Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in un post su Facebook, ha attaccato la Regione Calabria, che con una legge approvata in  consiglio regionale ha reintrodotto il trattamento di fine mandato, per chi ha lavorato anche solo giorno da consigliere regionale: anche se il politico dovesse essere dichiarato ineleggibile o perdesse un ricorso presentato dal primo dei non eletti, avrebbe diritto a una somma di 600 euro netti al mese. Basterà pagare i contributi per tutta la durata della legislatura.

In pratica in pochi minuti, martedì scorso, è stata approvata la proposta avanzata da Giuseppe Graziano (Udc), che modifica l'articolo 7 comma 4 della legge regionale numero 13 del 2019, con cui appunto erano stati cancellati i vitalizi introducendo il sistema contributivo.

"Non smetterò mai di sottolineare l'impegno delle regioni e dei propri governatori. Più di tutti sono stati sul campo, affrontando con il massimo sforzo questa emergenza. Però non posso rimanere in silenzio davanti a una cosa del genere. Mentre i cittadini hanno serie difficoltà economiche e le imprese sono colpite duramente dalla crisi, la regione Calabria reintroduce il vitalizio. Davvero surreale", ha scritto Di Maio in un post sul suo account Di Facebook.

"Leggo di consiglieri regionali che adesso vorrebbero tornare sui propri passi. Bene, abolite subito questa legge. La politica deve dare il buon esempio. E se non riesce a farlo in una situazione del genere, allora significa che non lo farà mai più", ha concluso Di Maio.

"I vitalizi in Calabria sono stati aboliti da tempo. Non vedo dov’è lo scandalo: a fronte di 38mila euro di contributi versati in una legislatura, si maturerebbe un’indennità di fine mandato, a 65 anni, da 600 euro netti al mese", ha spiegato alla Gazzetta del Sud il presidente del Consiglio Domenico Tallini.

Per i consiglieri regionali del Pd si tratta di "una tempesta in un bicchier d’acqua": "Smentiamo categoricamente – hanno scritto in una nota gli esponenti dem e anche quelli della lista civica ‘Democratici progressisti' – che si tratti del ripristino dei cosiddetti ‘vitalizi’, i quali non esistono più già per gli eletti nella passata consiliatura. Non c’è stato nessun tentativo di riportare in vita cose inesistenti: chi lo afferma, forse è male informato. In tutta Italia esiste soltanto il sistema contributivo. La Calabria, pertanto non ha fatto altro che allinearsi a quanto stabilito nella Conferenza Stato-Regioni del 3 aprile 2019: modificando un semplice comma".

Hanno ammesso però che durante la votazione c'è stato un errore: "È stato quello di riconoscere, anche a un consigliere dichiarato a posteriori ineleggibile, la possibilità di continuare a versare i contributi fino alla fine della consiliatura di riferimento".

Una ‘svista' di cui non si è accorto nemmeno l'ex candidato del centrosinistra, Pippo Callipo, che pure ha votato la proposta di legge: "Ho apposto la mia firma, dopo quella di altri sette capigruppo di maggioranza e di minoranza, su una proposta di legge che ‘non comporta maggiori o nuovi oneri a carico del bilancio regionale’. Così è scritto chiaro e tondo nel documento che mi è stato sottoposto in coda alla seduta di martedì 26 maggio e che risulta agli atti del Consiglio. Non avrei mai avallato nulla che potesse aumentare i costi della politica. Se la modifica della normativa sui vitalizi si traduce, invece, in un aumento dei suddetti costi significa che mi è stato proposto di sottoscrivere un documento non veritiero e per questo mi tutelerò nelle sedi opportune".

Critici i consiglieri regionali della Lega e di Fratelli d’Italia. I capigruppo Tilde Minasi e Filippo Pietropaolo, hanno detto che si tratterebbe di ripristinare un "privilegio ingiusto e illegittimo": "Lunedì mattina depositeremo una proposta di legge per ripristinare l’inammissibilità alla contribuzione volontaria del consigliere regionale la cui elezione sia stata annullata".