Blocco diesel Euro 5 rinviato, lo stop slitta al 1° ottobre 2027: via libera al decreto in Cdm
Il governo Meloni ha approvato il rinvio di un anno per il divieto di circolazione dei veicoli diesel Euro 5. Lo slittamento è arrivato con un decreto legge varato dal Consiglio dei ministri che si è tenuto questo pomeriggio. Senza un intervento dell'esecutivo, il blocco dell'Euro 5 sarebbe partito dal 1° ottobre 2026. Per effetto del decreto, invece, inizierà il 1° ottobre 2027.
"Sono molto soddisfatto", ha detto il ministro dei Trasporti Matteo Salvini in conferenza stampa. "Avremmo dovuto lasciare a piedi centinaia di migliaia di lavoratori", ha commentato. "In questo anno le Regioni interessate hanno tempo per fare gli interventi di mitigazione ambientale".
Lo stop avrebbe coinvolto quattro Regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. E, in particolare, i Comuni oltre i 100mila abitanti. In queste zone, tutti i veicoli alimentati a diesel con standard Euro 5 (immatricolati tra il 2011 e il 2015) o più bassi avrebbero dovuto smettere di circolare. Si parla di autovetture e di veicoli commerciali di categoria N1, N2 e N3. Ciascuna amministrazione regionale aveva già adottato delle misure che rendevano le regole diverse a seconda del territorio.
Ad esempio, in Lombardia era previsto che il blocco fosse in effetto per tutto l'anno, nei giorni feriali, tra le 7.30 e le 19.30 – con l'eccezione di chi usa il meccanismo Move-In a pagamento. In Veneto lo stop alle auto Euro 5 sarebbe andato ogni anno da ottobre ad aprile, in Emilia-Romagna da ottobre al 31 marzo e in Piemonte da ottobre al 30 aprile, con orari leggermente in ciascuna Regione.
I grandi Comuni interessati per legge sarebbero stati diciotto, più altre amministrazioni eventualmente coinvolte nelle singole Regioni. Ora, però, il governo è intervenuto per rinviare l'avvio della misura. Il decreto porta la firma della presidente del Consiglio Meloni e del ministro dei Trasporti Salvini.
Nella bozza fatta circolare già poco prima dell'inizio del Cdm si legge che la motivazione è la "straordinaria necessità e urgenza di evitare" le "rilevanti ripercussioni sulla mobilità dei cittadini, sulla continuità dei servizi di trasporto e sul sistema economico e produttivo delle aree interessate". In più, permettere allo stesso tempo alle "Regioni competenti" di completare le "misure necessarie al conseguimento degli obiettivi di qualità dell'aria previsti dalla normativa europea e nazionale".
Insomma, l'idea è di prolungare lo stop ancora per un anno – come fatto già nel 2025 – per evitare il disagio ai cittadini e, sulla carta, permettere alle amministrazioni regionali di mettere in atto nuove misure che migliorino la qualità dell'aria. Questo è infatti l'obiettivo generale dello stop alle auto Euro 5, in una zona (la Pianura Padana e l'area adiacente) che è tra le più inquinate d'Europa. È difficile non notare, poi, che il blocco degli Euro 5 sarebbe scattato a pochi mesi dalle elezioni, creando potenzialmente malumori nell'elettorato.