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Chi ha i pagamenti della pensione sospesi a marzo 2024, cosa c’entra il modello RED e come rimediare

Per alcuni pensionati il pagamento dell’assegno è stato sospeso per marzo 2024 e anche per i mesi successivi. Si tratta di chi non ha inviato in tempo il modello RED all’Inps. Ecco cos’è il modello, come inviarlo e cosa fare per rimediare in tempo.
A cura di Luca Pons
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Diverse persone potrebbero ritrovarsi senza pensione a marzo e anche nei mesi successivi. I pagamenti sono stati sospesi, infatti, per chi non ha inviato il cosiddetto modello RED, ovvero la dichiarazione della situazione reddituale. Non tutti i pensionati sono obbligati a farlo, ma se c'è l'obbligo e non si rispettano le scadenze i pagamenti Inps della pensione vengono sospesi per due mesi. Se non si rimedia in questo tempo, i pagamenti vengono fermati definitivamente. La scadenza per l'invio del nuovo modello RED, relativo ai redditi dell'anno 2022, è arrivata il 29 febbraio 2024. Ora che è passata, chi non l'ha mantenuta potrebbe trovarsi senza assegno. Ecco cos'è il modello RED, come compilarlo e inviarlo e cosa per fare sistemare la situazione in caso di ritardi.

Cos'è il modello RED e a cosa serve

Il modello RED è una dichiarazione sui redditi percepiti che va inviata direttamente all'Inps. Non è obbligatoria per tutti, ma per certe categorie di cittadini, inclusi alcuni pensionati: si tratta di coloro che ricevono prestazioni economiche che possono essere erogate solo se si rispettano certi requisiti di reddito.

Il suo scopo quindi è far sapere all'Inps la propria situazione di reddito e patrimonio. Così l'Istituto può calcolare l'importo di queste prestazioni e assicurarsi che la persona abbia ancora diritto a riceverle. Il modello RED va presentato all'Inps ogni anno, a meno che non si sia presentato anche il modello 730 o il modello Redditi PF, che sostituiscono il modello RED perché contengono già tutte le informazioni sul reddito.

Chi è obbligato a inviare il modello all'Inps

È obbligato a inviare il modello RED chi riceve delle prestazioni economiche che sono legate al reddito. In particolare, l'Inps elenca queste categorie:

  • i pensionati che negli anni precedenti hanno avuto solamente il reddito da pensione, se invece nell'anno in questione c'è stato un cambiamento;
  • i pensionati che ricevono prestazioni collegate al reddito che non comunicano tutti i propri redditi all'Agenzia delle Entrate, ad esempio nei casi di lavoro da dipendente fatto all'estero, oppure i redditi che vengono da interessi bancari, postali, da titoli di Stato o da quote di investimento;
  • i pensionati che non devono presentare all'Agenzia delle Entrate la dichiarazione redditi, ma che hanno anche ulteriori redditi rispetto alla pensione (ad esempio, quello da abitazione principale);
  • i pensionati che hanno dei redditi da co.co.co. o da lavoro autonomo, anche occasionale, e che però non vengono dichiarati all'Agenzia delle Entrate.

Un'apposita circolare dell'Inps nel 2015 ha dettagliato tutte le categorie che devono presentare il modello RED. Non solo, ma in alcuni casi è necessario inserire anche le informazioni sul proprio coniuge o sui propri familiari.

Come si fa a compilare il modello RED

L'Inps ha messo a disposizione sul suo sito la funzione "RED semplificato", che permette di compilare il modello in autonomia. Dopo aver fatto l'accesso con Spid, Cie o altra identità digitale, si può accedere alla funzione. Normalmente è molto semplice, poiché tutte le informazioni necessarie sono già inserite e basta confermare l'invio.

Per di più, la funzione serve anche a verificare se si ha l'obbligo o meno di compilare il modello. Infatti, dopo aver fatto l'accesso chi non rientra tra le categorie obbligate si ritrova semplicemente il messaggio: "Non risultano redditi da dichiarare per l’anno selezionato". Chi preferisce non procedere online, comunque, può affidarsi alle strutture territoriali dell'Inps, a un Caf o a un altro soggetto convenzionato, o anche al numero verde Inps.

Cosa succede in caso di ritardi e cosa fare per rimediare

Se il modello RED non viene inviato in tempo – e la scadenza per il 2024 è passata il 29 febbraio – scatta la sospensione dei pagamenti della pensione per un periodo di sessanta giorni. In questi due mesi circa c'è tempo per rimediare. Procedendo normalmente, dal sito dell'Inps o con le altre modalità già spiegate, si può inviare la dichiarazione.

Chi procede entro i sessanta giorni, tornerà a ricevere dal mese successivo la pensione e le altre prestazioni. Per i pagamenti che non sono stati erogati nel periodo di sospensione, però, non c'è niente da fare: non è possibile recuperarli. Chi invece non invia il modello nell'arco dei sessanta giorni va incontro alla sospensione definitiva dei pagamenti.

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