Dopo la pubblicazione delle motivazioni della Cassazione che chiede di sequestrare “qualsiasi somma di denaro riferibile alla Lega Nord fino a raggiungere 49 milioni, provento della truffa allo Stato per la quale è stato condannato in primo grado l'ex leader leghista Umberto Bossi”, arrivano i commenti da parte di alcuni esponenti del Partito Democratico rivolti al Carroccio e al suo segretario Matteo Salvini. “È finita la pacchia per Salvini – scrive il capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci – la Lega restituisca ai cittadini i 49 milioni sottratti”.

Marcucci ricorda che a chiederlo è la Cassazione e annuncia: “Il Pd ha già presentato un'interrogazione urgente del collega Dario Parrini. Salvini, la smetta di fare il bullo, e restituisca i soldi spariti misteriosamente dalle casse del suo partito”. Dello stesso avvisa anche la senatrice dem Simona Malpezzi: “Il ministro dell'Interno Salvini dica subito dove trovare i 48 milioni che la Lega ha truffato allo Stato. Ora anche la Cassazione pretende il sequestro di qualsiasi cifra riferibile alla Lega, è davvero incredibile che un partito di governo come quello di Salvini sia coinvolto in una vicenda così grave e scabrosa”.

Ettore Rosato, deputato del Pd, attacca su Twitter: “Si sono impossessati di denaro pubblico e ora devono restituire: lo impone la Cassazione alla Lega. Nessuno può essere fuori dalla legge tanto meno se governa il paese e fa la morale ogni giorno agli altri. Sono 49 milioni di euro”. Il presidente del Pd, Matteo Orfini, chiama in causa anche il MoVimento 5 Stelle, alleato di governo del Carroccio: “La Cassazione spiega che alla Lega vanno sequestrati 49 milioni di euro ‘ovunque siano'. Caro Luigi Di Maio è un problema per il M5s o non fa niente? Una volta urlavi onestà, ora sei alleato con chi ha truffato gli italiani”.

Il Carroccio: ‘Forse diamo fastidio a qualcuno'

La replica della Lega viene affidata a una nota di Giulio Centemero, deputato del Carroccio e amministratore del partito: “Forse l'efficacia dell'azione di governo della Lega dà fastidio a qualcuno, ma non ci fermeranno certo così. Siamo stupiti di apprendere dalle agenzie, prima ancora che dalla Cassazione, le motivazioni della sentenza per cui dovrebbe proseguire il sequestro relativo a 48 milioni di euro di rimborsi elettorali. Consci della totale trasparenza e onestà con cui abbiamo gestito il movimento, con bilanci da anni certificati da società esterne, e non avendo conti segreti all'estero ma solo poche lire in cassa visti i sequestri già effettuati, sarà nostra premura portare in monetine da 10 centesimi al tribunale di Genova tutto quello che abbiamo raccolto come offerte da pensionati, studenti e operai durante il raduno di Pontida”.