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Buoni fruttiferi postali 2026, le tipologie con rendimento e durata: a chi convengono e quali sono i rischi

Nel 2026 i buoni fruttiferi postali restano un’opzione sicura per chi vuole far crescere i risparmi nel tempo, con soluzioni che vanno dal parcheggio della liquidità a breve termine fino a prodotti dedicati a minori, pensionati o legati all’inflazione. Il rendimento varia a seconda del tipo di titolo, mentre la durata permette di scegliere soluzioni flessibili , a medio termine o vincolate a lungo termine.
A cura di Francesca Moriero
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I buoni fruttiferi sono da sempre presentati come un porto sicuro per i risparmi degli italiani. La promessa è semplice: capitale garantito dallo Stato e interessi tassati con aliquota agevolata. Sulla carta, una soluzione comoda, senza commissioni e con glebbilita di rimborso, ma come spesso accade, la realtà è più sfumata. La durata dei titoli, i tassi dichiarati, l'inflazione e le condizioni di sottoscrizione, possono infatti influire in modo significativo sul rendimento reale. Per questo, prima di sottoscrivere un titolo, è importante conoscere a chi conviene davvero ogni prodotto e quali compromessi comporta. In questo contesto, per il 2026, l'offerta di Poste Italiane sembra essersi evoluta: ci sono soluzioni per chi vuole parcheggiare temporaneamente la liquidità, strumenti a medio termine per chi desidera pianificare il futuro e prodotti dedicati a lungo termine pensati per pensionati o per i figli. Ecco tutto quello che c'è da sapere.

Buoni a lungo termine

Il buono ordinario ventennale è l'esempio classico di strumento pensato per chi non ha bisogno immediato di liquidità: garantisce interessi crescenti: dallo 0,75% dei primi tre anni fino al 3% alla ventesima annualità. Gli interessi si maturano e si accreditano annualmente, ma il rimborso anticipato è consentito solo dopo 12 mesi e senza produzione di interessi se ritirato prima. È quindi ideale per risparmiatori pazienti che pianificano a lungo termine, ma occorre essere consapevoli dei rischi: l'inflazione può infatti ridurre il rendimento reale, soprattutto nei primi anni, e la lunga durata del vincolo può rendere complicato utilizzare il capitale in caso di necessità improvvise

Buoni a breve termine

Per chi ha bisogno di reinvestire liquidità in modo rapido, ad esempio dopo la scadenza di altri titoli, i buoni a breve termine rappresentano invece la giusta soluzione pratica. Tra questi spicca il Buono 6 mesi, che offre un rendimento lordo dell'1,25% a scadenza. La caratteristica principale di questi strumenti è la flessibilità: il capitale può essere impiegato in tempi relativamente brevi, consentendo di gestire la liquidità senza vincoli eccessivi. Si tratta però di prodotti con rendimenti contenuti e, soprattutto, non pensati per proteggere il risparmio dall'inflazione, che può erodere il valore reale del capitale.

Buoni a medio termine

I buoni quadriennali, come il Buono Rinnova 4 anni o il Buono 4 anni Plus, si rivolgono a chi può programmare versamenti periodici o reinvestire capitali in scadenza. Offrono rendimenti lordi compresi tra l'1,25% e l'1,75% e rappresentano un compromesso tra sicurezza e rendimento moderato. Accanto a questi troviamo i buoni legati alla nuova liquidità, come il Buono Premium 4 anni o il Buono 100, che possono arrivare fino al 3% lordo a scadenza. Questi prodotti premiano sostanzialmente chi effettua nuovi versamenti sui libretti  postali ma richiedono acne qui maggiore pianificazione: i vincoli di accesso e il rendimento condizionato a versamenti periodici infatti riducono la flessibilità e possono limitare la sicurezza effettiva dei guadagni.

Buoni a cedola, a step e indicizzati all'inflazione

Per chi vuole ricevere interessi periodici o vedere i rendimenti crescere gradualmente, ci sono i buoni a cedola quinquennale e quelli a step, come il 3×4, che aumenta gli interessi ogni tre anni per un totale di dodici anni. Un'altra possibilità sono i buoni indicizzati all'inflazione italiana, che uniscono un tasso fisso crescente alla rivalutazione legata all'andamento dei prezzi (indice FOI), offrendo così una protezione parziale del capitale se i prezzi aumentano. Questi strumenti possono essere utili per chi cerca rendimenti regolari o tutela dall’inflazione, ma è importante sapere che non sempre garantiscono guadagni più alti rispetto ad altre opzioni di investimento e non proteggono completamente dall'inflazione.

Risparmio per i minori e integrazione pensionistica

Poste Italiane propone poi anche buoni pensati per obiettivi specifici: tra queste il Buono Soluzione Futuro che permette di accumulare risparmi fino ai 65 anni e poi ricevere una rendita mensile, mentre il Buono per minori è dedicato a bambini e ragazzi fino ai 18 anni, con interessi che crescono e si maturano alla maggiore età. Questi prodotti sono pensati sostanzialmente per chi vuole pianificare il futuro a lungo termine, ma richiedono pazienza: il capitale resta infatti vincolato per molti anni e ritirarlo prima della scadenza può ridurre o annullare gli interessi maturati.

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