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Che fine ha fatto la carta docente 2026 e chi potrà ottenerla quando arriverà

Le indicazioni sulla carta docente avrebbero dovuto arrivare entro gennaio 2026, invece a febbraio iniziato ancora niente. Non ci sono comunicazioni ufficiali sui motivi del ritardo, né sulle tempistiche previste. Al momento quindi non si sa nemmeno se la carta arriverà a valere 500 euro per i beneficiari. Ecco cosa sappiamo finora.
A cura di Luca Pons
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È ufficialmente passata la scadenza che il ministero dell'Istruzione doveva rispettare per la Carta docente 2026. A settembre dello scorso anno il governo aveva indicato una data chiara per il bonus rivolto ai docenti: entro la fine di gennaio, avrebbero dovuto arrivare le indicazioni sull'importo e sull'erogazione del bonus. Invece, febbraio è iniziato e non c'è ancora niente. Il portale ufficiale dice ancora che "i voucher per l’anno scolastico 2025/2026 saranno disponibili a partire dal mese di gennaio 2026". Opposizioni e sindacati lamentano i ritardi e chiedono un intervento, ma per adesso non ci sono comunicazioni ufficiali.

Perché la Carta docente 2026 è in ritardo e quando arriva

Da quest'anno, le modalità per erogare la carta docente sono cambiate. Non arriva in automatico: serve un decreto interministeriale che stabilisca l'importo e l'esatta modalità di erogazione. Il motivo è che, a partire dall'anno scolastico 2025/26, sono inclusi tra i beneficiari anche i docenti precari con contratto di supplenza al 30 giugno o al 31 agosto.

Il governo ha detto che, con la necessità di calcolare la nuova platea, i tempi si sono allungati. Peraltro, l'allargamento potrebbe portare anche a un importo più basso: non è detto che si tratti di 500 euro come in passato, dato che i soldi messi a disposizione dovranno essere divisi tra un numero più alto di persone.

Il problema è che, comunque, il decreto per chiarire quanto varrà il bonus e come sarà distribuito avrebbe dovuto arrivare entro il 30 gennaio. Scadenza, come detto, ormai superata. Peraltro, sono fermi anche gli arretrati dello scorso anno, che non avrebbero bisogno di ‘ricalcoli' perché devono andare a una platea già stabilita.

Al momento non ci sono riscontri ufficiali sulla questione. Il ministero non ha commentato, e dunque non è chiaro se il ritardo sia ancora dovuto al calcolo della platea (anche se appare strano che richieda mesi e mesi), alla necessità di trovare più fondi per portare il bonus a 500 euro per tutti, o ad altre motivazioni ancora. Non si sa se il provvedimento decisivo arriverà nei prossimi giorni o se bisognerà aspettare ancora a lungo. Mentre la metà dell'anno scolastico è già passata.

Chi otterrà la Carta docente 2026 e chi sarà escluso dal bonus

La carta docente 2026 andrà alle stesse categorie degli scorsi anni, con l'aggiunta dei precari con contratto a 30 giugno o 31 agosto. Questa è quindi la platea:

  • i docenti a tempo indeterminato, anche neoimmessi e anche in part time
  • i docenti fuori ruolo o comunque impiegati in altro modo (in posizioni di comando, in distacco…)
  • chi insegna nelle scuole all'estero o nelle scuole militari
  • docenti inidonei per motivi di saluto
  • docenti precari con contratto al 30 giugno 2026 o al 31 agosto 2026
  • il personale educativo in servizio

Non solo è escluso il personale ATA, ma anche gli insegnanti precari che hanno contratti di supplenza temporanei. Anche se arrivano a coprire un intero anno scolastico con più contratti, non potranno essere beneficiari del bonus. Su questo, nei prossimi mesi potrebbe aprirsi un contenzioso legale che potrebbe anche spingere il governo ad allargare ulteriormente la misura. Per il momento, la questione è lasciata agli eventuali ricorsi dei singoli.

La rabbia di opposizioni e sindacati

La questione finirà anche in Parlamento, dove il Partito democratico ha presentato un'interrogazione parlamentare ("l'ennesima", ha detto la responsabile Scuola del Pd Irene Manzi) per avere chiarimenti. "La Carta del docente è stata regolarmente accreditata entro l’autunno dalla sua istituzione. Quest’anno, invece, tutto è fermo. Il ministero conosce perfettamente i dati relativi agli aventi diritto e non è accettabile che l’inefficienza amministrativa ricada ancora una volta sui lavoratori della scuola".

La protesta è arrivata anche da tutte le principali organizzazioni sindacali. Flc Cgil ha "denunciato l'inopportunità di spostare la comunicazione dell'importo disponibile a gennaio quando, negli anni passati, tale comunicazione avveniva entro settembre, permettendo così ai docenti di pianificare con congruo anticipo le attività di formazione e l'acquisto di strumenti funzionali alla didattica". Un ritardo che, attaccano i sindacalisti, "rappresenta plasticamente la considerazione e l'attenzione del ministero ‘del merito' nei confronti del personale docente"

La Gilda degli insegnanti ha commentato, con il suo coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana, sottolineando che gli arretrati sono "un diritto e non un contentino". Poi ha attaccato: "Come sempre si tratta solo di promesse vuote, l’aver annunciato la riapertura del portale che avrebbe consentito l’utilizzo del bonus e l’arrivo degli accrediti. Siamo a febbraio e di carta docente alcuna traccia. Che stiano aspettando come con Beckett si aspetta Godot?! Attendiamo, fiduciosi, notizie".

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