3 Giugno 2021
15:50

Come cambiano i concorsi pubblici: approvata la riforma, tutte le novità per entrare nella Pa

Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto Covid entra ufficialmente in vigore la riforma dei concorsi pubblici. Cambiano le modalità di selezione del personale nella pubblica amministrazione, con oltre 12mila posti messi a bando in questi giorni. Vediamo come cambiano i concorsi e quali sono le regole per il loro svolgimento.
A cura di Stefano Rizzuti

La riforma dei concorsi pubblici è realtà. Con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto Covid, dopo la sua conversione in legge, la riforma entra quindi in vigore a tutti gli effetti. “Addio carta e penna, la Pa entra finalmente nella modernità”, commenta il ministro Renato Brunetta. Che annuncia: “Nei prossimi giorni a questo cambiamento se ne aggiungerà un altro, con il decreto Reclutamento introdurremo anche procedure straordinarie per selezionare le figure professionali necessarie all’attuazione celere del Pnrr”. La selezione dei dipendenti pubblici diventa quindi più digitale, ma anche più rapida e trasparenza, secondo gli obiettivi della riforma. Dal 3 maggio, con le nuove norme Covid, sono ripartiti (o stanno ripartendo) i concorsi, per un totale di circa 12mila posti di lavoro messi a bando.

I concorsi e i posti in palio nella Pa

Per la ripartenza dei concorsi è stato predisposto un protocollo per lo svolgimento delle prove in piena sicurezza: le linee guida sono state validate dal Comitato tecnico scientifico. Con le nuove modalità di assunzione sono stati banditi concorsi per 6.303 posti, tra cui 1.514 funzionari e ispettori del ministero del Lavoro e 2.133 funzionari amministrativi del ministero della Giustizia. Presto ci saranno altri 1.284 posti tra funzionari e impiegati del ministero dell’Economia e del ministero della Cultura. Inoltre dal 9 all’11 giugno si terrà, in sei sedi decentrate, l’unica prova scritta digitale del concorso Sud, che vede la partecipazione di oltre 8.500 candidati.

Come cambiano i concorsi pubblici

I concorsi cambiano, secondo la riforma introdotta col decreto Covid, in maniera diversa in base al fatto che siano già stati banditi o che siano da bandire, con modalità differenti per quando la riforma sarà a regime. Per i concorsi a regime post emergenza, in particolare, la struttura sarà: una sola prova scritta e una orale, con valutazione dei titoli per profili ad alta specializzazione tecnica e l’utilizzo di strumenti informatici e digitali. Per i concorsi già banditi e di cui, invece, non sia stata ancora sostenuta alcuna prova, restano le modalità in vigore fino alla fine dello stato d’emergenza: viene però consentito l’uso di strumenti informatici e digitali. Per i concorsi da bandire la nuova modalità prevede una sola prova scritta con eventuale orale. Possibile anche la valutazione dei titoli riconosciuti correlati alla posizione, oltre al ricorso a strumenti informatici e digitali. Inoltre per i concorsi durante lo stato di emergenza e per quelli a regime è anche possibile ricorrere a modalità di selezioni eventuali come la fase di valutazione dei titoli per alcuni profili (con la possibilità che i titoli concorrano al punteggio finale per non più di un terzo), oltre al ricorso alle videoconferenze per le prove orali e alle sedi decentrate, laddove sia necessario per ridurre gli spostamenti.

Come si svolgono i concorsi: le regole del Cts

Per quanto riguarda i concorsi da svolgere in questo periodo di emergenza Coronavirus, il Cts ha predisposto alcune linee guida. Innanzitutto la durata massima delle prove in presenza sarà di un’ora, con la necessità di effettuare un tampone nelle 48 ore precedenti sia per i candidati che per il personale dell’organizzazione, anche nel caso in cui siano vaccinati. Si può ricorrere a strumenti informatici e digitali e alle sedi decentrati. Viene previsto l’obbligo di indossare una mascherina Ffp2 (fornita dall’organizzazione). Nella sala deve essere garantito un adeguato ricambio d’aria, così come il distanziamento tra i candidati e un percorso differenziato tra ingresso e uscita dei candidati.

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