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Il caso Sgarbi

Conte attacca Sgarbi: “Doveva dimettersi prima”. La replica: “Lui leader per sbaglio e senza merito”

Secondo Giuseppe Conte, Vittorio Sgarbi si sarebbe dovuto dimettere ben prima della delibera dell’Antitrust. Che ha stabilito come le attività del critico d’arti come consulente o conferenziere fossero incompatibili con l’incarico di governo.
A cura di Annalisa Girardi
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Avrebbe dovuto dimettersi prima. Lo dice Giuseppe Conte parlando di Vittorio Sgarbi e ricordando che il Movimento Cinque Stelle aveva presentato mesi fa una mozione per revocargli l'incarico da sottosegretario alla Cultura: "Noi ci siamo battuti con tenacia per ottenere questo risultato. Avremmo voluto che si arrivasse prima, perché siamo stati sui più importanti quotidiani internazionali per questa notizia che ha danneggiato l'immagine dell'Italia", ha detto l'ex presidente del Consiglio. Non si è fatta attendere la replica del critico d'arte: "Lui leader per sbaglio e senza merito".

Lo scontro tra Vittorio Sgarbi e Giuseppe Conte

L'ex presidente del Consiglio, rispondendo ai cronisti che gli chiedevano del passo indietro di Sgarbi, ha anche puntato il dito contro Giorgia Meloni: "Sorprende che Sgarbi abbia dichiarato ‘la presidente Meloni non mi ha chiesto nulla', in realtà la presidente Meloni avrebbe dovuto prendere in mano questa situazione ben prima, evitare questa scheggia forte all'immagine e al prestigio dell'istituzione del governo italiano, quindi all'immagine dell'Italia. Ma purtroppo per lei è facile criticare l"amichettismo' di sinistra quando si tratta invece dell"amichettismo' di destra o del familismo di destra si gira dall'altra parte".

Poco dopo è arrivata anche la replica del diretto interessato. In una nota Sgarbi ha scritto di non avere bisogno "di usare lettere anonime, come fanno i suoi compagni di diffamazione, per dire che Giuseppe Conte è un esempio di immoralità politica e di inadeguatezza culturale". Poi ha anche aggiunto: "Come è diventato capo del partito di Grillo, per caso o per sbaglio, così è diventato professore senza titoli e senza merito, come dimostra il suo curriculum e la protezione baronale di cui si è avvalso".

Cosa dice il provvedimento dell'Antitrust

Vittorio Sgarbi si è dimesso dopo che l'Antitrust ha definito le sue attività di consulenza e la sua partecipazione a varie conferenze come "incompatibili" con il suo ruolo di governo. "Il sottosegretario di Stato alla Cultura, Vittorio Sgarbi, ha esercitato attività professionali in veste di critico d'arte, in materie connesse con la carica di governo, come specificate in motivazione, a favore di soggetti pubblici e privati", in violazione della Legge Frattini sul conflitto di interesse: è quanto spiega l'Antitrust in una delibera, il cui testo è stato anticipato dal Corriere della Sera.

Nonostante le memorie difensive sottolineassero l'occasionalità dell'attività, secondo l'Antitrust questa è "del tutto incompatibile con la realizzazione e il mantenimento di una stabile organizzazione di persone e mezzi il cui fine unico è quello di organizzare, gestire e realizzare gli interventi del Prof. Sgarbi dietro corrispettivo".

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