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Chi riceverà un aumento dell’Assegno Unico da febbraio 2026 e perché: le novità sui pagamenti

Nel 2026 l’Assegno unico viene rivalutato dell’1,4%, con piccoli aumenti sugli importi e un allargamento delle soglie Isee. Gli incrementi scatteranno gradualmente tra febbraio e marzo, mentre l’aggiornamento dell’Isee resterà decisivo per ottenere l’importo corretto.
A cura di Francesca Moriero
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Con l'inizio del 2026 l'Assegno unico universale è entrato ufficialmente in una nuova fase. Come accade ogni anno, infatti, gli importi vengono aggiornati all'andamento del costo della vita e, questa volta, la rivalutazione dell'1,4% produce effetti non solo sugli assegni mensili, ma anche sulle soglie Isee che determinano quanto spetta a ciascuna famiglia.

Quando scattano gli aumenti dell'Assegno Unico 2026

Gli aumenti scatteranno ufficialmente da febbraio, ma non tuti saranno immediatamente visibili. I pagamenti di febbraio, in arrivo intorno al 19 e al 20 del mese, recepiranno infatti solo in parte l'adeguamento. Gli incrementi relativi alla mensilità di gennaio verranno riconosciuti a partire da marzo, sotto forma di conguaglio. In altre parole: nulla andrà perso, ma una parte degli aumenti arriverà con qualche settimana di ritardo.

Il calcolo dell'Assegno Unico 2026 le nuove soglie Isee

Nei primi mesi dell'anno, poi, il calcolo dell'assegno resterà ancor a ancorato all'Isee validato al 31 dicembre 2025. Il nuovo Isee "agevolato", invece entrerà in gioco solo da marzo. Questo significa che, almeno fino a quel momento, l'importo continuerà a riflettere la situazione economica dell'anno scorso, anche se nel frattempo il reddito familiare è cambiato.

Il punto centrale, però, non sarebbe solo l'aumento nominale degli importi, ma il modo in cui la rivalutazione allarga le fasce Isee. Nel 2026, la prima fascia, cioè quella che dà diritto all'assegno più alto, salirà fino a 17,468,51 euro, contro i 17,227,33 dello scorso anno. È certamente uno scarto minimo ma sufficiente a spostare molte famiglie da una fascia all'altra. Chi nel 2025 si trovava appena sopra la soglia, infatti, oggi potrà rientrare nella fascia più favorevole a parità di reddito, ottenendo così un assegno più alto senza alcuna variazione della propria situazione economica.

Sale anche la soglia dell'importo minimo

Anche sul fronte opposto della scala Isee qualcosa cambia. La soglia oltre la quale si percepisce l'importo minimo verrà infatti innalzata a 46.582,71 euro. Chi nel 2025 era già al limite e prendeva il minimo, quest'anno si collocherà in una fascia leggermente migliore. L'importo minimo sale così da 57,5 a 58,3 euro per figlio.

Maggiorazioni più consistenti per figli piccoli e famiglie numerose

Gli incrementi più significativi, come già negli anni precedenti, riguardano però solo alcune tipologie di nuclei familiari:

  • Per ogni bambino con meno di un anno l'Assegno unico aumenterà del 50% fino al primo compleanno.
  • Lo stesso aumento del 50% spetterà alle famiglie con almeno tre figli e un Isee medio-basso, per i bambini tra uno e tre anni.
  • Per i nuclei con quattro figli o più resterà invece una maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese.

Le altre maggiorazioni confermate

Accanto a queste misure resteranno in vigore, con importi leggermente ritoccati, anche le maggiorazioni legate:

  • alla disabilità dei figli;
  • alla giovane età della madre;
  • alla presenza di più figli a carico.

Come funziona la domanda e l’aggiornamento dell'Isee

Dal punto di vista burocratico, non è necessario presentare una nuova domanda per continuare a ricevere l'Assegno unico. Chi ha già una domanda accolta continuerà a percepire il contributo in automatico. L'unico passaggio davvero decisivo resta l'aggiornamento dell'Isee. Da marzo, in assenza di una nuova dichiarazione, l'assegno verrà erogato al minimo. È però importante sottolineare che chi presenta l'Isee entro il 30 giugno 2026 otterrà il ricalcolo degli importi e il pagamento degli arretrati.

In sintesi, gli aumenti del 2026 non rivoluzionano l'Assegno unico, ma lo ritoccano in modo diffuso: piccoli incrementi per tutti, qualche beneficio in più per chi si colloca a ridosso delle soglie Isee e aumenti più consistenti per le famiglie con figli piccoli o numerosi.

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