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Direttiva Case Green

Case green, via libera della commissione al Parlamento Ue. M5s: “Meloni dovrà rivalutare Superbonus”

La commissione Industria al Parlamento europeo ha approvato l’accordo raggiunto con il Consiglio sulla direttiva per le case green, che prevede di alzare gli standard energetici del patrimonio edilizio europeo per ridurre le emissioni.
A cura di Annalisa Girardi
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Con 38 voti a favore, 20 contrari e 6 astenuti, la commissione Industria di Strasburgo ha approvato l'accordo raggiunto tra Parlamento e Consiglio Ue sulla direttiva per le case green. L'intesa tra le due istituzioni europee era stata raggiunta lo scorso dicembre e prevedeva di rivedere la direttiva sulla prestazione energetica degli edifici. La parola passa ora alla plenaria del Parlamento europeo, che si dovrà esprimere con ogni probabilità nella sessione plenaria di marzo.

A proporre la revisione, ancora nel dicembre 2021, era stata la Commissione Ue come parte del pacchetto per la transizione energetica: gli edifici sono infatti responsabili di circa il 40% del consumo energetico europeo e del 36 per cento delle sue emissioni di CO2. Alzare gli standard energetici, però, non è stato facile. Anzi, è stato necessario trovare dei compromessi con quei Paesi – come l'Italia – che avevano criticato la proposta, soprattutto in tema di finanziamenti. L'obiettivo di Bruxelles è quello di avere, a partire dal 2030, tutti i nuovi edifici residenziali costruiti per essere a emissioni zero – per gli edifici pubblici si partirà qualche anno prima, dal 2028 – e in generale dal 2050 l'intero patrimonio edilizio esistente a emissioni zero.

Il via libera della commissione del Parlamento Ue è stato accolto in modo positivo dalla capodelgazione del Movimento Cinque Stelle a Strasburgo, Tiziana Beghin, che ha sottolineato come il governo di Giorgia Meloni potrebbe essere presto costretto a rivedere la sua posizione sui bonus edilizi. E, in particolare, sul Superbonus: "Con il voto della Commissione Industria del Parlamento europeo arriva il primo via libera all’accordo raggiunto in trilogo sulla direttiva sull’efficientamento energetico. Si tratta di un provvedimento che, nonostante alcuni compromessi al ribasso, fissa obiettivi comuni per l’ammodernamento degli edifici, il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni inquinanti. L’Europa imbocca una strada mentre il governo Meloni prende quella opposta visto che ha deciso di fare a pezzi il Superbonus", ha detto.

Dalla Lega, invece, Paolo Borchia (coordinatore Id in commissione Itre) e Isabella Tovaglieri (componente commissione Itre, relatrice ombra del provvedimento) hanno scritto in una nota: "Positivo che sia stato eliminato l'obbligo, per i cittadini, di adeguarsi alle classi energetiche imposte dall'Europa, lasciando questa responsabilità ai singoli Stati membri con tempi più ragionevoli per i piani di rinnovamento. Permangono tuttavia alcune criticità in un'iniziativa figlia dell'ideologia del green deal, a cominciare dagli oneri di ristrutturazione che, in un Paese dal particolare contesto immobiliare come il nostro dove le case sono per lo più di proprietà, saranno comunque pesanti e ricadranno su una situazione di debito pubblico già problematica. Esprimiamo soddisfazione per lo scampato pericolo, ma continueremo a tenere alta la guardia: le case degli italiani non si toccano".

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