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Conte attacca Meloni sul piano pandemico: “Faccia di bronzo, gettò benzina sul fuoco di dramma sociale”

Giuseppe Conte attacca Giorgia Meloni sul piano pandemico del suo governo, accusandola di abbracciare la stessa strategia che tanto ha criticato nel 2020, quando accusava il leader M5s di “dittatura sanitaria”.
A cura di Annalisa Girardi
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Giuseppe Conte parte all'attacco contro Giorgia Meloni, accusandola di avere una "faccia di bronzo" sulla pandemia, dal momento che propone – in caso di future emergenze sanitarie – la stessa ricetta che ha tanto criticato quando è arrivato il Covid in Italia. Il leader del M5s sta parlando del nuovo piano pandemico del governo, che prevede la possibilità di ricorrere a lockdown, scuole chiuse e Dpcm nel caso in cui scoppiasse una nuova pandemia. Quando nel 2020, però, l'esecutivo guidato da Conte propose queste soluzioni, Meloni dall'opposizione lo accusò di “dittatura sanitaria”, “golpe giuridico” e “atteggiamento criminale”, denuncia l'ex presidente del Consiglio.

In un lungo post sui social Conte scrive: "Ci siamo ritrovati completamente esposti a un virus sconosciuto, con una sanità al collasso, con posti insufficienti in terapia intensiva, con carenze di personale. Il primo Paese in Europa ad affrontare il Covid, nessuna ricetta e misura da "copiare". Allora abbiamo provato a costruire un’articolata strategia, sforzandoci di proteggere tutti e di non lasciare indietro nessuno, grazie anche agli sforzi e ai sacrifici di tantissimi italiani. Nel frattempo altri erano impegnati a fare propaganda politica. Personalmente ho subito attacchi di ogni tipo da Fratelli d’Italia e dalla Lega, con accuse infamanti".

Conte poi ricorda come proprio Meloni lanciasse "allarmi sulla “deriva autoritaria”, lo accusasse di voler essere “il Re Sole”, diceva “via i Dpcm” e ancora a fine dicembre scorso dettava la linea: “basta lockdown, quella storia è finita”".

Il leader pentastellato quindi prosegue: "Ora però scopriamo dai giornali che la bozza del piano pandemico che il governo Meloni ha presentato alla Conferenza Stato-Regioni prevede, in caso di pandemia, anche il possibile ricorso a lockdown; vari limiti agli spostamenti; la chiusura di attività e scuole; il ricorso alle mascherine. Il piano del governo Meloni chiarisce che “i vaccini rappresentano le misure preventive più efficaci” e, addirittura, si individuano i Dpcm del presidente del Consiglio come lo strumento più efficace per gestire una pandemia. È proprio vero. Il tempo è galantuomo".

Insomma, secondo Conte Meloni ha "gettato benzina sul fuoco di un dramma sociale, incurante delle numerose difficoltà che ogni giorno eravamo costretti ad affrontare", per poi abbracciare quello stesso modello "che tanto la faceva indignare e diventare paonazza nei suoi interventi in Parlamento". E ancora: "Questa è la politica che oggi va di moda. Una politica arrogante, muscolare, con un Presidente del Consiglio che dice tutto e il contrario di tutto. Senza nessuna vergogna. Che si dice sempre pronta a metterci la faccia. Anche quando è una faccia di bronzo".

Quindi Conte conclude: "In un surreale cortocircuito, la stessa maggioranza Meloni che copia gli strumenti usati dal mio governo in pandemia mette in piedi una commissione d'inchiesta sul Covid da utilizzare come un plotone di esecuzione contro di me".

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