Il ministro della Giustizia, Afonso Bonafede, è intervenuto con una diretta Facebook per commentare quanto accaduto ieri in Consiglio dei ministri. Una riunione che ha visto scontri pesanti fra le forze di maggioranza già dalla mattinata. Infatti, sul tema centrale del Cdm, la riforma della giustizia firmata dal ministro Bonafede, i botta e risposta fra i leader di Lega e Movimento Cinque Stelle erano esplosi ore prima del Cdm, conclusosi solo a tarda notte. Matteo Salvini aveva definito la riforma "acqua", lamentando l'assenza nella bozza presentata di temi centrali come le intercettazioni e la separazione delle carriere per i magistrati che decidono di candidarsi in politica. Luigi Di Maio aveva prontamente replicato che si sarebbe aspettato un sì sulla riforma, dopo i tanti no che aveva ricevuto dal Carroccio: "Mi auguro nessuno pensi di bloccarla, sarebbe un grave danno al Paese", aveva aggiunto.

Il commento di Alfonso Bonafede

"Mi collego per raccontarvi come è andata ieri in Consiglio dei Ministri. Come sapete l’oggetto era la riforma della giustizia che era divisa in tre parti: la riduzione dei tempi del processo civile, la riduzione dei tempi del processo penale e una parte sul Consiglio superiore della magistratura. Cominciamo dalla buona notizia: ieri il Cdm ha deciso di approvare la parte della riforma sul processo civile e sul Csm", ha iniziato Bonafede nella diretta, sottolineando come la riforma sul processo civile sia importantissima per tutti i cittadini. "Faccio un esempio classico. La causa per un incidente stradale con testimone che oggi dura tre anni, perché sono più o meno quattro udienze, con la riforma si chiuderà in due udienze, quindi un anno. Per gli imprenditori anche è fondamentale questa riforma", spiega il ministro.

"Poi c’è la parte sul Csm. Sapete gli scandali che ci sono stati. Con la riforma interveniamo rompendo qualsiasi legame fra la magistratura e la politica. Se un magistrato entra in politica, non può più tornare a vita a fare il magistrato. Togliamo la magistratura dalle derive del correntismo, quelle correnti che si spartivano le poltrone. Creiamo un sistema di incompatibilità tale per cui le correnti rimangono fuori. Inseriamo il sorteggio inoltre nell’elezione del Csm. Ci sono poi altre misure importanti come la riduzione degli stipendi per chi siede in Consiglio ad un tetto di 240 mila euro", prosegue Bonafede per poi arrivare al punto critico sui cui manca un'intesa tra Lega e Movimento Cinque Stelle. Il punto di rottura sulla riforma fra le due forze di governo. "Cosa rimane quindi della riforma su cui manca l’intesa? La parte per ridurre i tempi del processo penale. Un cittadino indagato non vuole rimanere appeso a un processo penale, così come una persona che subisce un danno non vuole solo la certezza della pena, ma vuole anche una giustizia veloce e una risposta dello Stato in tempi celeri. Per la prima volta nella storia della Repubblica stabiliamo dei tetti massimi. Fino ad ora il processo e le indagini potevano durare tantissimo tempo, ma noi vogliamo stabilire dei tetti entro i quali il magistrato è chiamato a rendere conto del proprio operato. Cioè gli si va a chiedere perché il processo stia durando così tanto tempo".

Bonafede comunica di aver già ricevuto delle repliche da parte di alcuni magistrati che hanno definito la riforma punitiva: "Non c'è questo intento, ma chi svolge un ruolo così importante deve rendere conto su quello che si sta facendo". E ancora: "Quello che stiamo facendo è una svolta epocale. Sono tutti interventi mirati che tutelano le garanzie di chi è indagato e riducono i tempi. Su questo è rimasto un nodo. Dalla parte della Lega c’è stato un continuo dire no, un continuo dire che si dovrebbe fare qualcos’altro. Io sono disponibilissimo e aperto a altre proposte, non alzo muri, però ieri in Cdm queste proposte non sono arrivate. Ed è lì che si vede se si vuol far saltare una riforma semplicemente per farla saltare o se si vuole dare un contributo". Il ministro spiega quindi che l'opposizione del Carroccio è arrivata su due questioni, quella della separazione delle carriere e le intercettazioni: "Queste due norme non hanno nulla a che fare con la riduzione dei tempi del processo. Per quanto riguarda la separazione delle carriere stiamo parlando di una riforma costituzionale che prevede tempi molto più lunghi di quelli che servirebbero alla nostra riforma. Inoltre la Lega vuole raddoppiare i Csm, uno per i pm e uno per i giudici. Mi sembra oggettivamente folle di questi tempi".

