video suggerito
video suggerito

Congedo parentale paritario obbligatorio per padri e madri, a che punto è la legge e perché rischia lo stop

La maggioranza frena sulla proposta di legge unitaria delle opposizioni, che introdurrebbe 5 mesi di congedo parentale obbligatorio per ciascun genitore non trasferibile. Il Cdx ha sollevato un problema di copertura delle norme e ha chiesto un approfondimento tecnico alla Ragioneria di Stato, che sta rallentando l’iter. Le opposizioni temono che la maggioranza stia cercando di affossare la proposta.
A cura di Annalisa Cangemi
9 CONDIVISIONI
Immagine

Cinque mesi di congedo parentale obbligatorio per ciascun genitore non trasferibile. È questo il fine della proposta di legge unitaria delle opposizioni, a prima firma della leader del Pd Elly Schlein, che vuole equiparare i mesi di congedo parentale previsti per le madri e i padri, portandolo dall'80 al 100%.

Il testo, dopo aver concluso il suo iter in commissione, è stato discusso in Aula alla Camera venerdì 20 febbraio, senza che sia stato dato il mandato al relatore, perché la commissione Lavoro della Camera, non ha ancora ricevuto la relazione tecnica della Ragioneria dello Stato necessaria per quantificare l'impatto finanziario delle nuove misure.

La commissione, nella seduta di mercoledì, non aveva votato il mandato alla relatrice, Marta Schifone (FdI). "In ufficio di presidenza ho dichiarato che non c'erano le condizioni per il mandato al relatore, perché manca ancora una relazione tecnica (della Ragioneria di Stato ndr) su un impatto economico piuttosto elevato di oltre 3 miliardi – aveva spiegato a margine del lavori il presidente della commissione Walter Rizzetto (Fdi) – Senza relazione tecnica neanche la commissione Bilancio può darci il via libera per il prosieguo dei lavori in Aula", per cui i lavori si sono fermati alla discussione generale.

Ad oggi la relazione tecnica non è arrivata: il parere del Mef potrebbe arrivare nei prossimi giorni, forse nella giornata di martedì. Ora le opposizioni temono che la maggioranza voglia far finire il testo su un binario morto e che stia solo cercando di "buttare nuovamente la palla in tribuna".

"Ogni volta c'è una scusa inventata – ha attaccato il parlamentare dem Arturo Scotto – e così il salario minimo è fermo in una delega al governo che al momento è desaparecida, la riduzione dell'orario del lavoro è bloccata in Commissione Lavoro sull'incertezza della platea, cosa del tutto infondata. Sul congedo parentale la maggioranza nei fatti non ha presentato neanche un emendamento, il governo ha evitato ogni interlocuzione e il presidente della Commissione ha chiesto una relazione tecnica alla Ragioneria dello Stato per uscire dal completo silenzio. La relazione non è mai arrivata e non sappiamo se arriverà mai, ma è il classico modus operandi per affossare una proposta di legge. Il governo si assuma le sue responsabilità e dica se ritiene giusto o no che ci siano 5 mesi di congedo parentale obbligatorio per ciascun genitore non trasferibile, che la copertura del congedo sia pari al 100% e non solo all'80% e che sia garantito anche a chi non è sposato e non è lavoratore dipendente".

"La proposta sul congedo parentale obbligatorio avanzata dalle opposizioni ha un obiettivo tanto semplice quanto rivoluzionario: superare il gap più evidente del nostro welfare, ovvero quello tra il congedo di maternità e paternità. Si introduce un nuovo modello basato su 5 mesi di congedo obbligatorio, retribuiti al 100% senza distinzione tra lavoro autonomo e dipendente", ha dichiarato la deputata Pd, Patrizia Prestipino, intervenendo venerdì in Aula durante la discussione generale.

Cosa prevede la proposta sul congedo paritario delle opposizioni

Il testo della proposta di legge firmata in modo unitario dalle opposizioni "intende sanare un grave vulnus del nostro ordinamento, un elemento di forte e non tollerabile discriminazione, indegna di un Paese che voglia davvero dirsi civile ed egualitario", si legge nel testo. L'obiettivo è introdurre un congedo paritario tra i due genitori, "incrementando la durata del congedo di paternità dagli attuali dieci giorni a cinque mesi". In particolare, al padre lavoratore, nel periodo di tempo che va dal mese antecedente alla data presunta del parto ai 18 mesi successivi, quindi nel primo anno e mezzo di vita del bambino, verrebbe permesso di assentarsi dal lavoro per un periodo non superiore a cinque mesi, di cui quattro obbligatori.

Dei quattro mesi di congedo obbligatori, si legge ancora, dieci giorni devono essere fruiti dal padre subito dopo la nascita del figlio congiuntamente con la madre, mentre i giorni rimanenti possono essere fruiti, anche in modo frazionato, nel medesimo intervallo di tempo, previa comunicazione al datore di lavoro.

Il diritto sarebbe autonomo rispetto al congedo di maternità della madre, e si applicherebbe anche ai padri adottivi, affidatari e ai padri lavoratori autonomi iscritti alla Gestione separata non pensionati e non iscritti ad altre forme previdenziali, con indennità pari al 100% del mancato fatturato.

Come funzionano i congedi parentali in Italia

In questo momento in Italia c'è una differenza tra congedo obbligatorio e congedo parentale. Il primo è un periodo di astensione dal lavoro obbligatorio, che ha una durata diversa per le mamme e per i papà: per le donne, il congedo di maternità dura cinque mesi, di cui è possibile usufruire prima e dopo il parto, con un’indennità pari all’80% della retribuzione, che è erogata dall'Inps e anticipata dal datore di lavoro. Per i padri, invece, il congedo di paternità obbligatorio è di soli dieci giorni, non necessariamente consecutivi e retribuiti al 100 per cento. Secondo la proposta di legge delle minoranze, il congedo parentale di 10 mesi tra i due genitori sarebbe rimborsato al 100% per entrambi.

La proposta è pensata per "contrastare la crisi della natalità", "favorire l’occupazione femminile, la qualità della vita dei bambini e dei genitori e le relazioni familiari. Tutto ciò volto a una redistribuzione del carico di cura all’interno della famiglia".

9 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views