
Nel Paese delle modestissime mazzette, una famiglia su venti, nel corso della vita, ha ricevuto richieste di denaro, regali o altro per ottenere agevolazioni o servizi.
Nel Paese delle modestissime mazzette ci sono 273mila famiglie che nel corso della loro vita hanno dovuto pagare per ottenere o velocizzare servizi nel settore della sanità. O circa 175mila famiglie che hanno corrotto un giudice, un pubblico ministero, un testimone o un cancelliere.
Nel Paese delle modestissime mazzette, ci sono quasi 3 milioni di imprenditori cui è capitato di essere obbligati a pagare funzionari per ottenere licenze e concessioni, per agevolare pratiche fiscali o per rendere più veloci quelle giudiziarie.
Nel Paese delle modestissime mazzette, per un italiano su cinque è accettabile pagare per trovare lavoro a un figlio. E per quasi 5 italiani su 100 è accettabile ottenere denaro o favori per il proprio voto alle elezioni.
Nel Paese delle modestissime mazzette, tutto questo ci costa dal mezzo punto al punto di Più all’anno, dai 10 ai 20 miliardi di euro – lo dice Eurispes – e fa aumentare il costo delle opere pubbliche di circa un decimo – lo dice l’Ocse.
Nel Paese delle modestissime mazzette, il ministro della giustizia dice – anzi, scrive nel suo ultimo libro che esce a ridosso del referendum sulla giustizia – che a essere un "meccanismo diabolico" non è la corruzione, ma le intercettazioni che servono per smascherarla e punirla. E che quindi, appena possibile, ne vieterà l'utilizzo. Altrimenti, aggiunge, il pubblico ministero potrà chiederne l'utilizzo anche per l'ipotesi – per l'appunto – "di una modestissima mazzetta”.
Nel Paese delle modestissime mazzette, Carlo Nordio è il ministro della giustizia che ci meritiamo.