Il ministro fa quindi il punto sulle intercettazioni, attaccando l'alleato di governo: "Riguardo alle intercettazioni, per me vuol dire dare uno schiaffo ai cittadini onesti di questo Paese. Come si può in questo periodo, dopo tutti gli scandali, pensare di imbavagliare le informazione portando le lancette dell’orologio indietro, quando la politica non voleva far sapere ai cittadini cosa accadeva nelle stanze del potere? Questi due punti erano i due punti forti della politica sulla giustizia di Silvio Berlusconi. Io alla Lega ho sempre detto di essere aperto alle proposte senza problemi, ma si mettessero in testa che al governo non sono con Berlusconi". E quindi il riferimento alla legge sulla prescrizione: "Quando da una parte arriva un no a prescindere, allora mi viene il dubbio che l’obiettivo sia far saltare la legge sulla prescrizione che entrerà in vigore a gennaio. Per me è inaccettabile fare giochini di questo tipo e mi auguro che non sia questo l'intento, perché significherebbe giocare sulla carne viva delle persone. Io sono il ministro che ha scritto la legge Spazzacorrotti. Una legge che fa male ai corrotti di questo paese. Noi siamo il Movimento Cinque Stelle, e non permetterò a nessuno di far saltare la legge sulla prescrizione perché la prescrizione, i cittadini lo sanno, è un’isola di impunità che salva i corrotti". Bonafede conclude: "Le porte del ministero sono spalancate. Non mi interessa rispondere alle provocazioni sulle dirette Facebook, mi interessa dare risposte ai cittadini italiani".  

La posizione della Lega

"La Lega non vota una non riforma, vuota e inutile. Siamo al lavoro per una reale riduzione dei tempi della giustizia, per un manager nei tribunali affinché diventino realmente efficienti, perché ci sia certezza della pena: colpevoli in galera e innocenti liberi", ha spiegato il Carroccio in una nota. Anche Matteo Salvini è intervenuto sulla questione, affermando: In queste ore si parla di giustizia, o le riforme si fanno bene, importanti ed efficaci fino in fondo, altrimenti le mezze cose non servono a questo Paese. Se devi tagliare i tempi dei processi li devi tagliare, se devi sanzionare i giudici che rinviano le udienze di anni o sbagliano, li devi sanzionare. Vanno tolti tutti quegli sconti di pena che impediscono che uno spacciatore stia almeno qualche mese in galera. Se bisogna riformare il processo penale lo si faccia però nell’interesse dei cittadini italiani, ma senza permettere che i processi durino anni e anni. Io voglio i colpevoli in galera subito, ma gli innocenti a casa altrettanto velocemente".

E ancora: "Io voglio gli spacciatori in galera. Su questo sfido gli amici dei Cinque Stelle, l’approviamo questa proposta della lega per cui gli spacciatori qualsiasi quantità di droga stiano portando, vadano in galera e non ci restino solo un quarto d’ora? Questa è una riforma della giustizia". Commentando poi l'affondo di Bonafede sul Cavaliere, ha continuato: "Cosa c’entra Berlusconi? Io guardo al futuro, non al passato. Vi pare normale che finiscano sui giornali le intercettazioni senza rilevanza penale sull’amante di Tizio o sull’amante di Caio. Se qualcuno cerca il gossip che si compri i giornali di gossip. I pettegolezzi da spiaggia devono rimanere chiusi nell’armadio, altrimenti diteci che siamo in uno Stato di polizia per cui chiunque è titolato ad ascoltare chiunque e mettere sui giornali qualsiasi conversazione privata. Ma non è un Paese civile questo".

Tornando poi sui punti di spaccatura, ha concluso: "Anche sul Csm la riforma non va bene. Abbiamo visto gli scandali delle ultime settimane: per cui ci vuole un Consiglio che si occupa di giudici e un altro che si occupa di accusatori. E chi fa il giudice non deve fare l’accusatore e viceversa. Non mi rassegno nemmeno alla durata dei processi a 6 anni. Con i nostri tecnici siamo certi di arrivare a 4 anni:  fare primo grado, appello e cassazione. Quindi le riforme le voglio fare bene. Noi abbiamo buona volontà, ma se Bonafede inizia a tirare in mezzo Berlusconi.. Possiamo tagliare i tempi dei processi e sancire che se un giudice sbaglia, paga? O c’è qualcuno che ha paura ad affermare questo principio?".