfittato del Superbonus edilizio ma, dopo aver beneficiato dello sconto fiscale, non hanno completato le pratiche necessarie. In particolare, chi non ha dichiarato al catasto l'aumento del valore del proprio immobile.
I destinatari si ritroveranno con l'avviso che qualcosa non torna: potranno chiarire la propria posizione, magari dimostrando con ulteriori documenti che hanno ragione; oppure mettersi in regola, pagando sanzioni ridotte. Se invece non rispondono, rischieranno di subire penalità peggiori.
Perché arrivano 20mila lettere dal Fisco sul Superbonus
Le intenzioni del Fisco riguardo al Superbonus sono chiare, e sono contenute nel Piano integrato di attività e organizzazione. Qui si riporta che, per "rafforza l'efficacia dei controlli nel settore catastale", l'Agenzia quest'anno vuole inviare 20mila "segnalazioni per la regolarizzazione catastale degli immobili con interventi edilizi agevolati". Un lavoro che continuerà nel 2027 con altre 25mila lettere, e che è già iniziato l'anno scorso con le prime 15mila.
Il punto è che chi ha usato il Superbonus, in molti casi, ha fatto aumentare il valore dell'immobile in questione con i lavori. Se è così, è obbligatorio dichiarare questo aumento al catasto. In questo modo, infatti, si aggiornano anche i calcoli relativi all'Imu, alla Tari e alle altre imposte legate alla casa. Le norme prevedevano il dovere di inviare la comunicazione entro trenta giorni dalla fine dei lavori, termine che ora – con pochissime eccezioni – è ampiamente passato.
Per questo il governo Meloni, già con la legge di bilancio varata due anni fa, ha spinto il Fisco a fare controlli su chi non rispettava le regole. Per questo nel 2025 l'Agenzia ha inviato 15mila segnalazioni, partendo da chi si trovava in situazioni più sospette. Per esempio i proprietari di immobili che, anche dopo i lavori, continuavano misteriosamente ad avere una rendita catastale pari a zero (ma se davvero fosse così, a cosa sarebbero serviti gli interventi edilizi?). O anche chi aveva speso delle somme particolarmente alte per i cantieri, eppure – sulla carta – non risultava aver aumentato il valore della casa in alcun modo. Quest'anno la rete si allarga leggermente, e interesserà anche i casi meno eclatanti.
Cosa fare se si riceve una lettera dal Fisco e cosa si rischia se non si risponde
L'obiettivo di queste comunicazioni è "favorire" la "regolarizzazione spontanea da parte del contribuente", si legge nel piano ufficiale del Fisco. Al di là del gergo tecnico, questo significa che le lettere non riportano sanzioni in sé, ma vogliono segnalare che qualcosa non torna, e invitare a chiarire la situazione.
Un contribuente che riceve questa lettera dovrà prima di tutto verificare come sono andate le cose. Era tenuto ad aggiornare il valore catastale? Se ritiene di no, può difendersi inviando all'Agenzia delle Entrate ulteriori documenti che chiariscano il perché. Se invece ha effettivamente violato le regole, può presentare la dichiarazione in ritardo versando delle sanzioni ridotte.
La cosa peggiore è non rispondere. Se non lo si fa entro 90 giorni, infatti, il Fisco procede in autonomia al ricalcolo del valore catastale. E, a quel punto, si applicano le sanzioni piene.