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Carta del Docente 2026 in ritardo: quando arriva, perché l’importo scende e cosa devono fare gli insegnanti

La Carta del Docente non è ancora stata erogata nonostante l’annuncio di una partenza entro febbraio. Ecco cosa sta succedendo, perché l’importo potrebbe scendere a 400 euro e quali passi possono fare ora i docenti.
A cura di Francesca Moriero
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Doveva partire entro febbraio, secondo quanto dichiarato dal ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Siamo al 1° marzo e la Carta del Docente per l'anno scolastico 2025/2026 non è ancora disponibile. Un ritardo che pesa, perché non è il primo: inizialmente si parlava infatti di ottobre, poi ancora di novembre, quindi di inizio anno. Poi l'annuncio di un avvio entro fine febbraio. Ma, ad oggi, la piattaforma non risulta riattivata e non è stata comunicata alcuna data ufficiale di accredito.

Perché l'importo potrebbe scendere da 500 a 400 euro

Il ritardo nell'attivazione della Carta del Docente non è però solo una questione di tempi, ma anche di risorse. Il problema centrale riguarda infatti la distribuzione dei fondi disponibili. Il fondo complessivo resta pari a 441 milioni di euro, ma da quest'anno la platea dei beneficiari si amplia. Oltre ai docenti di ruolo, potranno accedere alla Carta anche i precari con contratto fino al 30 giugno e al 31 agosto. Una novità attesa da tempo, arrivata dopo diverse pronunce favorevoli ai supplenti. Qui entra in gioco quindi un semplice calcolo: se le risorse restano le stesse e aumentano i beneficiari, la quota individuale inevitabilmente si riduce. Le stime parlano così ora di un importo compreso tra 390 e 400 euro a docente, rispetto ai 500 euro erogati negli anni precedenti.

È importante chiarire quindi un punto:

  • per i precari si tratta di un accesso nuovo, non di una riduzione;
  • la diminuzione riguarda i docenti di ruolo, che vedrebbero abbassarsi l'importo individuale.

Non è quindi una "guerra" tra categorie, ma una scelta di bilancio a risorse invariate.

I 270 milioni annunciati: cosa sono davvero

In questo quadro si inserisce anche l'annuncio del ministro che ha parlato di ulteriori 270 milioni provenienti da fondi europei.Queste risorse, però, non vanno confuse con il budget della Carta del Docente. Non si tratta di somme che verranno accreditate direttamente ai singoli insegnanti. I 270 milioni sono destinati alle scuole per spese e progetti gestiti a livello di istituto, come:

  • pc, libri e materiali;
  • gestione amministrativa;
  • attività formative organizzate dagli istituti.

La differenza è sostanziale: la Carta del Docente è un budget personale, spendibile direttamente dal singolo insegnante; i fondi alle scuole, invece, sono risorse d'istituto, soggette a decisioni e procedure interne. Per questo motivo non incidono automaticamente sull'importo individuale della Carta.

Cosa sta succedendo e perché c'è ritardo

Il rinvio dell'attivazione sembra legato soprattutto a questioni tecniche e amministrative. Con l'estensione ai precari, infatti, è necessario un decreto interministeriale che definisca in modo ufficiale importo e platea dei beneficiari. Secondo le informazioni circolate nelle ultime settimane, il ritardo sarebbe dovuto a diversi passaggi ancora in corso:

  • al calcolo esatto dei nuovi beneficiari (oltre un milione di docenti);
  • al via libera del Ministero dell'Economia;
  • all'adeguamento tecnico della piattaforma.

Nel frattempo, però, molti insegnanti stanno anticipando di tasca propria le spese per dispositivi informatici, libri, corsi di aggiornamento e iscrizioni universitarie, spesso con scadenze già fissate. Sul sito ufficiale risulta ancora l'indicazione di voucher disponibili da gennaio 2026, ma al 1° marzo la piattaforma non è stata riattivata e non è stata comunicata una data ufficiale di accredito.

Cosa devono fare ora i docenti

Ad oggi non è richiesto alcun adempimento immediato da parte degli insegnanti, è consigliabile però:

  • Monitorare il sito ufficiale della Carta del Docente per la riattivazione della piattaforma;
  • verificare eventuali comunicazioni del Ministero e del proprio istituto;
  • conservare ricevute e documentazione delle spese sostenute per formazione e aggiornamento;
  • seguire gli aggiornamenti su importo definitivo e modalità di utilizzo.

Nel frattempo è stata avviata una petizione nazionale che chiede al Ministero di riattivare subito la Carta e fornire tempi certi.

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