Il presidente dell'Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, è intervenuto di fronte alla commissione Bilancio alla Camera per fare il punto della situazione in merito alla Fase 2 dell'emergenza coronavirus. Brusaferro ha parlato di "un'Italia a tre velocità", sebbene in tutte le Regioni si registri un decremento di contagi: "Abbiamo delle Regioni del Sud dove passano intere giornate senza che si registrano casi. Però è anche vero che dove si registrano degli episodi in cui non vengono rispettate le regole di distanziamento sociale, come abbiamo visto in Molise, si creano nuovi focolai". E ancora: "Il virus è ancora presente e i comportamenti adottati sono ancora la misura più efficace per limitare la diffusione del virus". Dal punto di vista epidemiologico, ha sottolineato Brusaferro, il fatto che molte persone non siano ancora entrate in contatto con il virus rappresentano un cosiddetto serbatoio che potrebbe veicolare il virus.

"Abbiamo superato il picco dell'infezione, siamo nella parte in discesa della curva. Dobbiamo però avere la capacità di identificare i casi sospetti precocemente in modo da poterli isolare", ha detto Brusaferro, sottolineando come una buona capacità di monitoraggio e di risposta sanitaria siano necessarie per attraversare in sicurezza la seconda fase dell'emergenza del coronavirus. Per monitorare l'evoluzione dell'epidemia, Brusaferro ha ricordato come Stato e Regioni abbiano concordato un sistema basato su indicatori condivisi. "L'insieme di questi strumenti è una garanzia di monitoraggio di quanto sta avvenendo e capacità di risposta tempestiva. Il nostro Paese questo lo sta facendo", ha aggiunto. Per poi avvertire: "Con la prossima settimana ci avviamo a una sfida sarà ancora più importante perché sarà liberalizzata la mobilita tra Regioni e anche quella internazionale. Questo richiederà una capacità ancora più attenta di monitorare e rispondere a focolai".

Rispondendo a una domanda di Claudio Borghi, deputato leghista e presidente della Commissione, in merito alle decisioni prese dal governo sulle riaperture, dietro consiglio del comitato tecnico scientifico, Brusaferro afferma: "Il comitato esprime pareri sulla base delle evidenze scientifiche disponibili al momento. Non dimentichiamo che questo virus sia nuovo e sconosciuto, per cui le nostre disposizioni si sono andate adattando". Il presidente dell'Iss ha però rivendicato quanto fatto, ricordando che l'Italia sia stato il Paese pilota nella pandemia e che le scelte fatte dal governo italiano sono poi state riprese da altri Paesi. Brusaferro ha anche spiegato come in una situazione di questo tipo gli esperti siano anche chiamati a fare delle previsioni: "Gli scenari possibili erano molti, ma è anche vero che il comitato tecnico scientifico ha comunque fatto delle raccomandazioni che indicavano un quadro verosimile. Non abbiamo fatto a estrazione".

Brusaferro ha anche parlato del prossimo autunno: "Si tratta della stagione in cui i rischi per queste infezioni aumentano: è il periodo in cui si raccomanda il vaccino anti-influenzare. Le giornate si accorciano, cambia il clima e le persone tendono a rimanere negli ambienti confinati. In autunno aumenta la probabilità di diffusione, e in questo senso abbiamo parlato di una nuova ondata di infezioni". Il presidente dell'Iss ha anche sottolineato come il nostro nuovo stile di vita dovrà tenere conto dell'epidemia: "Non dobbiamo limitarci in tutto, ma essere consapevoli. Dobbiamo imparare a conviverci". Brusaferro è anche intervenuto sul tema dei tamponi, rivendicando come l'Italia sia il Paese al mondo in cui vengono effettuati più tamponi, e che questo numero è in aumento. Ha inoltre toccato la questione dell'app per il tracciamento dei contatti, fondamentale per "La tecnologia aiuta ma non elimina il fatto che ci sia un professionista che guidi durante la quarantena e ripercorra la trasmissione. La tecnologia aiuta a ridurre i tempi, ma non è la soluzione magica", ha concluso.