Caso Delmastro, per i pm il ristorante aperto con i Caroccia “riciclava i soldi della camorra”

L'accusa per Mauro e Miriam Caroccia è di aver ‘‘trasferito e reinvestito" nella società Le 5 Forchette "proventi delle attività illecite del clan di stampo camorristico dei Senese". I due sono indagati dalla Procura di Roma nel procedimento sulla Srl di cui è stato socio anche Andrea Delmastro, che negli scorsi giorni si è dimesso da sottosegretario alla Giustizia dopo le polemiche per i suoi rapporti con i Caroccia.
Indagine sui Carocci: "Usati i soldi del clan Senese"
Dagli atti dell'indagine della Dda di Roma emergono le ipotesi di reato di riciclaggio e intestazione fittizia dei beni. L'attività illecita sarebbe aggravata dal fatto di averla "commessa al fine di agevolare l'associazione di stampo mafioso", quella dei Senese. Secondo l'accusa, padre e figlia, nel dicembre del 2024, avrebbero "investito" nella società al fine di "permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche" e "di reinvestire i capitali illecitamente accumulati nel corso degli anni".
La società Le 5 Forchette era stata fondata proprio a dicembre 2024 per gestire la Bisteccherie d'Italia, il ristorante romano in zona Tuscolana. La Srl, con sede legale a Biella, aveva tra i soci fondatori alcuni esponenti di FdI, tra cui Delmastro, il consigliere regionale Davide Eugenio Zappalà, l'assessore ai lavori pubblici Cristiano Francheschini, l'allora vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino.
A sollevare perplessità però, è la presenza della figlia di Caroccia, Miriam, che all'epoca aveva appena 18 anni. Inoltre il padre, come si è appreso da un video promozionale risalente al 2025 e riemerso nei giorni scorsi, lavorava all'interno del ristorante come chef. Insomma era chiaro che l'uomo avesse un ruolo attivo.
L'ex sottosegretario aveva mantenuto le sue quote fino a fine 2025, quando decise di cederle. In quegli stessi giorni Caroccia veniva condannato nel processo di appello bis con l'accusa di essere un prestanome dei Senese. La Corte di Cassazione, a inizio 2026, confermerà la sentenza. Oggi Caroccia sta scontando una pena definitiva a quattro anni di carcere per reati di stampo mafioso.
Secondo i pm Caroccia si sarebbero attribuiti fittiziamente" il 50% della titolarità della società" con soldi "sporchi" reinvestiti nella fase di avviamento. La figlia però respinge le accuse dicendosi pronta a chiarire la sua posizione con gli inquirenti. Intanto l'indagine prosegue. Sono previsti per metà settimana i primi interrogatori davanti ai pm della Dda di Roma, dove saranno ascoltati padre e figlia.
Delmastro sarà sentito in Commissione Antimafia
A quanto si apprende da fonti della presidenza inoltre, l'Ufficio di presidenza della Commissione parlamentare Antimafia, riunitosi oggi, ha approvato all'unanimità l'avvio di un ciclo di audizioni sulla vicenda. La Commissione si era già occupata del clan Senese nel filone di indagini che hanno riguardato le operazioni ‘Affari di Famiglia' e ‘Hydra'. La decisione, riferiscono, è stata assunta "con piena condivisione da parte della maggioranza, in particolare modo da Fdi, che ha altresì evidenziato la necessità di fare chiarezza sulle modalità con cui informazioni relative a un'indagine in corso, di particolare delicatezza, siano state diffuse a mezzo stampa".
"Le notizie che arrivano dalla Procura di Roma sul caso del ristorante di cui era socio l’ex sottosegretario Delmastro sono ogni giorno più inquietanti", ha commentato Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera. "Si parla di capitali mafiosi e alla giovane diciottenne socia a sua insaputa dell’esponente di FdI è stato notificato un avviso a comparire. Notizie sinceramente preoccupanti anche alla luce dell’affermazione della premier Meloni quando avrebbe sostenuto che non avrebbe più coperto nessuno. Dunque cosa sapeva? come è potuto accedere che un uomo a lei così vicino, con un incarico tanto delicato come sottosegretario alla giustizia, sia potuto essere coinvolto in un’attività commerciale che avrebbe aiutato ‘l’associazione di stampo mafioso facente capo alla famiglia Senese'? Poiché è stata lei stessa a pretenderne le dimissioni, spetta ora a lei chiarire la vicenda al più presto in Parlamento. Il giorno in cui si festeggia il successo di inchieste contro la famiglia dei Casalesi, è davvero sconcertante che il governo scelga di chiudere gli occhi di fronte alla vicenda Delmastro".
"Adesso c'è la conferma dalle indagini della procura di Roma: l'ipotesi concreta è che la società Le 5 forchette Srl', di cui facevano parte Andrea Delmastro e altri tre esponenti di FdI, fosse uno strumento di riciclaggio del denaro del clan senese", hanno dichiarato i rappresentanti del M5s nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato, Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato. "In sostanza, nel dicembre 2024 quella società sarebbe nata come ennesima ‘lavatrice' per ripulire tanti soldi provenienti da attività gravemente illecite della criminalita' organizzata e per, citando gli inquirenti, permettere al clan di accrescere e rafforzare la sua posizione sul territorio attraverso il controllo di attività economiche", hanno aggiunto. "Per essere una ‘leggerezza', come hanno detto Delmastro e la ex vicepresidente della regione Piemonte, Elena Chiorino, è stata piuttosto grave".