Chi ha studiato meno vota più a destra: lo dice un sondaggio
Le dichiarazioni di Stefano Bonaccini, che individuava tra le caratteristiche dell'elettorato di centrodestra un basso livello di scolarizzazione, hanno fatto discutere. Soprattutto dopo che Giorgia Meloni ha deciso di rispondere, accusando il presidente del Pd di non rispettare gli elettori. Successivamente Bonaccini ha chiarito meglio la sua posizione, evidenziando che esistono diversi studi e analisi a supporto. Al di là delle polemiche, la frase dell'esponente dem è vera. Lo conferma un sondaggio di Bidimedia basato sui dati calcolati dall'Istituto CISE – Centro Italiano Studi Elettorali in occasioni delle Europee 2024.
Nello specifico la frase incriminata era questa: "Il voto al primo e al secondo Trump, quello sulla Brexit, quello in Germania a destra, quello a Le Pen in Francia, quello in Italia a Meloni, Salvini e oggi forse a Vannacci, vede in maniera maggioritaria il voto di chi ha poco studiato e di chi vive nelle aree interne o nelle periferie delle città e di chi sta peggio economicamente".
Tecnicamente Bonaccini non ha sbagliato. Ogni elettorato infatti è accomunato da una serie di elementi (tra cui il livello d'istruzione) che possono variare a seconda dell'orientamento. Nel caso di quello di centrodestra, il profilo che emerge è in linea con la tesi di Bonaccini.
Alle europee del 2024 infatti, il 54% degli elettori che si sono fermati alla licenza media hanno votato per un partito di centrodestra, contro il 37% che ha votato a sinistra. Nello specifico: il 32% a Fratelli d'Italia, il 18% al Partito Democratico e il 13% alla Lega.
La percentuale si abbassa mano mano che il livello di studio aumenta. Tra gli elettori che hanno ottenuto il diploma di scuola superiore infatti, 45% risulta aver votato a destra, soprattutto per Fratelli d'Italia (30%).
Nell'elettorato di centrosinistra invece, si registra la dinamica opposta. Chi ha studiato di più ha votato per un partito progressista (complessivamente il 47%). Sono sopratutto elettori del Pd (23%) e del Movimento 5 Stelle (13%)
Se ci spostiamo tra gli elettori che hanno conseguito la laurea la forbice si allarga ulteriormente. Il 62% di questi ha votato per un partito di centrosinistra – in primis il Pd (35%) – mentre appena il 27% dichiara di aver appoggiato una forza di centrodestra. Di questi ultimi, il 20% ha votato Fratelli d'Italia, il 4% Forza Italia e solamente il 3% Lega.
Ricapitolando quindi, alle ultime europee, il 54% di chi ha la licenza media ha votato a destra, contro il 27% dei laureati. "Questi dati – hanno precisato gli analisti di Bidimedia – non vogliono dare un giudizio di merito, non vogliono dire che tra gli elettori di CDX non ci siano laureati o viceversa. Dicono solo che, in media, elettorati diversi votano in modo diverso. Non è certo sconvolgente, vero?".