Chi è Pasquale Stanzione, il presidente del Garante della Privacy indagato per corruzione e peculato

Un'ultima bufera, stavolta giudiziaria, ha travolto il Garante della Privacy. Il Presidente Pasquale Stanzione e tutti gli altri componenti del collegio (Guido Scorza, Agostino Ghiglia e Ginevra Cerrina Feroni) sono indagati con l'accusa di corruzione e peculato. Gli uffici dell'Authority sono stati perquisiti dagli agenti della Guardia di Finanza, che su mandato della Procura, hanno sequestrato telefoni, computer e documenti. L'inchiesta si compone di vari dossier – dalle auto blu ai casi delle sanzioni a Meta e Ita Airways – ma dalle carte emergerebbe un uso improprio del denaro pubblico e delle proprie funzioni istituzionali da parte dei componenti dell'Autorità. Il presidente Stanzione, 80 anni, originario della provincia di Benevento e con una lunga carriera da giurista alle spalle, ai cronisti ha detto di essere "assolutamente tranquillo" in merito all'indagine.
Chi è Pasquale Stanzione, la carriera fino alla presidenza del Garante
Pasquale Stanzione è nato a Solopaca, comune della provincia di Benevento, nel 1945. Dopo gli studi in Giurisprudenza diventa professore ordinario di diritto privato all'Università di Salerno, dove mantiene la cattedra dal 1984 al 2005. In quegli anni è anche Consigliere della Banca d'Italia a Salerno e Giudice tributario presso la Commissione tributaria provinciale.
Nel 2005 viene eletto membro del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, l'organo di autogoverno dei magistrati amministrativi, fino ad assumerne la guida, nel 2009. Parallelamente prosegue la sua carriera come giurista e docente universitario nella facoltà di Salerno.
Dal 29 luglio 2020 è Presidente dell'autorità Garante per la protezione dei dati personali. Il collegio si compone di quattro membri eletti dal Parlamento, che a loro volta eleggono Presidente e Vice. Oltre a Stanzione, dell'organo fanno parte Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza.
Di cosa è accusato e cosa rischia
Stanzione è accusato, assieme agli altri membri del collegio, di corruzione e peculato. L'indagine trae origine in parte dalle rivelazioni della trasmissione televisiva Report, che ha dedicato diverse puntate sulle presunte irregolarità commesse dall'Authority dal suo insediamento. Al centro ci sarebbero le spese personali, che non possono superare le 5mila euro per chi non risiede a Roma (come tre dei quattro componenti del collegio). In particolare Stanzione avrebbe speso diverse migliaia di euro per l'acquisto di carne in una macelleria e avrebbe affittato un appartamento vicino a una società di B&B gestita dalle figlie per una cifra più alta rispetto a quella originariamente prevista.
Altri capitoli poi riguardano le mancate sanzioni a ITA Airways, che sarebbero state ricambiate con tessere “Volare Classe Executive” del valore di 6mila euro ciascuna, e la gestione della multa nei confronti di Meta, drasticamente ridotta fino ad essere annullata a causa di ritardi procedurali che hanno portato alla prescrizione.
Per capire i prossimi sviluppi occorrerà attendere l'esito delle indagini. Se gli elementi raccolti non saranno sufficienti per sostenere l'accusa, il giudice per le indagini preliminari disporrà l'archiviazione del caso. In caso contrario, potrebbe seguire un rinvio a giudizio e il processo. Il reato di corruzione è punito dal codice penale con la reclusione da tre a otto anni mentre per il peculato si va dai quattro ai dieci anni e sei mesi di carcere.