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Referendum sulla giustizia 2026

Cesare Parodi si dimette da presidente dell’Associazione nazionale magistrati, ma non c’entra il Referendum

Cesare Parodi si è dimesso da presidente dell’Associazione nazionale magistrato (Anm). L’annuncio arrivato poco prima delle 15 non ha nulla a che vedere con il referendum sulla giustizia (in cui ha trionfato il No). La motivazione sarebbe strettamente personale, di natura familiare.
A cura di Giulia Casula
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Cesare Parodi si è dimesso da presidente dell'Associazione nazionale magistrato (Anm). Le dimissioni sono state comunicate informalmente al Comitato direttivo centrale prima delle 15. Un annuncio inaspettato che alcuni avevano letto con sospetto, essendo arrivato a pochi minuti dalla chiusura delle urne per il referendum sulla giustizia in cui ha trionfato il No con il 53,7%. In realtà, il voto referendario non ha nulla a che fare con le dimissioni di Parodi. A quanto spiegano fonti interne, l'uscita sarebbe legata motivi strettamente personali, di natura familiare.

Le dimissioni saranno formalizzate nei prossimi giorni. La motivazione, viene assicurato, è legata esclusivamente a questioni personali a causa delle gravi condizioni di un famigliare stretto. Viene spiegato che l'attuale presidente Anm ha voluto comunicare la decisione prima che si sapesse l'esito del referendum sulla giustizia per evitare retroscena legati ad altre motivazioni indipendentemente dal risultato.

La scelta del procuratore di Alessandria, a quanto si apprende, sarebbe stata pensata da tempo e sarebbe arrivata per motivi familiari e personali e precisando che tali dimissioni sono irrevocabili. Non avrebbe a che fare, dunque, con l'esito del referendum sulla riforma della giustizia (che al momento dell'annuncio non era ancora noto).

Già procuratore aggiunto di Torino, Parodi è stato eletto presidente dal Comitato direttivo centrale dell'Anm a febbraio 2025 per sostituire Giuseppe Santalucia. Si tratta di un esponente storico della corrente "di destra" di Magistratura indipendente. Ora si apre una nuova fase per l'Associazione. Il prossimo presidente potrebbe essere eletto già nella riunione del Comitato direttivo, fissata per il prossimo 28 marzo.

L'ultimo post sui social di Parodi risale a 20 ore fa. Il presidente dimissionario scriveva per smentire una fake che si era diffusa in diverse chat: "Una comunicazione importante. Qualche anima bella sta facendo girare degli exit poll che danno il sì al 60/100. Si tratta di un referendum precedente che non c'entra nulla con quello odierno!! Il fatto in sé si commenta da solo ma occorre fare circolare la notizia. Buona serata".

Poi la comunicazione di oggi  con le dimissioni dall'ufficio di presidenza. Colleghi di Parodi, a Torino ma anche a Roma, hanno sottolineato il peso della campagna referendaria, ripetendo che si tratta esclusivamente di motivi familiari.

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